Green New Deal

In questo inizio d'autunno Milano ha ripreso intensamente le sue attività culturali, si moltiplicano iniziative di approfondimento sui temi più importanti per le città, perché il vento, forse, ha fatto il suo giro…
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convegni Milano

Milano - New York. La sfida del Green Deal” e “Paesaggi di Comunità. Autorganizzazione, Condivisione, Inclusione, Partecipazione, Vision condivisa”. Due incontri che parlano di sostenibilità, partecipazione e inclusione nelle città: il primo organizzato dalla Lega delle Cooperative il 20 settembre alla Triennale è una tappa di un percorso che include Genova, Bologna, Roma ; il secondo, del 21 settembre, fa parte di una serie di incontri realizzati in memoria del lavoro dell'architetto e urbanista Giancarlo De Carlo. Entrambi esaminano i percorsi di trasformazione urbana in una prospettiva di visione condivisa e più umana.

Milano - New York. La sfida del Green Deal

Milano e N.Y. si stanno attivando per cambiare registro e Legacoop promuove un dialogo sulle politiche di sostenibilità, su come gestire le città del futuro, in cui si riverseranno i due terzi della popolazione mondiale; un confronto tra le iniziative pubbliche in corso di realizzazione nelle città e le iniziative rivolte alla comunità messe in atto dalla Lega delle Cooperative.

Relatori sono: Rafael Espinal (New York City Council) Stefano Boeri (presidente della Triennale), Barbara Meggetto (Presidente Legambiente Lombardia), Pierfrancesco Maran (Assessore a Urbanistica, verde e agricoltura) Attilio Dadda (Presidente Legacoop Lombardia) Mauro Lusetti (Presidente Legacoop Nazionale).

Forestazione delle città e politiche condivise. Per Stefano Boeri occorre pianificare e ripensare le metropoli perché offrano le risorse per vivere a cittadini giovani, anziani, disabili, single, poveri, medi e ricchi, rendere le città attrattive migliorando i problemi dell'inquinamento, restituendo patrimonio umano includente. Occorre procedere con la forestazione della città per frenare un processo climatico irreversibile, creare una rete fra città e rendere partecipi i cittadini, perché partecipazione e inclusione sociale sono il motore sociale ed economico. Non sono politiche che possono essere imposte, ma solo condivise da ogni città.

Rigenerazione urbana e dialogo porta a porta. Ospite d'onore della giornata è Rafael Espinal, membro del Consiglio Comunale della città di New York e responsabile del progetto di rigenerazione urbana, il piano più completo della citta di N.Y. iniziato nel Distretto 37, uno dei quartieri più poveri. In una nazione che non prevede queste tutele, ha fatto approvare a livello locale norme sul congedo per malattia, per la tutela dei consumatori, corsi di alfabetizzazione e cultura generale.

Raccomanda iniziative per soluzioni ecologiche e sostenibili di agricoltura urbana, tetti verdi, pannelli solari, veicoli elettrici per i trasporti pubblici, riduzione dell'uso della plastica. La partecipazione, dice, si realizza con un dialogo porta a porta; occorre ridare fiducia ai cittadini e avviare, dal punto di vista amministrativo, un piano che affronti la disoccupazione, le infrastrutture, il problema di alloggi a prezzi più accessibili.

Trasporti pubblici e milioni di nuovi alberi. Maran, assessore all’Urbanistica, all’agricoltura e al Verde, spiega comeMilano e tutte le grandi città europee mettano in campo, da alcuni anni, soluzioni ecologiche; ma aggiunge che, perché le città siano accessibili a tutte le classi sociali, e con un costo accettabile, sono necessarie anche iniziative democratiche.

Il trasporto pubblico interurbano interconnesso con tutta la città metropolitana rende possibili e agevoli gli spostamenti per lavoro e studio, alleggerendo la pressione abitativa e riducendo il consumo di suolo, che è un conflitto per la città. Milano conta 100.000 abitanti in più, ma sono previsti 20 nuovi parchi pubblici e la piantumazione di un milione di alberi. Si può ancora migliorare, anche crescendo economicamente, ma mantenendo le caratteristiche umane.

Visione d’insieme, solidarietà e inclusione. Il presidente Legacoop Lombardia, Attilio Dadda, pone invece l’accento sulla stretta relazione fra città e campagna e sulla necessità di una visione d'insieme da conseguire con l'educazione a scuola, con progetti culturali e strategici tra economia ed ecologia. Bisogna guardare anche oltre e vedere le piccole realtà dell'Italia dalle mille città storiche perché per uno sviluppo sostenibile è necessario tenere insieme periferie, metropoli e territorio interno.

Per la Lega delle Cooperative l'impegno è declinato in sostenibilità, buone pratiche con implicazioni sociali di dignità del lavoro, di integrazione, di tutela di piccoli produttori, di relazioni con le comunità locali. Le cooperative di comunità, modello di città possibile appena fuori Milano, parlano di anziani e disabili, di qualità e dignità delle persone.

Greta e i giovani pretendono delle risposte perché si vedono rubare il loro futuro. Se le nuove tecnologie creano nell'immediato fratture tra gli ambiti, è necessario raddoppiare gli sforzi verso solidarietà, inclusione, attenzione alle persone. Si può cambiare l'Italia cooperando per garantire sostenibilità, welfare, innovazione.

Paesaggi di comunità

Alla Stecca3 del quartiere Isola ha avuto luogo uno degli incontri dedicati a Giancarlo De Carlo, architetto genovese (1919- 2005) docente universitario e fondatore di “Spazio&Società” rivista di architettura che dal 1976 al 2000 riportava il dibattito internazionale su casa, città, pianificazione partecipata. La sua tesi era che: “Rendere più umana la città è il compito dell'urbanistica“.

Urbanistica e partecipazione. La città diventa umana quando risponde al sentire dei cittadini che partecipano alla sua realizzazione, dove il quartiere diventa cellula della vita sociale nel rapporto con la città.

Architettura inclusiva, partecipata, dove la partecipazione avviene tra il lancio del progetto e la sua realizzazione.

L'incontro di sabato aveva per tema “Inclusione. Percorsi, migrazioni, spazi e temi per l'ascolto e lo scambio dei saperi”. Erano presenti: per Spazio&Società : Daniele Brandolino e Francesco Samassa, Silvia Nessi per ASF Italia, Elena Mocchetti fotografa, Alessio Battistella per ARCÒ-Architettura e cooperazione, Carlo Gallelli per Temporiuso.net, Roberta Mastropirro moderatrice per ADA Stecca e Assalto Frontale.

Progetti partecipati. Il tema è stato illustrato da diversi progetti realizzati in Italia e all'estero. Tanti gli esempi, più o meno estesi, più o meno noti, più o meno innovativi, ma tutti legati ad una “vision” comune che si fonda sui valori di inclusione, partecipazione e sostenibilità.

A Badolato, paese calabrese a rischio abbandono, si è sviluppato un progetto per il recupero di luoghi d'incontro, percorsi curati dagli abitanti, iniziative da organizzare; al quartiere San Siro a Milano, l'inclusione ha portato alla realizzazione di alcuni spazi di condivisione decisi dai cittadini stessi, realizzati e quindi affidati alla loro cura.

Una masseria rigenerata da e con i migranti. A Ragusa, una masseria è stata rigenerata in funzione di centro produttivo gestito da cinquanta migranti che hanno partecipato ai lavori e appreso a fare imprenditoria. La strategia immaginata consisteva nell'inventare laboratori: la bottega dei saperi, una falegnameria, un centro convegni. In partenza è stato costituito un gruppo, sono state elaborate regole, ideati scenari progettuali: workshop di autocostruzione, allestimento di negozi, creazione di uno zafferaneto, restauro di materiali esistenti. Il progetto naturalmente non si esaurisce, ma deve proseguire nell'autogestione, percorso difficile, ma possibile.

Genitori insegnanti e bambini progettano la scuola. A Gaza nel 2012 è stata realizzata una scuola partendo da principi di sostenibilità ambientale, economica, sociale, realizzata dalla comunità e costruita con materiali e da tecnici locali, resa autonoma sia per l'energia che per l'approvvigionamento dell'acqua potabile. La guerra l’ha distrutta. Dopo 3 anni è stata bombardata.

Ma a Mosul, in Iraq, una cooperativa aveva il compito di ricostruire una scuola modello. Dopo aver preso contatti con i leader locali, i rappresentanti del dipartimento dell'educazione, i genitori, insegnanti e bambini sono stati riuniti e ognuno ha esplicitato quale scuola volesse, e così è stata poi realizzata.



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