Cresce la mobilitazione per salvare il parco di via Bassini

Grande delusione dopo l’audizione del rettore Resta in Commissione Ambiente a Palazzo Marino. ()

20191209 122134L’affollatissimo incontro venerdì scorso 6 dicembre con il rettore del Politecnico si è concluso lasciando ben poche speranze per la salvezza di 57 alberi di alto fusto del parco Bassini..il comune s comune senso di responsabilità e di rispetto per il pianeta deve prevalere.
Il prof. Resta ha ribadito che sono da eliminare per far posto ai nuovi edifici dei Dipartimento di Chimica, che il progetto prevede una compensazione futura con il ripristino del verde piantando 400 nuovi alberi, quando verranno demoliti gli edifici attigui che stanno di fianco al parco nell’area ex-CESNEF, comprendente una piccola centrale termica e un reattore nucleare sperimentale, ora in disuso, e annessi uffici.
Infine per venire incontro alle richieste dei cittadini il rettore ha proposto il trapianto dei 57 alberi da tagliare in altra sede, mettendo a disposizione una cifra pari a 200.000 euro.
Nel frattempo i lavori proseguiranno senza indugi, L’assessore Maran ha chiesto comunque di istituire un tavolo di lavoro per definire tempi e modi dell’operazione di trapianto.

Una proposta che lascia l’amaro in bocca quella del trapianto, anche senza interpellare botanici ed esperti sembra chiaro che trapiantare alberi ultradecennali, frondosi e di alto fusto ha ben poco senso, si sostengono costi elevati, non verrà certo preservata la funzione ambientale che oggi hanno e ben difficilmente sopravviveranno.

Quella che appare via via alquanto scandalosa è poi la vicenda della compensazione, rinviata a data ignota, quando sarà completato il “decommissioning” di quest’area CESNEF, mai possibile che prima di abbattere alberi ed eliminare un parco non si provveda ad eliminare una struttura da demolire, inutilizzata da decenni?

Il consumo di suolo, il recupero dell’esistente, la salvaguardia del verde dovrebbero essere prioritari e ogni progetto per nuovi insediamenti deve avere questi punti come obiettivi primari.

Che il Politecnico di Milano, mentre asserisce per bocca del suo rettore di voler mantenere alto il proprio profilo per aspirare a posizioni di eccellenza in campo internazionale, e per questo necessita di nuovi spazi, trascuri questi dettagli, è una contraddizione fin troppo palese.

Che il Comune di Milano dopo aver deliberato di riconoscere l’emergenza climatica un impegno inderogabile trascuri di far rispettare il regolamento del verde a cui si devono attenere tutti i cittadini e lasci cadere nel nulla di fatto le delibere assunte dal Consiglio Comunale è un’altra contraddizione ben poco accettabile.

L’emergenza climatica è ormai ogni giorno ribadita, asseverata, constatata da tutti noi e non solo dagli scienziati, dagli esperti e dai rappresentanti dei governi mondiali nelle Conference Of Parties, come la COP 25 che giustappunto si tiene ora a Madrid.

Vorremmo suggerire al prof. Resta e all’assessore Maran l’interessante lettura di “Addio ai ghiacci. Rapporto dall’Artico” l’ultimo libro di Peter Wadhams (1948), uno dei massimi esperti a livello mondiale di ghiaccio marino e degli oceani polari, presente alla COP 25, che stamane in un’intervista a Radio 3 ha elogiato il Politecnico di Torino per gli importanti studi condotti sulla diffusuione della CO2 nell’atmosfera terrestre.

La mobilitazione intorno alla vicenda del parco Bassini sta dimostrando che non possiamo più accontentarci delle solite parole e della vuota retorica da parte di chi ha il potere di agire.

Il comune senso di responsabilità e di rispetto per il pianeta deve prevalere.


Youth urge Climate Action at COP 25



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