Città metropolitana e municipalità. A che punto siamo?

In una lettera aperta indirizzata alle forze politiche milanesi vengono evidenziate lacune e debolezze della legge in corso di approvazione sulla Città metropolitana. Consentirà di affrontare  la complessità dei grandi agglomerati urbani, o rischia di restare una proposta carente e inadeguata? E quando entrerà in vigore insieme al decentramento dell'amministrazione comunale? 

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milano citta metropolitana

Un gruppo di urbanisti, architetti, esponenti di associazioni e amministratori locali di recente formatosi, ha sottoscritto una lettera aperta rivolta alle forze politiche milanesi. Vuole sollecitare una riflessione urgente sull'attuazione della Città Metropolitana. Il gruppo prende il nome dal poeta risorgimentale ungherese Santor Petofi, a cui è intitolata una sala della Provincia di Milano, dove il gruppo si è riunito per la prima volta, nome scelto anche per rendere omaggio alla poesia, forse per richiamare il fatto che talvolta anche gli urbanisti a questa dovrebbero ispirarsi nel loro lavoro. Sono anni che attendiamo la realizzazione di una Città metropolitana milanese, una nuova struttura amministrativa per un territorio che da tempo richiede l'integrazione dei servizi oltre il livello comunale, ma che non deve essere semplicemente una riproposizione della funzioni prima delegate alle provincie, come la nuova legge in corso di approvazione stabilisce.

Il gruppo Petofi esprime in sostanza la preoccupazione che con la ridefinizione delle competenze tra Regione, Città metropolitana e Municipalità non si assegnino funzioni e responsabilità tali da permettere alla nuova struttura di governo di rispondere alle esigenze di natura sociale, economica e culturale, partendo dalle esigenze dei cittadini. Esprime la preoccupazione che si crei una sovrastruttura con funzioni organizzative e gestionali formata da rappresentanti non eletti, ma delegati, e che queste nuove funzioni si sommino ad altre, sottraendo scelte e decisioni al confronto diretto con l'elettorato. Il governo della città intesa come bene comune deve innanzitutto essere aperto al confronto pubblico, deve mantenere un rapporto dialettico con gli amministrati, anche in una dimensione sovracomunale.

Non sono ancora chiaramente definite le ripartizioni delle competenze e responsabilità tra gli enti coinvolti e nemmeno sono chiari i trasferimenti di mezzi e personale, in un clima di incertezze, che dura da decenni. Per questo il gruppo titola il proprio appello “Nutrire la Città Metropolitana”.

Questa situazione si sta ripercuotendo negativamente sul processo di decentramento, poiché è evidente che l'attuale struttura comunale dovrà essere profondamente rivista. I Consigli di Zona dovrebbero finalmente diventare enti dotati di risorse e mezzi per poter amministrare nell'ambito locale non solo viabilità, parchi e giardini, permessi edilizi, ma anche servizi sociali di sostegno e solidarietà, tanto più incisivi e rispondenti ai bisogni, quanto più prossima al cittadino ne sarà la gestione. 

La Città Metropolitana dovrebbe partire entro il prossimo luglio 2014, data ormai vicinissima. Ma la legge istitutiva è tuttora in discussione in parlamento. Per iniziativa del comune di Milano nel gennaio di quest'anno è stata avviato un programma per elaborare con la partecipazione di tutti i sindaci dell'area metropolitana milanese uno Statuto, come ha dichiarato l'assessore Benelli in un'intervista rilasciata al nostro giornale lo scorso novembre. Sembra comunque difficile rispettare la scadenza prevista del luglio 2014 e c'è da domandarsi come è possibile mettere a punto uno statuto senza un quadro normativo consolidato di riferimento.

Una situazione che giustifica le preoccupazioni del gruppo Petofi, ma che non impedirebbe di fare passi concreti verso il decentramento amministrativo, iniziando a conferire ai Consigli di Zona le competenze già promesse in attuazione al programma dell'amministrazione in carica.

I Consigli di Zona milanesi continuano ad avere compiti essenzialmente consultivi, hanno limitatissime risorse proprie e dipendono quasi integralmente dall'amministrazione centrale per l'attuazione delle loro delibere. Il decentramento amministrativo porterà all'istituzione delle nuove Municipalità, che saranno l'ente di governo locale, parte integrante della futura Città Metropolitana. Sarebbe quindi ormai urgente avviare concretamente il processo cominciando subito, per non essere sempre in ritardo sui programmi, ma poco o nulla è stato fatto. Certo esistono problemi di conversione della macchina burocratico-amministrativa, ma dovrebbero essere superabili con una chiara volontà politica da una parte ed uno sforzo di adeguamento e modernizzazione dall'altra.

Questo processo non deve però essere ulteriormente ritardato, il passaggio alla dimensione metropolitana è necessario e inderogabile per l'area milanese. I tempi ormai stringono e siamo comunque in grave ritardo rispetto alle metropoli con cui Milano deve ogni giorno confrontarsi in Europa e nel mondo. Un esempio basti a questo riguardo, il caso Expo. Se Milano avesse avuto una dimensione metropolitana sono convinto che il progetto avrebbe potuto essere gestito con maggior coerenza ed unità di intenti, da un organismo che a livello politico ed amministrativo sarebbe stato più determinato e adeguato al raggiungimento degli obiettivi perché più radicato nel territorio, in una dimensione adatta alla complessità dell'operazione, con maggior attenzione alle ricadute sul piano dell'economia e del lavoro lombardo.

Il grande assente è intanto il cittadino. La creazione della Città Metropolitana, che comporta il passaggio cruciale attraverso le municipalità, al momento sta avvenendo al di fuori degli ambiti da cui queste municipalità origineranno, le Zone. La definizione delle nuove municipalità senza aver informato cittadini, senza aver coinvolto le forze sociali ed economiche, le risorse culturali ed associative presenti nelle zone si tradurrà nell'ennesimo frustrazione della voglia di “fare politica” e quindi delle vita democratica su cui abbiamo bisogno di fondare la nostra appartenenza alla società. Di questo passo quando le Municipalità verranno annunciate i cittadini si troveranno di fronte ad organismi da cui si sentiranno estranei, i cui confini solleveranno più critiche che consensi, le cui finalità non verranno percepite. Siamo ancora in tempo per evitare questo danno.

Paolo Burgio


Tags:
Città metropolitana, decentramento, partecipazione

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Re: Città metropolitana e municipalità. A che punto siamo?
05/05/2014 Damiano Stefano Volante
Purtroppo a Milano si è ricreata la stessa atmosfera di Roma, dove mi ero momentaneamente trasferito per motivi di lavoro.
Sin dalla sua campagna elettorale, la Giunta Pisapia aveva previsto nel suo programma il rilancio del decentramento amministrativo ed il potenziamento dei CdZ, con il successivo trasferimento di nuove competenze/risorse per arrivare all’istituzione delle Municipalità (Corriere 2.3.2012), cui sarebbero stati assegnati poteri veri quali la programmazione del verde pubblico, il monitoraggio dei lavori pubblici e la manutenzione stradale.
In realtà nulla di tutto ciò è avvenuto: i CdZ continuano ad amministrare un bilancio modesto a fronte di costi di gestione superiori, ma, soprattutto, non ono state attuate le iniziali promesse di cambiamento e partecipazione.
Per questi motivi l’attuale CdZ non sembra in condizioni di tutelare gli interessi dei citta- dini, in un momento in cui la crisi economica che stiamo attraversando ha peggiorato le condizioni di vita e la qualità dei servizi pubblici.
Rimangono ancora 2 anni di vita in cui speriamo che la presente Giunta Pisapia possa dare le risposte più attese da tutti i cittadini oltre al Restyling di Milano.


Re: Città metropolitana e municipalità. A che punto siamo?
27/04/2014 Stefano Volante
Finalmente una voce che inizia a discutere concretamente sulla Citta' Metropolitana ma manca la concretezza del confronto çon i cittadini: l'iniziativa e' lodevole, ma mancano date e riferimenti di incontri futuri per trovare una sintesi comprentiva di tutti i problemi della Zona 3.DaMiano Stefano Volante


Re: Città metropolitana e municipalità. A che punto siamo?
24/04/2014 giulio
Scusate ma vorrei fare un' altra precisazione. L' appello del gruppo Petofi è rivolto soprattutto ai cittadini(piuttosto che ai partiti) nella convinzione che riforme così radicali debbano nascere da un dibattito reale che ancora non c' è. Un richiamo, un invito alla cittadinanza attiva come successe con le osservazioni sul Pgt di Masseroli.


Re: Città metropolitana e municipalità. A che punto siamo?
24/04/2014 Paolo Burgio
Ringraziamo Giulio Mainoldi per la doverosa precisazione. In effetti la legge istitutiva della Città metropolitana n. 54 è stata approvata in via definitiva il 7 aprile 2014 e stabilisce un quadro normativo completo che comprende la riforma delle province e dei comuni.
Stabilisce anche che le Città Metropolitane entreranno in vigore con il prossimo 1 gennaio 2015 (esclusa Reggio Calabria essendo il comune attualmente commissariato). Resta in discussione l'applicazione della legge stessa con la definizione degli statuti che dovranno essere emanati per ognuna delle 9 città metropolitane previste.
Quello che ci premeva mettere in evidenza, cogliendo lo spunto dalla lettera aperta del gruppo Petofi, è il fatto che il processo di decentramento comunale è fermo, non sta procedendo e ci sembra incongruente che la Città metropolitana milanese parta senza conferire di pari passo le deleghe alle Zone delle competenze comunali e l'avvio delle municipalità avendo come obiettivo prioritario la partecipazione del cittadino alla cosa pubblica, una carenza che ci sembra di riscontrare nello spirito della legge sulla Città metropolitana. Ci ripromettiamo quindi di seguire con maggior attenzione iil complesso lavoro che dovrà essere svolto nei prossimi mesi.


Re: Città metropolitana e municipalità. A che punto siamo?
24/04/2014 giulio
L' appello che voi avete voluto fornire in forma diversa parla della legge Delrio, approvata in Parlamento, in via definitiva, e non come scrivete in discussione. Il gruppo Petofi ha naturalmente analizzato il testo e l' appello si riferisce proprio alle criticità della legge stessa, pur apprezzando il fatto che finalmente si discute su un testo reale.
Giulio Mainoldi


 
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