Il racconto ipocrita della lotta alla povertà

Nonostante i messaggi di autocompiacimento di molti leader mondiali, "la realtà è che per miliardi di persone le opportunità sono poche e le umiliazioni innumerevoli, e che li aspetta fame e morte evitabili". Così un recente report indipendente delle Nazioni unite. ()

IpocrisiaL’elemento chiave è la definizione di soglia di povertà che la Banca mondiale fissa in 1,90 dollari al giorno. Una soglia che, denuncia un rapporto indipendente delle Nazioni unite (Il precario stato di eliminazione della povertà), non garantisce in alcun modo uno standard di vita anche minimamente adeguato. Se invece si fissasse tale soglia a 5 dollari al giorno, si vedrebbe che la metà della popolazione mondiale vive ancora in stato di indigenza, che quasi nessun progresso è stato compiuto negli ultimi decenni e che, senza misure redistributive, il PIL mondiale dovrebbe aumentare di 173 volte (!) per sconfiggere la povertà.

La conclusione di questo rapporto, di sole 19 pagine ma di potenza e chiarezza straordinarie, è che “la povertà è una scelta politica e la sua eliminazione richiede di: (i) ripensare la relazione tra crescita ed eliminazione della povertà; (ii) contrastare la disuguaglianza e praticare la redistribuzione; (iii) promuovere la giustizia fiscale; (iv) adottare misure di protezione sociale universale; (v) ridare un ruolo centrale ai governi; (vi) incoraggiare processi decisionali partecipativi; e (vii) modificare la misura di calcolo della povertà”.


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