Orientarsi sulla partecipazione

Non posso che ringraziare la redazione di “Z3XMI” e in particolare Patrizia Sollini per l’invito a riordinare i miei contributi sul tema della partecipazione, che risalgono già a un anno fa, e a completarli con un’esposizione in progress di concetti, esperienze, metodologie di lavoro che possano essere utili al “cittadino attivo” comune: affinché egli possa iniziare a costruirsi un repertorio di idee e strumenti utili a tradurre il suo desiderio di “partecipare e far partecipare” in passi concreti, e soprattutto in esperienze costruttive che, se condotte con una consapevolezza della “cultura della partecipazione”, possono creare entusiasmo e senso di “scoperta” di una dimensione dell’agire “politico” spesso sconosciuta e sorprendente, che va al di là di ogni retorica e “ideologia” della partecipazione.

Milano, su questi temi, non è più all’anno zero, come dimostra, tra l’altro, il dibattito aperto da “Z3XMI” sul tema “Milano può essere una città partecipata?”. E tuttavia, la presenza pur stimolante di molte esperienze “a macchia di leopardo” in città non può cancellare l’impressione di un certo scoramento di tanti cittadini di fronte alle difficoltà e insufficienze che vengono attribuite all’amministrazione pubblica. Ma le responsabilità non sono di una parte sola. L’impegno a far propria e diffondere una cultura seria della partecipazione è in primo luogo compito certo degli amministratori locali, ma anche i cittadini e la “società civile” deve fare la sua parte, onde evitare un inutile rimpallo di responsabilità.

Lo schema generale che intendo seguire in questo testo in progress si può caratterizzare in quattro punti: la definizione di concetti introduttivi sul tema della partecipazione (in gran parte completata); e poi le tre “grandi fasi” della costruzione di un progetto sociale/territoriale partecipato: l’analisi “di sfondo” del contesto di partenza; la costruzione del vero e proprio progetto partecipato; la realizzazione (implementazione) del progetto stesso. Accanto e “lateralmente” al testo principale vi saranno, attraverso appositi link, riferimenti a schede “trasversali” che approfondiscono via via temi, metodi, tecniche che vengono trattati più succintamente nel testo. In fondo a ogni articolo/paragrafo, alla voce “Per saperne di più” vi saranno rinvii bibliografici e sitografici. Mi auguro che, in questo modo, ne esca un testo agile, “divulgativo” ma non banale, utile a chi vuole avvicinarsi al tema della cultura della partecipazione, aperto ad approfondimenti in più direzioni, compresa una bibliografia che ormai sta diventando amplissima, a livello italiano e internazionale.
Sergio De La Pierre


avvertenze 1
A scuola di partecipazione

Avvertenze preliminari (prima parte)

Per evitare errori di partenza, domandarsi sempre quando, con chi, come e con quale approccio si intende avviare un processo partecipativo.
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piantina della parteciapzione
A scuola di partecipazione

Chi ben comincia…

Prima dell’avvio di un percorso partecipativo è necessario farsi domande sul chi, sul perché, sul che cosa.
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escher gradini 1
A scuola di partecipazione

I livelli della partecipazione (terza parte: "il potere dei cittadini")

Dopo i primi "gradini" della “finta partecipazione” e della “concessione”, in questo terzo e ultimo contributo sulla “Scala della partecipazione”,  parliamo finalmente delle forme che vedono i cittadini come veri protagonisti.
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gradi partecipazione
A scuola di partecipazione

I livelli della partecipazione (seconda parte: "la concessione")

Riprendiamo il discorso sulla “Scala della partecipazione” di S. R. Arnstein. Dopo i primi livelli della “finta partecipazione” (trattati in un precedente articolo) parliamo ora del secondo livello, che potremmo chiamare della “Concessione”.
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cerchio gente
A scuola di partecipazione

I livelli della partecipazione (prima parte: "la finta partecipazione")

Con queste note, il più possibile “divulgative”, ci occupiamo adesso dei diversi “gradini” -dal più basso al più alto- di coinvolgimento dei cittadini nelle pratiche partecipative.
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A scuola di partecipazione

Dalla partecipazione alla democrazia partecipativa (seconda parte)

Proseguiamo il discorso sul concetto e la pratica della “democrazia partecipativa”, ovvero quel processo virtuoso che mette in relazione costruttiva e creativa il “protagonismo” dei cittadini con i processi decisionali delle istituzioni, specie a livello locale.
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A scuola di partecipazione

Dalla partecipazione alla democrazia partecipativa (prima parte)

Presentiamo qui un primo momento di approfondimento sul concetto e la pratica della “democrazia partecipativa” ovvero di quel processo virtuoso che mette in relazione costruttiva e creativa il “protagonismo” dei cittadini con i processi decisionali delle istituzioni, specie a livello locale.
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