Il giardino di via Zanoia fa sempre gola al Politecnico

In discussione in questi giorni al Consiglio del Municipio 3 la riqualificazione del piccolo giardino annesso alla piscina Romano e l’apertura di un nuovo passaggio ad uso del Politecnico tra via Ampère e il nuovo campus di via Bonardi. ()

giardino zanoiaDa anni ai cittadini del quartiere Città Studi si ripresenta, periodicamente e con una certa regolarità, la minaccia, più o meno palese, del Politecnico di Milano di occupare parte dell’area su cui sorge il complesso balneare Romano, la cosiddetta piscina Ponzio, comprendente una zona destinata a verde pubblico, a cui si accede da via Zanoia, dal lato verso la via Ampère. Un piccolo giardino assai frequentato da mamme con bambini piccoli, poiché offre un riparo sicuro dal traffico e non ha altre uscite oltre il cancello di ingresso, una piccola oasi di tranquillità.

Il Comune intende avviare alcuni lavori di riqualificazione del giardino utilizzando gli oneri di urbanizzazione dell’imponente edificio residenziale che sta sorgendo in via Botticelli 19 dove una volta c’era la sede dell’Istituto Rizzoli Arti Grafiche; quando ebbe inizio la sua demolizione, i residenti delle vie circostanti sollevarono vive rimostranze scoprendo che il progetto era stato approvato senza che in effetti i cittadini ne venissero a conoscenza, che le volumetrie concesse apparivano esorbitanti rispetto a quelle preesistenti, che il progetto mal si inseriva nel contesto urbanistico locale (vedi gli articoli da noi pubblicati qui, qui e qui), senza ottenere alcun risultato.

Ora il Consiglio del Municipio 3 dovendo rilasciare un parere, solo consultivo, ha all’esame il progetto di riqualificazione del giardino, che risulta però comprensiva anche di alcune altre importanti modifiche relativamente alla sistemazione della zona di confine tra la piscina Ponzio e il Politecnico, il quale ha in corso un grosso intervento di ristrutturazione della sede della facoltà di Architettura, delle aule e del complesso di edifici a cui si accedeva dalla via Bonardi (vedi l’articolo da noi pubblicato qui).
La riqualificazione del giardino di via Zanoia comprenderebbe principalmente la sistemazione dei percorsi interni, dei giochi per i bambini, di una piccola fontana, la demolizione di un chiosco esistente; il costo dei lavori sarebbe coperto dagli oneri di urbanizzazione a carico della società immobiliare che sta appunto realizzando l’edificio di via Botticelli, Armoniae Srl, oneri che raggiungono un ammontare complessivo di circa 390.000 euro.
La discussione in seno al Consiglio di Municipio verte sui due questioni principali, tralasciando altri dettagli di minor importanza.

La prima questione relativa alla proposta della società Armoniae Srl di realizzare dei giochi d’acqua al posto della fontana attuale, soluzione per cui non bastano i 390.000 euro disponibili, per cui il Comune dovrebbe coprire la differenza di costo e provvedere inoltre alla installazione di nuovi giochi per i bambini.

La seconda relativa alle richieste del Politecnico di realizzare un passaggio aperto al pubblico che permetta l’accesso da via Ampère al nuovo campus in via Bonardi attraverso un piccolo spiazzo, ora occupato da cassonetti per le immondizie del Politecnico e chiuso da un cancello, tra l’edificio degli spogliatoi della piscina in via Ampère e quello della facoltà di Architettura. Ma il Politecnico chiede anche di ampliare questo passaggio con l’abbattimento di alcuni alberi e del muro che separa il complesso balneare dai nuovi edifici in costruzione nel nuovo campus, accollandosi i costi di questi interventi. Non è ben chiaro (allo scrivente) cosa si propone al posto del muro da eliminare.

Nella seduta di Consiglio di lunedì 25 gennaio 2021 durante la discussione dedicata al giardino di via Zanoia due cittadini hanno fatto presente che la realizzazione di 'giochi d’acqua' in un giardino per i bambini non appare una scelta sostenibile ai fini della sicurezza, né le normative emanate in sede europea e nazionale riguardanti la progettazione e realizzazione delle aree destinate a giochi per bambini contemplano soluzioni di questo tipo.

I consiglieri di minoranza hanno in sostanza espresso un parere favorevole alla riqualificazione del giardino senza installare con aggravio di costi i 'giochi d’acqua', e la sostituzione dei giochi per i bambini con elementi nuovi e moderni, restando nei limiti di spesa consentiti dai fondi disponibili, mentre i pareri dei consiglieri di maggioranza non sono sembrati unanimi o decisamente a favore di queste soluzioni. Per quanto riguarda il passaggio pubblico per l’accesso da via Ampère al campus Bonardi e il muro che delimita il giardino e il centro balneare la questione verrà affrontata nella prossima seduta di Consiglio, giovedì 28 gennaio e ancora giovedì 4 febbraio, in entrambi i casi alle ore 18.30.

La partecipazione alla sedute di Consiglio, necessariamente online a causa del Covid, è in realtà abbastanza difficoltosa per i cittadini che non dispongono della documentazione e delle necessarie informazioni sugli argomenti in discussione, comunque ricordiamo che è possibile assistere alla seduta inviando una mail di richiesta a: m.municipio3assistenzaorg@comune.milano.it.

Manca ancora l'approvazione della Sovrintendenza al progetto complessivo, del resto non ancora finalizzato, dato che il centro balneare Guido Romano è sottoposto a vincolo.

Il nostro auspicio è che le richieste avanzate nel corso degli anni dagli abitanti del quartiere, per preservare al giardino quelle caratteristiche e quelle sistemazioni che ne hanno consentito un utilizzo adatto alle loro esigenze a generazioni di mamme e bambini, vengano tenute in conto e che venga altresì salvaguardata l'integrità del centro balneare, senza gravare ulteriormente sulle casse comunali.
Ma non è questo quello che il Municipio 3 e il Comune dovrebbero fare?


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Re: Il giardino di via Zanoia fa sempre gola al Politecnico.
27/01/2021 mario chiaramonte
La risposta alla domanda è certamente sì. Mi chiedo quando gli abitanti di zona si sveglieranno e faranno sentire la propria voce per arginare lo strapotere del Politecnico che pensa di poter fare ciò che vuole della zona 3.


 
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