L'imprenditore venuto da Città Studi

Marco Porcaro, quasi ingegnere, è alla sua terza nuova impresa. Dopo i videoblog e il software ora con Cortilia vuole rivoluzionare l'agricoltura biologica per le famiglie. Frutta e verdura. E in meno di un anno è riuscito ad attrarre 30mila iscritti e 30 aziende agricole di qualità e a filiera corta sul suo sito-mercato. ()

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Marco Porcaro, fondatore di Cortilia, è il tipico giovane imprenditore seriale. Ha infatti avviato in sequenza (ovviamente insieme ad altri soci) tre nuove imprese. La prima in Città Studi quando lui, quasi ingegnere (gli mancano sei esami alla laurea in ingegneria gestionale) si associò ad altri tecnologi in Mobaila, un fornitore e distributore innovativo di servizi di video community su web e cellulare. La prima azienda al mondo ad offrire videoblog sui telefonini. Poi la sua seconda scommessa. Viamente, una startup con un’idea molto particolare. 

"Un servizio software e web per l’ottimizzazione dei trasporti. Con un software fatto per minimizzare i mezzi in movimento per servire più utenti possibili – spiega Porcaro - Disegnando percorsi multipli. Sotto c’è un algoritmo complesso, che disegna la mappa dei percorsi sulla pagina web. Ed è un servizio generale. Va bene per qualsiasi tipo di rete logistica. Io lo uso per la consegna della frutta e verdura. Ma altri lo possono utilizzare, per esempio, per le reti di manutenzione degli ascensori. Risparmi? Notevoli. Sui piani di trasporto fatti a mano siamo al 70-80%. Se venegono usati dei software simili il vantaggio è ovviamente minore. Comunque i risparmi sono importanti, ma anche il livello di servizio è più alto per il cliente,  con appuntamenti di recapito precisi".

Nel 2012 anche Viamente (come per moltissime startup di successo) trovò il suo acquirente in un’azienda Usa del settore. Del resto l'azienda di Città Studi, con il suo sito web di facile uso per i gestori di flotte aziendali aveva realizzato nei primi due anni una notevole attività, con centinaia di clienti. E fu valutata 4,5 milioni di dollari. Ma, mentre alcuni fondatori rimasero a lavorare nell’azienda, Porcaro decise di mettere a frutto la sua acquisita esperienza nei sistemi di ottimizzazione dei trasporti per fondare due anni fa Cortilia, e questa volta su un’idea più sociale che tecnologica.

"Cortilia è un mercato agricolo, per i prodotti freschi e prevalentemente biologici, rivolto alle famiglie. E’ operativo da più di due anni, con più di 30mila utenti iscritti. A Milano, Monza, Varese e Como. Con 5 giorni alla settimana di consegne, e 30 aziende agricole associate. In realtà per un anno abbiamo lavorato sul progetto e dal settembre 2012 abbiamo aperto il mercato online. Quindi le 30mila famiglie iscritte sono giunte da noi in un anno e due mesi".

Per il web Cortilia è unica. Nessuno infatti ha mai tentato di trapiantare il commercio elettronico nella spesa settimanale di frutta e verdura. Ma Porcaro, forte della sua intuizione (e dei suoi sofisticati strumenti di ottimizzazione) per un anno è andato a bussare alle cascine del milanese, spiegando che si poteva fare, che i ricavi per i contadini sarebbero stati ben superiori, aiutandoli anche a mettere su un proprie pagine web in cui si spiega "tutta la storia della loro zucchina biologica, dalla a alla z".




"In pratica ci siamo accorti che stavamo costruendo una sorta di grande gruppo di acquisto solidale per tutti coloro che non hanno il tempo di impegnarsi in un Gas, che spesso richiede una partecipazione attiva piuttosto elevata. Da noi sono soprattutto donne che si abbonano". Gran parte delle quali sono madri di famiglia che lavorano, e con figli piccoli.

La spesa a casa arriva con abbonamenti settimanali, quindicinali oppure occasionalmente. Il software di ottimizzazione ricalcola le reti di consegna volta per volta. E il cliente paga su una prepagata virtuale. "Per ora siamo nella filiera corta più classica. Le 30 aziende agricole sono quasi tutte della provincia di Milano. Anche se ci sono anche produttori siciliani per le arance biologiche. Ma ora ci stiamo muovendo anche verso il Piemonte, per le carni e i polli. Con un criterio. Le eccellenze più vicine a noi. Perché la filiera resti corta".














Tutto è esternalizzato a Cortilia. I produttori sono indipendenti e così i trasportatori. "Siamo solo in otto e facciamo solo tre cose – spiega Porcaro – comunicare l’offerta, ovvero aiutare i produttori a comunicare sul web persino la storia dei loro ortaggi. Poi organizzare la rete delle consegne. Con trasportatori indipendenti, pur con mezzi a logo Cortilia. E infine la gestione degli ordini, ovvero prendere i soldi dal cliente che prepaga e fatturare a distributori e produttori. Sono questi ultimi che però fanno liberamente i loro prezzi. Ben più alti rispetto alla grande distribuzione. In questo modo le aziende agricole hanno un potente incentivo a entrare e stare in Cortilia. Per le famiglie il vantaggio è invece quello di poter accedere a prodotti biologici di qualità solo con alcuni click. Da quella cascina a 40 chilometri da Milano che non rifornisce certo l’ortolano sotto casa".

Cortilia, per partire, ha ricevuto una dote di 2,5 milioni di fandi di venture capital come Dpixel e da Boox, l’azienda di coworking che la ospita in via Chiossetto.

"Ora però ne sto cercando altrettanti per sbarcare in nuove città, assumere altre persone, arrivare passo dopo passo a coprire i principali centri del Nord Italia". Una sfida ambiziosa. Ma che la cifra di 30mila famiglie iscritte in un anno testimonia di poter esser vinta.

Beppe Caravita

 

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Le precedenti puntate sulla creazione di lavoro a Milano e in Zona 3  le trovate a questi link.

La prima sugli incubatori e il coworking: Via Ampère, Bikes of Fire

La seconda è dedicata a: Piano C, una statup per aiutare le mamme

La terza è sulle sei aziende di coworking della Zona 3: Una rete anticrisi

Quarta: L'acceleratore di Telecom Italia e le opportunità per il Venture Capital

Quinta:  le nuove imprese nate dai carcerati nell'Acceleratore di impresa ristretta.




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