Città metropolitana. Benelli: “Ripensare le zone entro il 2016. Al via confronto su 4 scenari”

Presentato lo studio del Politecnico sulle nuove Municipalità


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nuove zone metropolitane“Attribuire nuove funzioni, individuare diverse modalità di funzionamento degli organi politici e della struttura amministrativa e ridisegnare i confini del territorio. Per arrivare, entro il 2016, a definire le nuove Municipalità”.

Lo ha dichiarato l’assessore all’Area metropolitana, Casa e Demanio Daniela Benelli intervenendo alla presentazione dello studio elaborato in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, dal titolo “Verso le nuove Municipalità: un Atlante”.
 
“Vogliamo riaprire un dibattito che per anni è mancato – ha aggiunto l’assessore Benelli – anche alla luce del percorso che abbiamo intrapreso per la costituzione della Città metropolitana. I due processi sono intrecciati. E per ridisegnare i confini delle nuove Municipalità è necessario individuare gli ambiti ottimali per l’offerta, la gestione efficiente e la fruizione dei servizi di prossimità, degli spazi pubblici, dei trasporti. Da qui l’importanza di una riflessione partecipata e condivisa”.

I DATI
L’attuale configurazione della città in 9 Consigli di Zona è stata varata nel 1999 (prima la città era divisa in 20 zone con altrettanti presidenti e consigli). Il territorio è suddiviso poi in 88 NIL, Nuclei di indentità locale, le cellule minime che identificano ambiti caratterizzati dalla presenza di infrastrutture, servizi, luoghi di aggregazione, verde, attività commerciali.

Lo studio del Politecnico fornisce una serie di dati sul territorio. Ad esempio, i 10 mila posti letti offerti dalle strutture sanitarie di ricovero che rendono Milano un polo di importanza primaria a livello nazionale. O ancora le 210 mila persone che gravitano attorno ai poli universitari (170 mila studenti e 40 mila tra addetti e docenti), influenzando lo sviluppo di alcune aree urbane. La rete capillare dei servizi scolastici, con oltre 180 mila iscritti dalle scuole dell’infanzia alle scuole secondarie di secondo grado.
Attraverso i dati forniti dai social network e dall’uso dei mezzi tecnologici, lo studio mostra anche una mappatura dei luoghi più frequentati della città (primo fra tutti la Stazione Centrale, seguita da piazza Duomo e dalla Stazione Cadorna), le diverse categorie di spazi fruiti nelle diverse ore della giornata e la direzione degli spostamenti dei cittadini e dei city-users nell’arco delle 24 ore.

I QUATTRO SCENARI
A partire dall’analisi dei dati, lo studio propone 4 possibili scenari di riconfigurazione del territorio, con l'obiettivo di eliminare il più possibile i fattori di ‘rottura’ e disomogeneità tra i quartieri e favorire una visione policentrica del territorio cittadino.
‘Un’ottica metropolitana’- Il primo scenario ridisegna il territorio allargando i confini cittadini ai Comuni contermini, in una prospettiva di governo metropolitano che possa costruire una politica efficace e credibile relativamente all’uso dei servizi, degli spazi pubblici, della rete dei trasporti…
‘Un nuovo disegno per le 9 Zone’- Il secondo scenario lascia invariato il numero delle zone e la configurazione ‘a raggiera’. Modifica però la modalità di disegno dei confini: la linea che separa le zone deve essere considerata come uno spazio tridimensionale in grado di inglobare elementi urbani (edifici, servizi, strade spazi verdi…) a seconda della loro natura e delle caratteristiche.
‘Cluster di servizi’ - Il terzo scenario parte dall’importanza dei servizi e delle dotazioni del territorio e si propone di ridisegnare le Municipalità sulla base dei sistemi di servizi esistenti e in fase di progettazione o realizzazione, così da renderli più efficienti e riconoscibili nei vari contesti urbani.
‘Nuove centralità emergenti’- Il quarto scenario struttura il territorio a seconda dei modi di funzionamento ed uso della città, dei suoi spazi urbani, delle strutture dedicate alla cultura, allo sport, ai servizi… Uno scenario ancora impreciso, ma che ripensa Milano come ‘città di città’.

AL VIA IL CONFRONTO
La presentazione dello studio del Politecnico apre il confronto sulla validità della configurazione in nove ripartizioni urbane dell’attuale decentramento amministrativo. Con l’obiettivo di delineare una nuova geografia  che non rompa quartieri con caratteristiche omogenee, costruendo una visione più policentrica e valorizzando le specificità dei vari contesti urbani.




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