Voce del Verbo Partecipare

Giovedì , 9 febbraio, ha avuto luogo il convegno sulla Partecipazione: “Dal principio alla pratica: Inclusione, intelligenza e responsabilità collettiva”, organizzato dall'Assessorato: Partecipazione, Cittadinanza attiva, Open Data del Comune di Milano.
Ecco un resoconto della giornata.
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Lipparini

Una buona pratica organizzata in funzione della ricerca sempre più specializzata del rapporto tra cittadini e politica e del contrasto ai venti circolanti di anti politica e populismo.

L'incontro ha visto la presenza di relatori istituzionali, docenti universitari e rappresentanti di comuni portatori di esperienze, con interventi precisi e concisi. Nel pomeriggio i tavoli di lavoro dei cittadini presenti hanno formulato il loro contributo.

Pia Marconi – Capo Dipartimento Funzione Pubblica – ha riferito del contesto internazionale del dibattito su “open government” e dell'action plan biennale che ogni paese deve produrre; della settimana di amministrazione aperta dal 4 al 11 marzo cui parteciperanno università e altre istituzioni pubbliche. Su open.gov.it è possibile leggere i principi generali e i criteri su che fare e come.

Mario Vanni – Capo Gabinetto del Sindaco di Milano – cita il mega problema delle pratiche non legittimate da cittadini che diffidano e di come invece occorra investire sulla partecipazione per legittimare decisioni politiche e avere confronti con autorità comunicative indipendenti : i portatori d'interessi “stakeholder”.

Roberta Cocco – Assessora alla Trasformazione digitale e ai Servizi civici – ricorda che Milano ha uno standard alto, avendo digitalizzato il 50% dei servizi ai cittadini e nello stesso tempo garantendo la privacy di ognuno. Per facilitare l'utilizzo di questo servizio, gli studenti inseriti nel progetto di alternanza scuola-lavoro sono presenti negli uffici anagrafe del Comune per spiegare ai singoli come usufruirne.

Milly Moratti – Consigliera comunale e Presidente Commissione Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open Data – precisa che la partecipazione è una relazione tra individui che necessitano di strutture-spazi che consentano questa relazione, perché la rete non esaurisce questo compito. Questi spazi comuni permettono ai cittadini di sapere ciò che è utile in modo semplice, esaustivo e trasparente.

Flavia Marzano – Assessora Roma Semplice – mette in comune le buone pratiche tra assessorati in open data e organizza seminari di facilitazione digitale: “Punti Roma facile” e un'agenda digitale per relazionarsi tra interni ed esterni, attraverso gli stakeholder, in quanto i data sono considerati beni comuni immateriali.

Lorenzo Lupparini – Assessore Partecipazione Cittadinanza attiva, Open Data del Comune di Milano - ha tematizzato le buone pratiche e come realizzarle, per una democrazia agile: la partecipazione oltre l'ascolto come metodo trasversale, l'iniziativa popolare come strumento deliberativo per mezzo di referendum, anche on line, e il bilancio partecipativo in cui vengono stabilite le priorità di spesa. Le mediazioni ambientali per trasformare i conflitti in opportunità, superare lo scontro tra le parti e definire le linee guida.

Veronica Dini - Avvocato ambientale – Progetto per la mediazione dei conflitti ambientali - parla di metodo nella gestione dei rapporti; mediazione e prosecuzione degli strumenti di partecipazione prima di arrivare al procedimento giudiziario. La mediazione può esprimere le sue potenzialità in modo più lento, ma facilmente comprensibile, recupera la dimensione del dialogo e facilita l'accesso all'informazione. Non sempre però gli strumenti partecipativi sono efficaci: l'amministrazione ascolta, ma occorre recepire in modo chiaro le proposte della società civile.

Fiorella Di Cindro – Unimi Bicocca -Informatica per lo Sviluppo Progetti per la Partecipazione - La partecipazione è l'essenza di una moderna democrazia. Le forme e i modi della comunicazione plasmano le forme della democrazia, la partecipazione della cittadinanza. Oggi c'è una nuova democrazia perché c'è la rete e la partecipazione. Il digitale è uno strumento di disattivazione dei conflitti.

Il diritto di sovranità è decidere nelle scelte per lui rilevanti; non sono utenti, ne' clienti di servizi da cui raccogliere il “grado di soddisfazione” . Non bisogna confondere digitalizzazione e cittadinanza digitale. In una“Cultura partecipata” i bilanci partecipativi devono essere corroborati da effettiva volontà di delegare pezzettini di potere.

Dario Rinco - Associazione “Più democrazia a Sesto S. Giovanni” - dar voce ai cittadini è importante per le minoranze, che vogliono far sentire la loro voce. Si può incidere sulla amministrazione attraverso le regole, come ad esempio: nessun quorum, raccolta firme in tempi ragionevoli, trasparenza nei finanziamenti, risultati vincolanti. Lo Statuto Comunale del Comune di Vignola, contiene ben 15 strumenti di partecipazione.

Daniela Selloni – Polimi “cittadini creativi” design dei servizi e pratiche collaborative, dove le persone sono invitate a votare le scelte tra un ventaglio di progetti.

Paolo Natale – docente di Scienze Politiche Unimi responsabile dell'Osservatorio Milano, ricorda che occorre comprendere le esigenze dei cittadini, superare le difficoltà di comunicazione nelle due direzioni e il deficit di strumenti di partecipazione. Per questo scopo sono state attualmente istituite 40 microzone di Milano per tener conto dei temi emersi dai social e dagli stakeholder, per definire le caratteristiche sociali e demografiche dei quartieri utilizzando anche interviste ai cittadini e documentari sui quartieri.

Paolo Testa – Capo Studi Anci per la ricerca dell'Agenzia Nazionale Giovani e le pratiche di partecipazione di politiche giovanili.

Nel pomeriggio sono proseguiti i lavori con l'allestimento di sei tavoli di lavoro con la presenza di un moderatore e un componente dello staff del Comune, di rappresentanti di associazioni, studenti e singoli cittadini:

  1. Democrazia diretta e regole

  2. Bilanci partecipativi

  3. Co-progettazione e rigenerazione spazi urbani

  4. Mediazione ambientale e débat public

  5. Patti collaborativi, social street e uso condiviso dei beni comuni

  6. I luoghi della partecipazione, impresa e community hub

Appare qui evidente come siano state assimilate le indicazioni dei relatori e il momento sia propizio a una proficua democrazia partecipata; tuttavia gli esempi positivi esposti sono stati raggiunti là dove da decenni era presente un terreno di attiva partecipazione dei cittadini educati al tema del bene comune.

Il tavolo uno “democrazia diretta e regole”
ha schematizzato il lavoro svolto c.s.:
Per superare la mancanza di fiducia tra amministrazione pubblica e cittadini è necessario fare rete tra gruppi e amministrazione, ma questo non è uno strumento in se' , lo strumento non è la partecipazione. Occorre : metodo per la verifica dei risultati, progettazione e verifica per imparare dagli errori . I referendum sono un importante strumento confermativo. I punti focali però devon essere:

- Il Comitato promotore del referendum deve assumersi la responsabilità civile e penale

  • I referendum devono essere a quorum zero

  • Deve essere approntato un libretto informativo con pro e contro.

Tavolo due “Bilancio partecipativo”

è un processo del sistema della partecipazione che richiede: massima inclusione, monitoraggio partecipato, sinergia tra livelli amministrativi, rete tra amministrazioni, comunicare risultati dando evidenza alle buone pratiche, un ecosistema per cui ogni processo nel suo itinere vada aggiustato e ripetuto nel tempo.

Tavolo tre “ Co-progettazione e rigenerazione spazi urbani”

La crescita sociale e culturale di tutti permette un migliore risultato sul territorio e rigenera reciproca fiducia tra cittadini e amministrazione. Occorre:

  • Prefissare regole e strumenti,

  • Partire da una proposta ben definita e motivata,

  • Comunicare i risultati delle buone pretiche.

Il percorso deve essere serio, trasparente, ampio. Occorre standarizzare la casistica.e produrre la garanzia di utilizzo del lavoro svolto.

 

Tavolo quattro “Mediazione ambientale e débat public”

Dalle discussione sono emerse carenze nella comunicazione con le passate amministrazioni : difficoltà all'accesso delle informazioni, difficoltà a gestire e a decodificare le informazioni, mancanza di un quadro di regole precise, mancanza di percorsi partecipativi, mancanza di un referente unico con strumenti atti a gestire conflitti, mancanza di memoria storica sui processi avviati (con amministratori precedenti) e gli interlocutori, mancanza di spazi comuni e quindi difficoltà a fare rete, mancanza di fiducia per carenze comunicative, mancanza di rappresentatività, necessità di valorizzare le competenze specifiche, le buone pratiche da conoscere, come: le esperienze del dibattito pubblico in Francia e il confronto tra amministratori e deegati nel bilancio partecipativo milanese. Quindi:

  • Codificare e armonizzare ,

  • Potenziamento e facilitazione,

  • Attivazione di percorsi di mediazione e confronto sui conflitti. (nimby per locali pubblici sui navili, edilizia, parchi. Conflitti: quali soluzioni da prospettare)

Tavolo cinque “Patti collaborativi, social street e uso condiviso dei beni comuni.”

Ben tre comuni hanno poratto la loro esperienza. Facilitare significa: osservare, tradurre, semplificare. Soggetti e complementi sono: persone, strumenti, modalità organizzative, spazi di scambio.

Obiettivi: la coesione sociale, la vivibilità della città (esempio di Reggio Emilia, Vignola)

Le parole d'ordine sono:

  • Partecipare è facilitazionbe

  • Intelligenza civica e responsabilità,

  • Fattore comune di soggettività diverse.

Tavolo sei “ I luoghi della partecipazione, impresa e community hub”

I luoghi sono sia fisici che digitali, fare impresa/intrapresa sono gli spazi della sharing economy, la nuova economia del chilometro zero. I community hub sono luoghi in cui si condividono spazi e atività, il sapere che si può sapere . Le parole d'ordine sono:

  • La multicanalità,

  • L'interazione per far spazio all'integrazione,

  • La mappatura dei luoghi, dei servizi, dei big data .   


In allegato gli atti del convegno


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