Processi di partecipazione alla Bergamella

Organizzato dal Laboratorio di Democrazia Partecipativa, si è recentemente svolto presso il circolo ACLI di Lambrate un incontro con Luca Ceccattini (presidente del Parco Media Valle del Lambro). Si è parlato dei progetti di riqualificazione del territorio tra Sesto S. Giovanni e Milano che prevedono un attivo coinvolgimento degli ortisti e dei cittadini. triwu.it ne parla in un interessante articolo che riportiamo di seguito.
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nuovi orti1Il territorio che raccorda a nord la periferia di Milano con quella di Sesto S.Giovanni è una zona della città gravata da condizioni di marginalità. Il Comune di Sesto ha deciso un intervento finalizzato alla sua riqualificazione, a partire dalla sistemazione e ridisegno di un nuovo parco urbano che rientra nel Parco della Media Valle del Lambro. Il nuovo parco è infatti direttamente collegato con le circostanti aree verdi del quartiere e – tramite una ramificata rete di percorsi – con il sistema paesistico ambientale del Naviglio della Martesana e con le aree a parco recentemente realizzate o in fase di ultimazione in territorio comunale di Milano.
L'intervento prevede la realizzazione di case per residenza, edifici per attività di commercio di vicinato, asilo nido e scuola materna e uno spazio per attrezzature pubbliche e di uso pubblico. Per la riqualificazione del verde si è reso necessario smantellare una zona di orti spontanei, La Bergamella, segnata da casotti autocostruiti, aree di abbandono e rifiuti.

La scelta del Comune è stata di coinvolgere gli ortisti in un percorso di progettazione e realizzazione partecipata, finalizzato a smantellare i vecchi orti, ripulire il terreno, costruire una nuova zona di orti, con capanni di nuova concezione.
Il Comune ha chiesto la collaborazione di alcuni partner, Italia Nostra per gestire il processo sociale di smantellamento, progettazione e costruzione degli orti e Cooperativa Uniabita per realizzare un'opera di urbanizzazione capace di uscire dagli schemi convenzionali del mondo dell'edilizia. Da qui la convenzione tra Comune di Sesto, PMVL, Uniabita e Italia Nostra, per realizzare i nuovi orti della Bergamella: il primo passo è stato un patto sociale con gli ortisti, basato su alcuni princìpi di equità chiari e comprensibili.

Le condizioni poste agli ortisti sono state:
1) assegnazione dei nuovi orti sulla base di una graduatoria pubblica;
2) un punteggio maggiore per chi partecipava allo smantellamento dei vecchi orti;
3) l'assegnazione degli orti nuovi solo a chi partecipava alla loro costruzione;
4) la realizzazione dei nuovi orti solo dopo aver finito di smantellare quelli vecchi.

La collaborazione con gli ortisti -62- si è tradotta in 783 giorni di lavoro, per un totale di 3.083 ore di lavoro.  Sono stati raccolti e smaltiti 15 q. di eternit, 4.830 q. di rifiuti misti, 3.460 q. di macerie edili, 83,6 q. di plastica, e poi legname per 1.820 q. e vegetali per 60 q.  

Quella che poteva diventare una relazione difficile e una contrapposizione tra Comune e ortisti, è diventato, grazie ad un percorso di partecipazione, un rapporto collaborativo.
Che si prolungato dalla fase di smaltimento alla fase di costruzione, come racconta Valerio Pagliari: "Mi chiedono di parlare della costruzione dei capanni. Devo esprimere innanzitutto la meraviglia per tutte le fasi del progetto, dall'idea iniziale di fare degli orti cittadini in una zona da bonificare alla progettazione dell'area, alla progettazione dei capanni, del lago, dell'impianto di irrigazione e di fornitura di energia, e finalmente per affidarne SOLO la direzione dei lavori ad una società pur di sicuro affidamento, ma affidarne la realizzazione a dei... volontari pensionati!"

Oggi gli orti della Bergamella sono ordinatamente divisi in appezzamenti di 50 metri quadrati ciascuno, e ogni ortista che ha lavorato per smantellare e pulire i vecchi orti è in graduatoria per averne uno nuovo. I vecchi capanni sono stati sostituiti da nuove costruzioni in legno, con spazi privati per gli attrezzi, e spazi coperti per attività sociali.



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