Partecipare sì, ma come. L’ex-ospedale militare di Napoli

Un gigante dormiente risvegliato a nuova vita dall’appassionata progettualità e volontà di Comune, cittadini, associazioni, professionisti e imprenditori insieme. ()

napoli4A Napoli, l'edificio noto come ex-Ospedale Militare è un monumentale complesso monastico del XVII secolo, di grande valore storico, architettonico e artistico, solo successivamente utilizzato a scopi militari e poi abbandonato. Un “Gigante Dormiente” che si sviluppa su una superficie complessiva di circa 25.000 mq, di cui circa 16.000 mq occupati da giardini, corti interne e altri spazi aperti, situato nel cuore di un tessuto urbano estremamente denso e abitato: i Quartieri Spagnoli.

Nel mese di marzo del 2017, il comune di Napoli, capofila di una rete di undici città europee impegnate per la rigenerazione dei grandi immobili urbani, all’interno del progetto europeo URBACT “2nd chance-waking up the sleeping giants”, ha avviato un percorso per la definizione di nuovi possibili utilizzi di questo importante spazio pubblico di grande respiro.

Partecipazione e ascolto
Il percorso è iniziato con la pubblicazione da parte del Comune di una manifestazione di interesse per chiamare a raccolta tutti gli attori interessati. È stata coinvolta un’ampia rete di cittadini, associazioni, ma anche realtà informali del territorio, professionisti, imprenditori privati, nonché il Dipartimento di Architettura di Napoli. Tutti hanno assunto un ruolo da protagonisti attivi di questa trasformazione e, attraverso diverse fasi, si è sviluppata una visione condivisa del futuro dello spazio. Sono state elaborate proposte concrete, progettati spazi di socialità, ma anche luoghi propulsori di una nuova imprenditoria sociale, culturale e artistica.
Il percorso, condotto e facilitato da Marianella Sclavi e Agnese Bertello, ha utilizzato una gamma di metodologie partecipative fondate sull’ascolto attivo che hanno permesso di far crescere la fiducia sino ad arrivare a definire le linee guida per la creazione di un piano d’azione condiviso che trasformi le proposte in progetti concreti. In altre parole, è stata disegnata una road-map progettuale, un Piano di Azione Locale per il recupero funzionale definitivo dell’intero spazio attraverso un corposo programma integrato di interventi che, data la complessità dell’operazione, prevede anche alcuni step intermedi con i relativi usi temporanei.

Da questo percorso è nata la Comunità del Parco dei Quartieri Spagnoli, riconosciuta dal Comune nel 2019, e impegnata nella realizzazione del Piano di Azione Locale. E nell’Info Point della Comunità è possibile conoscere e anche partecipare al programma di azioni e di usi temporanei, che la Comunità sta attivando.

Considerazioni
Il progetto di riuso di questo grande complesso monumentale urbano costituiva di per sé, fin dapprincipio, un’importante opportunità per creare uno spazio pubblico di qualità, con una dotazione variegata di aree verdi e quindi con il relativo recupero sia delle biodivesità sia degli spazi interni. Ma è ancor più significativo come questo processo partecipato abbia attivato una sorprendente e appassionata adesione, mettendo in movimento enormi energie creative in un quartiere molto difficile.

Da rimarcare come sia stata essenziale in questo percorso, la disponibilità del Comune di Napoli a dedicare al progetto alcune persone incaricate di seguirlo e coordinarne lo sviluppo.
Infine, in un progetto di così ampio respiro, è da segnalare come una criticità incontrata sia stata la necessità, di ricercare finanziamenti che consentissero di recuperare le parti più prestigiose del complesso e anche di individuare partner per sviluppare attività imprenditoriali innovative coerenti con la visione elaborata dai cittadini e dal Comune.


Per saperne di più:



Terzo caso di attività partecipativa presentato al corso del Laboratorio di democrazia partecipata di Lambrate (qui l'articolo introduttivo)


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