Riprendiamoci il Lambro!

Dopo mezzo secolo di abbandono, il fiume che attraversa la nostra zona torna alla ribalta e si ricomincia a parlare di zona rivierasca del Lambro.  ()

vision progetto ReLambroIl progetto Re Lambro è stato lanciato oggi nella sua fase attuativa a cominciare proprio dalla nostra zona. Ad un'affollata conferenza stampa è stato presentato questo ambizioso progetto che cercherà di ridare lustro al nostro fiume.
Dopo un cinquantennio in cui il fiume veniva considerato fognatura a cielo aperto, finalmente, negli ultimi anni, cominciano lentamente a migliorare le sue acque. Anche se siamo lontani da pensare a tornare all'uso vacanziero dei milanesi sulle sue rive, arriva con Re Lambro un progetto di connessione ecologica e di sistemazione delle aree golenali a rischio esondazione.

Gli interventi, in fase di progettazione, prevedono la restituzione alla naturalità di ampie aree golenali, il rafforzamento del sistema di siepi e filari e dei canali, la riorganizzazione delle funzioni pubbliche e fruitive in zone oggi a rischio esondazione. Tutto questo è reso possibile grazie a nuovi finanziamenti di Fondazione Cariplo e alla collaborazione tra ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste), Comune di Milano, Parco Locale di Interesse Sovracomunale della Media Valle Lambro, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) del Politecnico di Milano e Legambiente Lombardia.

Il progetto avrà inizio proprio in via Rizzoli, tant'è che il Comune l'ha inserito nel suo documento "Fare Milano".

Scrive l'Assessore Antonella Bruzzese:

Il masterplan prevede interventi per la riconnessione ecologica e la messa in sicurezza dell'area a rischio esondazione (concretamente si tratterà di filari d'alberi, siepi, interventi di "ripulitura" del suolo e riorganizzazione di aree a prato etc). Io credo che una delle chiavi importanti del progetto sia proprio quella di considerare la tutela ambientale parte integrante, e non separata, di un intervento più generale sui territori della periferia. Esiste un documento del Comune di Milano che si chiama “Paesaggi Futuri – Milano: spazi aperti in una visione metropolitana” che mette al centro proprio la relazione tra ambiente, paesaggio e rigenerazione urbana, questo progetto mi sembra andare in questa direzione. Nello specifico del Municipio 3 c'è un tema - la necessità di spostare gli orti comunali di via Rizzoli localizzati in un'area esondabile - che tutti i soggetti coinvolti nel progetto (Municipio 3 compreso) stanno cercando di far diventare l'occasione per un intervento di maggiore respiro e di valenza sociale: per risistemare un'area di ingresso al parco Lambro (che riguarda fruitori e residenti della zona), per cercare di risolvere l'esigenza di un filtro tra la residenza e il parco (che coinvolge alcuni abitanti), per costruire il progetto con il coinvolgimento degli ortisti (sul modello degli orti della Bergamella) e in generale delle realtà locali e associative, per sensibilizzare alla cura e alla tutela. Ma avremo modo di riparlarne e di entrare nel dettaglio: stiamo programmando un incontro pubblico specificatamente con questo focus.

L'Assessore Maran nell'incontro ha detto una cosa importante e cioè che con un masterplan quale quello di Re Lambro, è possibile finalmente pensare in modo organico a come destinare risorse derivanti dagli oneri di compensazione.

In una zona prossima ad un alto incremento abitativo quale quella di Lambrate, ciò potrebbe significare avere le risorse per la creazione di un vero e proprio corridoio naturalistico lungo il Lambro (pur con le mille difficoltà dovute ai vari punti di strozzatura tra case, industrie e ferrovia) che arrivi fino al Parco Forlanini, per proseguire fino a Ponte Lambro ed oltre.

Il titolo originale del progetto finanziato, “La Rete Ecologica del Lambro metropolitano, progetto in azione: strategie pilota di attuazione integrata”, descrive tecnicamente il metodo d’insieme e le azioni di dettaglio del tutto coerenti con la strategia dei Contratti di Fiume promossa da Regione Lombardia e guidata da ERSAF: restituire il fiume alla città e la città al Fiume.

Il progetto rafforza la funzione ecologica integrandola con le funzioni urbane, che possano riconsegnare al fiume un ruolo centrale nella città. Attraverso la riconversione naturalistica di aree degradate si potrà innescare un processo di riordino complessivo e di miglioramento della qualità degli habitat, nell’ottica di una generaleriqualificazione ambientale, oggi impoverito da elementi di frammentazione, riassegnando all’agricoltura il compito di valorizzare il paesaggio e la qualità ambientale. Gli interventi previsti riguardano la qualità ecosistemica dell’asta fluviale, il contenimento delle specie invasive, la riqualificazione della roggia del Mulino San Gregorio, la riqualificazione dell’area umida in via Feltre, l’ampliamento degli spazi naturali del corridoio ecologico in sponda destra, anche attraverso l’essenziale coinvolgimento degli agricoltori e delle diverse realtà che operano in ambito sociale all’interno del Parco Lambro.

Qui a seguire l'immagine delle aree i intervento del progetto nella nostra zona




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