Di cosa parliamo quando parliamo di M4?

All'Auditorium di Valvassori Peroni confronto tra Maran, i tecnici del Comune, delle imprese realizzatrici e i cittadini sulla nuova Linea Blu della Metropolitana Milanese.
L'Expo incombe, l'opera è strategica, i vantaggi importanti.
Per molti anni ci saranno notevoli disagi. E si parla purtroppo anche di un'intollerabile ecatombe di grandi alberi: ne è al corrente Giuliano Pisapia?
Ma c'è una chiara visione e condivisione della città che si vuole costruire?
()

rendering m4La linea 4 sta arrivando, e non sarà uno scherzo. Lunedì scorso l'assessore Maran e i tecnici del Comune e delle imprese realizzatrici hanno illustrato ai cittadini convenuti all'Auditorium (tutti i posti a sedere occupati, circa 100-130 persone) i tratti salienti della grande opera, iniziata ufficialmente il 9 settembre scorso con l'approvazione da parte del CIPE del progetto definitivo. Avrà un forte impatto su tutto l'itinerario, da Linate a S. Cristoforo, è lo stesso Assessore alla mobilità e all'ambiente a dirlo, anche se “l'obbiettivo è ridurlo”. Ci saranno “grandi vantaggi ambientali, ma non nella prima fase”. Alla fine le sistemazioni superficiali, continua il giovane Assessore del PD, miglioreranno il verde, ma per 5-6 anni i disagi per i cittadini saranno “estremamente rilevanti”. La scadenza dell'Expo ha permesso di rispettare i tempi previsti, almeno per adesso, perché il Decreto del fare del governo Letta ha garantito un contributo suppletivo che ha permesso di partire. Il costo totale, già lievitato rispetto ai 1600 di cui si parlava due anni fa, è di 1850 milioni approssimatamente, 1000 dallo Stato, 400 dal Comune, 450 dai privati. 

La sig.ra Baiocco, architetto del Progetto consortile che realizzerà l'opera, ne ha poi illustrato con abbondante uso di immagini, le caratteristiche tecniche: sarà una metropolitana leggera senza manovratore come la M5, ci vorranno 78 mesi per realizzare tutta la linea, divisa in tre tratte, con 21 fermate su 15 km operate da 47 vetture, di cui 7 di riserva, con frequenze di passaggio ogni 90 secondi incrementabili fino a 75. Questi i dati, e mentre sul grande schermo scorrevano i tracciati delle tratte, gli schemi delle stazioni, le immagini delle enormi TBM (tunnel boring machine), le cosiddette “talpe” che saranno calate nel sottosuolo, l'architetto si sforzava di rassicurare l'uditorio. Ha spiegato che non è stata rilevata alcuna necessità di bonifica dei terreni e ha informato i cittadini che a novembre, “per portarsi avanti” i lavori inizieranno anche in Dateo, come in Solari e Gelsomini (zona 6). Per quanto riguarda la Zona 3, sono previsti 55 mesi per la stazione di Argonne e altrettanti per quella di Dateo.

Praticamente, ha affermato la Baiocco, tutto è stato, è e sarà monitorato: l'ambiente, le polveri, i rumori, le vibrazioni, il traffico, l'acqua di falda, la qualità dell'aria. Si taglieranno sì gli alberi, in corrispondenza delle stazioni quasi tutti, ma tutti saranno ripiantati. E si ripristineranno le aree verdi, le zone bimbi, le aree cani, ci sarà una nuova pista ciclabile lungo la ferrovia in via Ardigò e a breve sarà anche aperto un sito web per informare e ricevere segnalazioni a mezzo email. E tutto sarà monitorato anche post operam per verificare la qualità dei ripristini. Tutto a posto insomma, come no.

A conferma della bontà dell'opera hanno anche pensato di rappresentare sul maxi schermo la sistemazione futura, come è prassi ormai usuale in questi casi, per mezzo di eterei rendering in cui felici cittadini (ridotti a trasparenti entità ectoplasmatiche) volteggiavano tra le avveniristiche realizzazioni tutte rampe, lindi vialetti, giardinetti similplastica e manufatti super razionali. Ma a questo punto, per la cronaca, una parte dei presenti ha iniziato a rumoreggiare richiamando tutti alla realtà.

I cittadini del neonato Comitato per la salvaguardia del Pratone (chi è della zona sa cos'è il Pratone, quell'area verde, unica in zona, a ridosso della ferrovia in fondo a via Mezzofanti) hanno infatti iniziato a reclamare a gran voce immediate soluzioni per questioni molto attuali e concrete: l'area giochi, il campo di calcio, l'area cani, “eliminate dall'oggi al domani senza preavviso”. Accusando Giunta e MM di non aver affatto realizzato un monitoraggio ante operam e di essere costretta solo ora, in seguito alle proteste, a cercare affannosamente soluzioni tampone. “L'area cani, piazzata sull'aiuola di via Marescalchi è pericolosa!” grida qualcuno. “E la bocciofila, e i campi gioco di viale Argonne, che fine fanno?”

É stato Gianni Dapri, architetto, del Comitato per il grande Forlanini, prendendo la parola, a mettere a fuoco quello che è forse il problema principale. Con qualche imbarazzo, ha detto, perché il suo Comitato collabora con la Giunta, e lui in generale si riconosce e apprezza il suo operato, ma...

Ma bisogna dire la verità: non si può affermare che tutto verrà ripristinato. Sarebbe una falsità, perché nulla sarà più come prima. E allora si tratta di capire se si sta generando una nuova qualità urbana e ambientale oppure no. E lo si può fare solo se si ha un'idea di città, ha osservato opportunamente Dapri, e se si ha ben chiaro “da dove partiamo e dove vogliamo arrivare”. Invece “manca proprio un disegno complessivo del territorio” e dunque si rischia di perdere una grande occasione di riqualificazione.

Dapri è arrivato a dire che il progetto “rischia di scatenare una Val Susa”. Per evitarlo bisogna pensare che non si tratta semplicemente di un manufatto tecnico ma che “la gente ci vive” e avere bene in mente dove si scaricano le tensioni e quali sono le mediazioni da realizzare. Portando ad esempio l'inquietante caso di piazza Novelli, diventata “un deserto”, un luogo di “alienazione sociale” a causa di  un semplice parcheggio, si è domandato se  “faremo delle stazioni che siano luoghi ben disegnati, sicuri, vere piazze nuove della città”. Per ora però la realtà è che i CdZ devono affannarsi a cercare all'ultimo minuto come e dove piazzare semplici aree per i cani.

Da qui è partito un dibattito molto animato, con i cittadini che indicavano problemi, chiedevano informazioni, suggerivano soluzioni e l'Assessore e i tecnici che cercavano di tranquillizzare e porre l'accento sui futuri vantaggi. Che non saranno certo da poco: 5 milioni di ore risparmiate, traffico e inquinamento ridotti, integrazione con la rete ferroviaria, posti di lavoro.  

Maran ha affermato, con eccesso di pragmatismo (per essere gentili), che almeno una volta nella vita quasi a tutti è capitato di avere i fastidi causati da un grande cantiere, ma ha riconosciuto che bisogna dialogare. Alcuni cittadini lo hanno però interrotto sostenendo che “il dialogo si fa prima”. Ad esempio sul problema degli alberi, tema estremamente sentito dai cittadini: una signora ha fatto notare che si tratta di grandi piante di 30, 40 e anche 50 e più anni e che “non è lo stesso metterne di nuove”. Un'altra ha osservato con speranza (ahinoi, forse non molto fondata) che c'è ancora tempo per la firma delle convenzioni e dunque si può ancora riflettere su come salvarli, perché “gli alberi sono un ostacolo per le imprese, ma un patrimonio della città”. “In Germania, Svizzera, Austria gli alberi non si toccano” ha gridato un altro del comitato Pratone “possibile che tutto il genio scientifico non sia capace di capire come salvare le nostre piante?” Invece qui da noi, circola notizia che se ne abbatteranno 57 in viale Argonne e ben 85 in corso Plebisciti. E pensare che un'anziana ha quasi supplicato: salvate gli alberi! Un ingegnere del Consorzio, forse mosso a compassione, ha provato a dire che solo in corrispondenza delle stazioni i manufatti sono poco profondi, ma lungo il percorso gli alberi possono essere risparmiati. Vedremo, perché in effetti qualche piantina stentata e praticelli senz'anima al posto dei vecchi platani, dei pioppi, degli aceri di uno dei pochi possibili cosiddetti “raggi verdi” di Milano sarebbero una sconfitta intollerabile per la città. E per la sua amministrazione: se ne renderà conto Giuliano Pisapia? Gli alberi, vale la pena ricordarlo, sono monumenti, memoria viva, ossigeno spirituale prima che fisico, consolazione, fiducia nel futuro, attaccamento al territorio, senso di appartenenza e identità, non semplici orpelli da anime belle facilmente sacrificabili a puri calcoli economici. E' noto infatti che si potrebbero salvare scavando un poco più in profondità, se solo si decidesse di affrontarne la spesa. Ma nel terzo millennio questa é una spesa da affrontare, per Giove, o saranno i cittadini a doverlo ricordare agli amministratori, lanciando petizioni o magari incatenandocisi? Avranno la cultura, i nostri politici e gli altri decisori, la sensibilità, la coscienza di capire che così non va bene e che devono dare precise garanzie?

Vedremo, vedremo di che pasta son fatti i milanesi. Intanto altre persone, pur solidarizzando con la gente del Pratone, hanno fatto rilievi più tecnici, come Libero Traversa, ex consigliere della vecchia Zona 11, che ha chiesto come verranno integrati FS e Passante, come si risolveranno i problemi connessi alla falda acquifera e al passaggio sotto grandi strutture, parcheggi e Passante, o il sig. Bonomo, che voleva sapere qual'è lo stato reale dei finanziamenti. O un cittadino che ha lamentato l'abolizione della connessione con la linea 3 definendola un grave errore di programmazione. O ancora, in positivo, l'ing. Stefano Margiotti, che ha sottolineato la valenza strategica della futura stazione Forlanini per il collegamento con tutta la rete ferroviaria lombarda e nazionale (che però allo stato non è ancora garantita).

Malgrado la quasi totale assenza di risposte sulle questioni di fondo (qualità del nuovo quadro urbano, stato reale dei finanziamenti, stima dell'effetto complessivo ecc.) nessuno, o quasi, a differenza di quanto succede in Val Susa, ha messo in discussione l'utilità dell'opera. Ma sono i problemi concreti durante i 5 o 6 anni dei lavori (se tutto andrà bene) e anche dopo quelli che preoccupano di più la cittadinanza e a cui è indispensabile dare risposte. Non a caso le critiche si sono dirette contro il metodo adottato dal Comune: scarsa o nulla comunicazione, solo con contenuti tecnici, hanno detto in molti, decisioni prese dall'alto e calate nella vita della gente.

Una signora residente in via Ardigò ha raccontato la sua odissea per portare il figlio a scuola in via Gatto tra allagamenti, mancanza di attraversamenti, ammassi di materiale transennato, visite di tecnici e uscite previste proprio nel giardino condominiale. Caso limite, certo. Ma  molti altri hanno paventato il pericolo che le esigenze di anziani, mamme, bambini vengano dimenticate e che alla fine ci si scorderà del parco e dei servizi annessi. In generale allora sembra totalmente legittimo porsi la domanda: i cittadini hanno idea di cosa sta cadendo loro in capo?
A questo punto, e c'era da aspettarselo, una consigliera d'opposizione, precisamente la sig.ra Schiaffino del PdL Forza-Italia ha provato comme d'habitude a cavalcare la tigre: l'opera è importante ha detto (e certo, mica son noccioline 1800 milioni, nemmeno per i suoi referenti), ma non può essere percepita come un'aggressione, perché “ il Comune rappresenta la città e i cittadini non sono mica sudditi”. Da che pulpito, vero? Però dispiace, dispiace enormemente che venga offerto il fianco a critiche di questo genere.
     
Perché non c'è dubbio che sia difficile fare una frittata senza rompere le uova, che Milano abbia bisogno delle metropolitane e che una parte del futuro per gli abitanti delle città, almeno fino a quando non arriveremo al teletrasporto dei film di fantascienza, stia nel correre sottoterra come le formiche. Ma è altrettanto vero che non siamo nella Russia dei Piani quinquennali e neppure che sia obbligatorio, pur di arrivare in tempo per il fatidico appuntamento con l'Expo, accettare tutte le compatibilità e le convenienze delle imprese. Se facciamo ancora parte, almeno per il momento, del civile Occidente è lecito chiedere una visione più ampia dell'insieme dei problemi, chiarezza e condivisione sugli obbiettivi da raggiungere e, perché no, una maggior attenzione alle esigenze dei cittadini, anche e soprattutto nel caso delle grandi opere, specialmente se si sono vinte le elezioni facendo della partecipazione la propria bandiera.

Adalberto Belfiore


Tags:
Linea blu, Maran, Metropolitana Milanese, MM4, Pisapia, taglio degli alberi

Articoli o termini correlati

Parliamo di M4 (e dintorni) (Pro e contro)

Commenta

Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
12/01/2015 Rosita
Dopo la riunione di questa sera "Incontriamo la città per raccontare il progetto"sono molto preoccupata, il pressappochismo che aleggiava era disarmante.
Non si presenta così un progetto impattante come M4, la mancanza di certezza genera caos e può creare pericoli alla collettività .
Rosita Antonello


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
04/08/2014 ONOMIO
M4 A MILANO DAVANTI SINO DA FS.MI FORLANINI SINO AD ARGONNE PIAZZA AD ARGONNE DELLA GRANDE CHIESA ECIPENTRO, AVANTI PIAZZA DI SUSA ,M4 A DATEOPRIMA DUE INGRESSI METROPOLITANE DESTRA E SINISTRA ECIPENTRO AUTOBUS 38 DUE EST E OVEST POI AVANTI ORA CAVARSI VICINO VICINO FILOATOBUS 92 PRIMA INSIEME DUE 4 INGRESSO M E S SCALA SOTTO SINISTRA SURBANI MILANESI E DESYTRA E DOPO SCALA E PIANO DOPO SACLA DESTRA METROPOLITANAMILANESE 4 AVANTI P.ZA TRICOLORE INGRESSO SOTTO METRO 4 DESTRA E SINISTRA ECIPETRO TAXI E GIATDINI SI LEVA! AVANTI METRO 4 S.BABILA EPICENTRO è PIAZZA AD AUGUSTO MONUMENTO E COLONA INGRESSO SOTTO M4 POI AUTOMATICO SCALA PIANA COME FS. MI LAMBRATE DEL 2018 E POI ,,,,, ULTIMO DEL 2010 FS MI CRISTOFORO MILANO TUTTI PIANTI E CESPUGLI SI TAGLIERANNO TUTTI POI RINNOVERANNO NUOVI PIANTINE E CESPUGLI MARCIAPIEDI TUTTI BIANCHE GIA HO VISTO PROGETTO MA IMPORTANTE ECIPENTRI MA NON TERREMOTO ECIPENTRO! CIOA ONOMIO MI SCUSA IO NO SOLO PROGETTO A LORO! MI SALUTI ONOMIO


Re: parliamo di M4 Argonne
29/07/2014 ROBERTO GAIDANO
stazione porto di classe ?


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
17/02/2014 Emanuele Breveglieri
23 ottobre 2012
Adesso rileggete l'articolo, le promesse, le richieste.

Risposte dall'amministrazione:nessuna!

In 5 mesi( e dopo la storia delle polveri e del silo esploso) non sono riusciti ad organizzare uno straccio di riunione con la cittadinanza, compresi i CDZ, impegnati nella difficile opera di considerare se concedere o meno il patrocinio al "Club dell'Uncinetto".

C'è poco da stare allegri e molto d astare attenti e vigili.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
29/10/2013 Emanuele
Non posso che condividere. Il mio astio, rabbia e frustrazione non è rivolto al progetto in se, ma verso l'amministrazione(e in particolere QUESTA amministrazione)che facendo della COMUNICAZIONE e della PARTECIPAZIONE le sua bandiere se ne è accuratamente sbattuta delle PERSONE(non numeri, non elettori, non sagome di cartone, PERSONE) che vivono nei quartieri interessati.
La qualità della vita, i luoghi di socialità, di gioco, il verde pubblico, la viabiltà... Non si è tenuto conto di NULLA. Si è piazzato un cantiere nel punto più comodo e ... Chi se ne sbatte! Via Cavirana era una soluzione praticabile( e ci mettono le baracche degli operai), l'area dell'ex polveriera in Forlanini pure(ma ci hanno speculato i Percassi- se non erro - )e quindi? "Ma si, ma dai, quei quattro pezzenti del quartiere se ne faranno una ragione". Questo è il Comune di Milano. E poi, come non ricordare i precedenti... Piaza Novelli,il parcheggio sotterraneo, la battaglia per gli alberi ad alto fusto... Promesse, promesse, promesse. Fanno venire un camion dalla Germania, pagando migliaia di euro per prelevare gli alberi e spostarli; arriva il camion ma.... Non avevano comunicato l'altezza degli alberi stessi. "Impossibile spostarli", sentenziarono i tecnici teutonici e il camion portò via solo moncherini di alberi tagliati. Con queste premesse come possiamo fidarci? Senza informazione, con le cose fatte di nascosto, come possiamo fidarci? Senza un tecnico(ma non di parte, s'intende) che ci spieghi come verranno REALMENTE effettuati i lavori, come possiamo fidarci? E infatti io non mi fido.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
29/10/2013 precisiamo
Spassionatamente di dico: finchè vi lamenterete per lascarsa comunicazione da parte del Comune, sfonderete una porta aperta. Questo è indubbio. Non si capisce, per esempio, perchè Milano sia priva di punti informativi dedicati per queste opere.
Finchè chiederete locali miglioramenti nelle soluzioni temporanee è tutto oro.
Ma non mettetevi a dscutere tecnicamente un progetto senza neanche capirne le basi, pregiudicherete anche le idee buone.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
29/10/2013 Biba Giacchetti
Non possiamo permettere che taglino gli alberi di Corso Plebisciti.
Possiamo fare qualcosa?
Devono ascoltare chi vive in questa zona. Senza questi alberi la nostra vita sarà più brutta e peggiore.
Assurdo pensare che l'Expo è dedicata a temi ambientali. Se non avessi il panico, mi verrebbe da ridere...


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
28/10/2013 Laura
Grazie AB,
con questo suo ultimo intervento ha centrato ulteriormente il punto, che già sembrava più che chiaro nel suo articolo che ho letto con moltissimo interesse e che ho cercato di diffondere il più possibile.
Cercare insieme delle soluzioni che qualcuno dall'alto si "dimenticato" di trovare mi sembra l'idea più importante, è difficile farlo da semplici cittadini, anche se forse siamo proprio i più adatti a dare suggerimenti visto che viviamo in maniera attiva il quartiere, la zona, la città.
Il punto dolente rimane purtroppo la ricerca della possibilità di essere ascoltati e magari esauditi, anche nelle richieste.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
28/10/2013 AB
Cari lettori,
sono il redattore dell'articolo, ma ora vorrei parlare come abitante della zona e come cittadino, dunque esprimo pareri personali e non necessariamente la posizione della redazione(che peraltro è stata già illustrata).
Personalmente ritengo che il tema M4 (e anche il dibattito che è sorto)sia importantissimo per questioni di metodo e di sostanza. Mi sembra che nessuno sia pregiudizialmente contro la costruzione della metropolitana, penso invece che i problemi nascano da una carenza di progettazione. Non tanto da un punto di vista tecnico (seppure forse anche)quanto da quello della partecipazione, della comunicazione e del rapporto cittadini/istituzioni. E' mia convinzione, certo condivisa da molti, che le soluzioni tecniche di una grande opera pubblica debbano esser modellate prioritariamente sulle esigenze dei cittadini e non di quelle del profitto delle imprese. Invece esiste il sospetto che proprio questo sia avvenuto quando negli anni precedenti è stata definita la partita.
Chiediamoci però: possiamo ancora fare qualcosa? Che cosa? Chi ci ascolta? Chi ci può aiutare?
E'importante, cari cittadini lettori, che le vostre rimostranze trovino in queste pagine non un semplice luogo dove sfogarsi, ma vengano raccolte e diventino proposte e iniziative concrete per ottenere quanto è ottenibile in termini di miglioramento del progetto esecutivo, minimizzazione dei disagi e garanzie quantomeno delle migliori soluzioni possibili in termini di ripristino della qualità delle aree interessate dalle opere.
A questo stiamo lavorando. Come rivista basata sulla partecipazione dei cittadini credo avremo bisogno del vostro appoggio come cittadini e anche di quello di persone competenti, disinteressate e aperte al dialogo.
AB


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
28/10/2013 presiciamo
Per precisare: sono a favore del progetto MM4 che conosco bene. Ma credo che questo si fosse capito benissimo. Le risposte che ho scritto io sono le stesse che le darebbe un tecnico, anzi, io cerco sempre di essere più semplice possibile.

Ringrazio la redazione per aver ricordato che la democrazia passa anche attraverso non solo opinioni diverse, ma anche attraverso la descrizione di FATTI che sono in contrasto con opinioni prevenute.

Firmato Pino.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
28/10/2013 Redazione z3xmi
* tutti gli interventi e le posizioni sono non solo tollerate, ma benvenute
* ciò che non è consentito sono gli insulti, le parolacce, le espressioni indecenti, la pubblicazione di dati sensibili ... e tutto ciò che non rispetta le più elementari regole di netiquette, non certo le opinioni
* ciò che non è gradito, anche se fino ad ora tollerato, sono il sarcasmo o lo svillaneggiamento ad personam, i "botta e risposta" personali che riguardano i toni e non il merito del discorso
* chi decide che cosa censurare sono gli amministratori del sito

Il dibattito che si è svolto sino ad ora risulta in realtà molto interessante e svolge un'importante funzione non solo di scambio di informazioni, ma anche di reale approfondimento della conoscenza del problema.
Invitiamo pertanto tutti a mantenersi nelle linee espresse e a continuare serenamente nel dibattito.

La Redazione di Z3xmi


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
27/10/2013 mara
ALLORA Precisiamo che è diventato PRESICIAMO la vuole smettere di intervenire in questo forum di cittadini con questo tono da capetto/non so da che parte sto? Noi cittadini scriviamo perchè abbiamo bisogno di risposte certe e competenti dai nostri rappresentanti seri e competenti e non vogliamo avere a che fare con una persona arrogante che interviene come se sapesse tutto, con la verità in mano e che ci tratta da cretini e in piu'.... gravissimo..... non si firma. Basta scherzi, non sono sufficienti con lei le battute, tanto non le capisce!!! La smetta di dare risposte con toni di cattivo gusto se non è qualificato per farlo. Nel caso si qualifichi altrimenti chiedo all'Amministratore di questo forum di chiuderlo. Non dobbiamo fare la guerra dei poveri ma capire, avere risposte, discutere civilmente e aiutarci ad affrontare la situazione. Grazie. Mara


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
27/10/2013 presiciamo
Certo, bel modo di fare i conti, i 10 anni aggiuntivi da cosa li ha desunti?

Poi l'articicolo del Corriere deriva dalla conferenza di lunedì, dove abbiano trovato la nota che parla di una chiusura della prima tratta per 5 anni non l'ha capito nessuno. Si è parlato certamente della chiusura, ma per finire la stazione Quartiere Forlanini, dove per finire si intende impiantistica e allesetimenti, non certo strutture o parti notevoli.

Voi pensate che il Corriere sia la bibbia? Buonanotte.
Ripeto, guardate la Linea 5: lotto 1 cantieri aperti nel 2007, linea aperta nel 2013. Lotto 2 cantieri aperti nel 2010, linea che verrà aperta nel 2015 (pare che sia pure in anticipo, ma questo va dimostrato).
La datadel 2023 non sussiste, non si capisce da dove esca, si parla di 2021, se poi avete la sfera magica e prevedete in anticipo i ritardi fatelo sapere all'ATI costruttrice, ve ne sarà grata, le fare evitare di perdere uno o due anni di incassi.

Per Libero: complimenti per il ritrovamento, non è che me lo gira via email? Così l'aggiungo agli altri.
Comunque la metodologia costruttiva attuale non tocca comunque le fondamenta di nulla e i primi palazzi sotto cui passa sono dopo Piazza Tricolore. Le metodologie costruttive si sono evolute un tantino dal 1996 ad oggi.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
27/10/2013 Emanuele
Grazie Libero, era proprio lì che volevo arrivare... 17 anni fa l'annuncio(e progetto), concepito almeno 10 anni prima(e fa 27) e siamo buoni, concediamogli gli 8 anni preventivati e arriviamo a 35 anni....
Sai che progetto innovativo per la mobilità in una società dove, dopo 2 anni, qualsiasi "prodotto"( e questo lo è) è già da considerarsi oboleto...


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
27/10/2013 Libero
Ho ritrovato tra le mie vecchie carte una copia del periodico "Milano in Comune" del dicembre 1996 ( sindaco Formentini). Vi appare un articolo dal titolo "In metro fino a Linate".
Si parla di un progetto dei tecnici della MM (Marco Broglia,rsponsabile area trasporti della MM). Nell'articolo si dice fra l'altro :"La costruzione della nuova metropolitana potrebbe richiedere quattro-cinque anni ". Adesso si parla di almeno 7/8 anni.
Veniva detto anche che "la linea blu sarà un metrò leggero a scartamento ridotto con raggi di curvatura più stretti e permetterà così di seguire un percorso più tortuoso in corrispondenza del tracciato stradale, evitando di passare sotto i fabbricati. Da Viale Forlanini in poi i vagoni proseguiranno in superficie con la sola eccezione della stazione di Linate....."
Ma era solo una ipotesi di progetto,finito chissà dove. Ma in fondo sono passati solo 17 anni.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
27/10/2013 Emanuele
Ecco, appunto, per noi che non capiamo mai niente(mentre ci son fior di ingenieri cervelloni che commentano):

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_ottobre_27/metro-4-partono-primi-cantieri-strade-chiuse-disagi-cinque-anni-c6f24a76-3ee9-11e3-849f-64e2eb8e7cda.shtml

Qui le cose sembrano leggermente diverse, ovvero: correre veloci( e si sa, cari cervelloni d'ingenieria, come la velocità aiuti in questo genere di lavori), si apre la linea M4 giusto per l'Expo, poi la richiudiamo per altri 5 anni (fino al 2021) e poi la riapriamo.

Quindi, (a meno che gli esami di analisi non li abbiate comperati online) 2021 - 2013 = 8. Otto anni di disagi, non 5, sventramenti di chilometri di viali alberati e non una mite talpa sotterranea, silenziosa e gentile, che al suo passaggio, oltre a scavare, fa nascere tulipani e gerbere. Il tutto per un progetto vecchio, concepito male, non condiviso (obiettivi, finalità e, soprattutto, modalità)con la popolazione residente, imposto dall'alto, con la presunzione che la gente non sappia, non sia in grado di comprendere e, soprattutto, di dare idee. La metropoli di Milano(non è più una città, ricordate anche questo) aveva bisogno di progetti coraggiosi e di idee nuove, non di una giunta e un sindaco che scimmiottassero e facessero proprie le logiche urbanistiche di fine ottocento, ereditate dalle amministrazioni precedenti.
L'Expo, in questo millennio, è un'idea anacronistica, vecchia e perdente in partenza, che arricchirà solo gli amici e gli amici degli amici, non il tessuto urbano e sociale di questa metropoli e la M4, sua figliastra illeggittima, si rivelerà il solito fallimento annunciato su cui, poi, si verseranno lacrime di coccodrillo.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
25/10/2013 Paolo Burgio
Ringrazio la signora Simona, che ha richiamato l'attenzione sull'altra principale causa di inquinamento dell'aria, che a Milano raggiunge ormai da decenni livelli intollerabili, la riduzione delle emissioni dovute al riscaldamento degli edifici.
Bisogna seriamente cominciare a porre rimedio a questa situazione, da un lato limitando il traffico automobilstico privato, come si è iniziato a fare con Area C, e potenziando i trasporti pubblici, anche con la realizzazione della MM4, e dall'altro attuare un programma di informazione, conoscenza e supporto, sia tecnico che economico ai cttadini, per l'efficientamento energetico deggli edifici secondo le linee indicate nel documento che ci ha inviato. Coe redazione di z3xmi ci impegnamo a ritornare sull'argomento, di massima importanza per la salute dei cittadini milanesi.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
25/10/2013 Simona
A proposito di CO2.....http://www.eco2care.org/Doc/Progetti/PDD_p11.pdf
Non facciamo le "talpe"!


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
25/10/2013 precisiamo
Caro signor Morandi, intanto grazie per una presa di posizione più razionale e meno "bucolica".

Chiedere delle compensazioni e delle migliorie puntuali e precise è cosa sacrosanta e tutte le sue proposte sono sensate.

Riguardo a viale argonne, le posso dire che le parole dell'ingegnere di MM non hanno mai fatto riferimento a basse profondità, la talpa, per tipologia stessa di macchina non lavora mai a basse profondità, se operasse a soli 1,5 metri dal fondo finirebbe con il portarsi dietro la terra di riporto sovrastante. Percui, come per la linea 5, ci saranno almeno 6-7 metri (in altri casi anche di più) sopra, e questo permetterà di non interferire con gli alberi in superficie. Se devo fare un appunto alla presentazione, l'altra sera avrebbero dovuto esporre tavole di progetto stampate e intere, indicando sull'asse argonne i punti di scavo. In questo modo avrese potuto notare il rapporto tra aree toccate e aree intatte. Per quantoriguarda poi il cantiere ARgonne, l'area stessa sembra notevolmente più ampia del manufatto, ma gli alberi verranno tagliati solo in corrispondenza dell scavo, non tutti quelli all'interno del cantiere. Il taglio è conseguenziale allo scavo. Guardatevi dal vivo o da google earth il cantiere della stazione Monumantale (cimitero) della MM5. Si tratta di una stazione dove sono state calate le talpe (come al pratone), vedrete che sebbene il cantere occupi tutto lo slargo e parte della strada gli alberi sono stati tagliati solo in corrispondenza dello scavo. A lavori finiti il numero di alberi crescerà rspetto a quelli esistenti prima dello scavo.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
25/10/2013 Paolo Morandi
Carissimo Comitato per il Pratone,
sono anch'io un frequentatore del Pratone: meta delle biciclettate con i bambini e sede di decine di feste di compleanno e di scuola.
Vorrei invitarvi però ad uscire dall'autoreferenzialità ed ad orientare la vostra rabbia su obiettivi raggiungibili e che sarebbero utili a tutta la cittadinanza di zona. Partiamo dalla considerazione che ormai sul pratone non possiamo più contare per almeno 6 anni, cerchiamo almeno di ottenere qualcosa in compensazione:
1) Rassicurazioni sulla destinazione definitiva a verde pubblico del Pratone (ed in questo il PGT ci rassicura avendo già tolto l'edificabilità e quindi togliendolo alla speculazione)
2) Messa in sicurezza dello spazio destinato ai cani di via Marescalchi/San Gerolamo, con un pasaggio con dosso o semaforo pedonale
3) Anticipo lavori per l'apertura del passaggio pedonale Ardigò-Gatto con lavoro di riqualificazione della zona al di là della ferrovia. Ciò permetterebbe di cominciare a "colonizzare" e rendere vissuta e sicura una zona che in un prossimo futuro (2015) sarà vissuta come zona di passaggio ed ad affacciarsi su uno spazio enorme di campi, prati e parchi.

Per rispndere al sig.Precisiamo, vorrei dire che, anche se non mi piace il tono dei suoi commenti, ne percepisco la competenza sull'argomento e gradisco anche la diversa visione. Però vorrei puntualizzare che viale Argonne, dai disegni sottoposti lunedì, sarà, ad esclusione di un piccolissimo spazio attorno a Largo Porto di Classe, totalmente oggetto di lavori con l'abbattimento (dichiarato) di 175 alberi (praticamente la quasi totalità). A seguire il dibattito, uno dei dirigenti dell'MM presenti (non dico il nome per riservatezza) ha anche confessato che nel tratto, per questione di costo, le talpe andranno poco profonde: si parla che lo scavo inizierà a 1,5Mt sotto il livello stradale. Così come per questione di costi le stazioni ed i manufatti tecnici non saranno realizzati dalle talpe ma con opere dall'alto e quindi altamente invasivi.

Di tutta questa faccenda la cosa che mi rattrista di più è che la Giunta abbia tradito il patto con i propri elettori immolando la partecipazione e la trasparenza al Dio Expo e all'interesse delle aziende private. L'utilizzo del sistema (fasullo) del co-financing ha, di fatto, aumentato i costi di realizzazione e i profitti dei privati (basta dare un'occhiata ai dati dell'M5 in cui le stesse aziende del consorzio M4 dichiarano di avere margini ben più alti rispetto a commesse analoghe).
Proprio per questo dobbiamo alzare la posta in questione e chiedere i punti sopraelencati.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
24/10/2013 Patrizia
Caro precisiamo,
Se vieni al PRATONE sciogli i capelli e lasciali un po' andare, rotola nel praticello, corri felice e acchiappa le farfalle e......o cavolo ma il Prato non c'è più!!!!
Cavolo ma adesso è tutto fango, pieno di buche.....e tra poco nn ci saranno più neanche i quattro alberi!!
Va beh dai lasciali legati che nn si può fare nulla, vieni lo stesso però, noi ti aspettiamo.
Ciaooooooooo.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
24/10/2013 mara
precisiamo, ma perchè non vieni a fare un bel giro al Pratone, tanto trovi sempre qualcuno perchè saremo lì a proteggere anche l'ultima foglia autunnale caduta!!!! magari trovi qualche sorriso a smorzare la tua acidità. Non puoi pensare che siamo tutti proprietari di immobili. magari paghiamo l'affitto! vieni, vieni e capisci cos'è la passione per le piante e le persone e non per i soldi............ non siamo contro la M4 ma contro certi metodi e atteggiamenti che usa gente come te.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
24/10/2013 precisiamo
Fare doverosi incontri con la cittadinanza comunque vedo che non serve a NULLA: le parole dell'ingegner Baiocco (non architetto) neanche le avete ascoltate, e nemmeno le risposte successive, avete avuto orecchie solo per le vostre voci, e questo la dice lunga sul concetto di fondo.
La MM4 verrà realizzata con macchine scavatrici sotteranee dette "talpe" queste macchine scavano i tunnel in profondità e sono state inventate proprio per non interferire con la superficie. Percui, fuori dalle aree di stazione (Tricolore, Dateo, Susa e Argonne) non ci sarà necessità non solo di rimuovere, ma nemmeno di toccare gli alberi. Se andate in viale Zara, un piccolo sforzo, vedrete che sono stati rimossi gli alberi SOLO dove ci sono le stazioni, inoltre l'intero arredo urbano è stato ripristinato. Questo è il famoso metodo "londra", che come nella città inglese prevede la presenza di cantieri impattanti dove ci saranno le stazioni. Cantieri che a "londra" sono molto ma molto più impattanti, spesso con abbattimenti di interi edifici. Se vi avete un metodo per costuire stazioni senza toccare la superficie e senza aumentare i costi allo sproposito fatelo sapere ad MM, sono convinto che ve ne saranno assai grati.

Riguardo all'area privata edificabile affitata dal comune per 80000 euro nota come "pratone", parlare di un numero ernorme di alberi secolari tagliati fa ridere. Il pratone è, come dice il nome, per il 90% un prato. Capisco che la sua mancanza per 5 anni darà fastidio, ci mancherebbe pure, nessuno lo nega e nè la negato Maran l'altra sera. Ma da qui a farne un martire immolato sulla strada del soppruso non ha senso. Il pratone è solo un prestito (come alcune aree dell'asse argonne) che verrà non solo reso a tutti, ma anche migliorato (istituzionalmente e qualitativamente).

Come sarà migliorata economicamente la situazione dell'intero quartiere. Non si tratta di essere speculatori, ma di trovarsi a godere di un valore aggiunto che 50 anni fa fu nominato "contributo di miglioria" e che si voleva far pagare a chi aveva case sopra la MM1. Ovviamente ci furono proteste... Che voi lo vogliate o no succederà e quando venderete voi o i vostri eredi ne trarranno beneficio. Scommetto che nessuno se ne lamenterà, ma neanche minimante.

Cosa voglio io? La MM4 in funzione al più presto, e un sistema di trasporti pubblici degni di una città civile, pronti a trasportare la gran parte delle persone in movimento. Un trasporto pubblico re incontrastato della mobilità generale. Ecco quello che voglio. Voglio, quindi che siano molte ma molte di più le tonnellate di CO2 che non solo vengano smaltite ma che non entrino proprio in circolazione. E su questo i mezzi di trasporto su ferro non hanno competitors.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
24/10/2013 patrizia
Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4? Patrizia

24/10/2013 “In certe notti serene, con la luna grande, si fa festa nei boschi…. Molti uomini, la maggioranza anzi, non se ne accorgono mai. Altri invece l’avvertono subito. Non c’è niente da insegnare in proposito. E’ questione di sensibilità: alcuni la posseggono di natura; altri non l’avranno mai, e passeranno impassibili, in quelle notti fortunate, lungo le tenebrose foreste, senza neppur sospettare ciò che là dentro succede.(Dino Buzzati, Il segreto del Bosco Vecchio”

Ho voluto riportare questo brano perché penso che la sensibilità a ciò che la natura può riservare, anche in un piccolo spazio come il “Pratone” non sia di tutti. Non si tratta di luogo per far “defecare i cani” caro Signor Precisiamo è molto di più. Per noi che da anni lo frequentiamo, era un luogo per far giocare i bambini. Un luogo per una partita di adulti al pallone. Un luogo per far finta di essere in un bosco o su una spiaggia. Un luogo dove personalmente ho trovato grazie alla mia stupenda cagnolona tante belle persone che mai avrei avuto la fortuna di conoscere. Un muro proteggeva questo piccolo angolo di Paradiso, così bello da vedere e da “vivere” in inverno e in estate, con tanta gente di tutte le età e di tutti i colori. Ma qualcuno ha visto lì solo uno spazio inutile. Non c’è niente da insegnare in proposito, come dice Buzzati, perché lei, come purtroppo tanti altri uomini non ve ne accorgerete mai. Mai saprete che cosa state facendo forse perché potete concedervi vacanze fuori porta o giardini e parchi privati, o forse perché con la vostra mancanza di sensibilità non sapete cogliere il profumo della natura. Rispetto il progresso, la nuova metropolitana e tutto ciò che comporta, ma personalmente penso che per costruire non occorra distruggere. Si tratta solo di aprire un po’ di più la visuale nel rispetto di tutti i cittadini giovani o anziani che siano, parlandone e non correndo ai ripari con rimedi frutto solo della cattiva fede. Non mi dilungo ulteriormente anche perché personalmente penso che sarebbe inutile, ho voluto solo esprimere il mio parere e la mia amarezza.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
24/10/2013 AB
Non ci dimentichiamo che il problema non è solo la distruzione del Pratone. Tutto l'asse Argonne - Plebisciti - Indipendenza - Tricolore, forse il più bel "raggio verde" di Milano, è in pericolo. Forse per l'insipienza o la scarsa attenzione dei progettisti. Chi sono i decisori e cosa hanno deciso? Che fine faranno gli alberi ad alto fusto? E' ancora possibile salvarli, almeno in buona parte? Come si trasformerà questa importantissima direttrice? Sarà un altro deserto invivibile? I cittadini sono rassegnati ad accettare tutto passivamente o hanno la forza e la volontà di rendersi parte attiva per ottenere una revisione del progetto? Chi è disposto ad aiutarli (tecnici, amministratori, politici, organi di informazione)? Chi semplicemente se ne lava le mani? Noi, piccola ma attiva testata di zona, siamo disponibili a dare voce alle giuste esigenze dei cittadini. Ma fateci sentire la vostra presenza!
AB


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
24/10/2013 Simona
Signor Precisiamo,

mi può precisare a cosa tiene lei ? Sinceramente non si capisce se tiene di più alla costruzione della M4 M5, alla rivalutazione della sua casa, alla speranza che facciano in fretta a fare quel che devono fare ma non si capisce il suo guadagno dove sta. Ha una agenzia immobiliare che è in stallo ? Ha bisogno dei mezzi per poter vendere ? Ci dica, lei a cosa tiene.
Grazie.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
24/10/2013 Simona
Gentile Signor Paolo Morandi, il fatto che l'incrocio Marescalchi/P.zza San Gerolamo sia attraversato da centinaia di ragazzi fa venire i brividi! E come mai i genitori non si sono attivati per chiedere un semaforo ? Come mai non hanno manifestato davanti alla scuola per sensibilizzare gli altri cittadini su quel problema ? Perché aspettare gli altri per rendere sicura la piazza ? Certo nulla sarà come prima ma cerchiamo di migliorare e non di retrocedere. E' un po' come quelle aziende che si dinstinguono per la qualità della vita dei dipendenti e non si fermano al profitto. Microsoft era considerata al top perché al proprio interno ha creato l'asilo per i figli dei dipendenti, perché ha creato i servizi per i momenti ricreativi perché ha cercato di far sentire i propri lavoratori a casa. Ecco sarebbe bello se anche il Comune agisse come questa azienda. Lei ci porterebbe i propri animali in una aiuola spartitraffico ? Come si può insegnare ai giovani ad amare gli animali se poi vedono come vengono considerati ? A volte mi chiedo se le bestie sono veramente loro o noi umani.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
24/10/2013 Simona
Caro Signor Diego, ha proprio ragione e devo dirle che i consigli di zona servono anche a questo a far presente problemi e problematiche che non vengono presi in considerazione. Parlarne con chi appartiene alla stessa zona o con chi condivide i suoi obiettivi è un buon principio. E' quello che abbiamo fatto noi del Comitato Pratone. Abbiamo raccolto le lamentele e ci siamo fatti portavoce. Al contrario di quello che pensa qualcuno, è un modo pacifico, civile e democratico per far sentire la propria voce e i propri consigli. C'è da dire però che almeno c'è il verde e la zona della caserma abbandonata potrebbe essere un bel posto per creare un centro sportivo, una bocciofila (visto che toglieranno quella in Viale Argonne) insomma foto alla mano e via di mail ai consiglieri di zona!


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
24/10/2013 Pietro Cat
Vorrei fare i complimenti ad Adalberto Belfiore per la sua cronaca alla serata, vivace e che mi ha reso bene l'atmosfera dell'incontro, al quale purtroppo non ho potuto partecipare.
Avrei voluto dire che il progetto ha perso l'occasione di dare una stazione al quartiere Forlanini,molto popolato, mediante una ansa del percorso verso sud (tipo quella prevista per passare sotto la Tangenziale, ma più accentuata).Miopia?


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
24/10/2013 Patrizia
Carissimo precisiamo,
mi rattrista tantissimo leggere che persone come lei diano così poca importanza alla natura, in questo caso agli alberi.
Quei quattro alberi, che non sono quattro ma molti di più e anche quasi secolari, svolgono un lavoro anche per lei...pensi un po'!!!!
Eh sì perché quattro alberi assorbono 3 TONNELLATE DI CO2!!!!!!!!! In cambio le regalano, e dico regalano ( io a lei farei pagare ), OSSIGENO!!!!!!
Ergo, il PRATONE è sacro, tutto è sacro: l'erba, gli alberi, la fauna stanziale che comprende volatili e ricci.
Mi dispiace per lei, provo pena, perchè preferisce un mondo grigio ad uno pieno di VITA!
Patrizia


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
24/10/2013 Laura
Scusi tanto, ma per quale motivo tutto questo accanimento e volontà di rimarcare la faccenda dell'aumento del valore delle case? M chi se ne frega! Ci abitiamo nelle nostre case, non facciamo speculazione edilizia!
Certamente un comitato che si costituisce per salvaguardare l'area del pratone ha a cuore "il sacro pratone"!!!
Ma lei l'ha poi capito che non è nel nostro interesse fermare i lavori per la metropolitana, che è ovvio che sia un'infrastruttura importante?
E' su altro che si è spostato il nostro sguardo, perché per questa volta la modalità dialogo OFF ha colpito noi che al pratone teniamo molto, ma se la prossima volta colpisse qualcosa che sta a cuore lei....non crede che si batterebbe con tutte le risorse che ha, fino all'ultimo colpo?
O forse ritiene che ci siano battaglie più giuste di altre e che per alcune si debba abbassare la testa e rassegnarsi pensando "tanto più nulla si può fare?"
Pensi se i nostri partigiani l'avessero pensata come lei...
Stia sereno e buona vita.
Laura


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
24/10/2013 precisiamo
LA metropolitana di Londra, ma lei ne ha una minima conoscenza? Ma sa di cosa parla, cerchi su internet qualche foto e vedrà come s è costruita la metropolitana di Londra a partire dal 1863. Altro che alberi, furono abbattute anche case! Ma di cosa parla? Hanno costruito villaggi nuovi vicino alle stazioni in periferia, altro che due alberi... invece di ribattere lei si è scavata al fossa.

Zona ben servita? Ma lei prende mai i mezzi? Secondo me no, perchè io vivo in zona 4 e vado spesso in zona 3 e 1 e tutto sta semplicità nella mobilità non la trovo, in nessuna ora, e a volte nemmeno la domenica.

il pratone? Qundi alla fine il succo della questone è il sacro pratone? Un terreno privato che il comune paga 80000 euro all'anno? Circoandato da 4 alberi? E che a fine lavori diventerà propabilmente pubblico, non più edificabile (come è ora) e allestito a giardino? Francamente se questo è il prezzo da pagare per 5 anni di cantiere, che ti portano la metro sotto casa, non vedo il problema. Difatti, qua sta il bello, il valore delle case (questo la urta vero?, la tocca nel profondo) aumenta pure... direi tutto benvenuto.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
23/10/2013 angela
Gentile Signor Precisiamo, vuole sapere cos'è per un comune cittadino il Pratone??? non è solo un luogo per defecazio cani ma è un luogo di vita. Non tutti possono permettersi week end nella casa di proprietà al mare o in montagna e molti non fanno neppure le vacanze allora godono del parco (unico della zona) dove vedi un po di verde e ti sembra di essere in vacanza, dove puoi stare al fresco sotto gli alberi centenari e dove i tuoi figli crescono correndo sull'erba in un luogo sicuro e non su un viale di cemento tra il traffico. Ho cresciuto due figlie, hanno giocato e socializzato. Ho anche cresciuto due cani che erano stati abbandonati e la piu' anziana ha 17 anni e, anche se è un cane......., mi spiace che dovrà morire defecando come dice lei sul marciapiedi sotto casa senza piu' fare la sua passeggiata al parco.Aggiungo che di notte sono Volontaria in Croce Rossa perchè credo alla solidarietà e regalo poco del mio tempo anche per chi sta peggio di noi. Non siamo fancazzisti che non hanno altro da fare se non portare i cani a defecare, facciamo i salti mortali per portare al parco i nostri figli, i nostri anziani e i nostri cani all'alba prima di andare al lavoro o nella pausa pranzo o di corsa dopo il lavoro. Caro Signor Precisiamo noi siamo anche così rispettosi dell'Amministrazione Comunale in cui crediamo e di cui ci fidiamo che avremmo potuto anche rinunciare al Pratone senza tutto questo dolore e amarezza se solo fossimo stati interpellati come cittadini per costruire un progetto comune alternativo. Nei Sistemi avanzati si è già capito che l'utenza del territorio è in grado di offrire proposte risolutive e persino gratuite. Invece a Milano, nel 2013, ci troviamo ancora a giudicare dati di fatto avvenuti improvvisamente, senza coinvolgimento dei cittadini senza capire che la forza del Comune non sono quel pugno di tecnici e politici eletti ma siamo tutti insieme (così mi pare di aver letto nel programma della giunta di Pisapia)http://www.pisapiaxmilano.com/wp-content/uploads/2011/04/programma-coalizione.pdf
consiglio di leggerlo soprattutto al punto 3.
Infine Signor Precisiamo faccia il suo lavoro e non si impicci del valore delle nostre case. Milano è già servita benissimo. La zona non ha problemi di viabilità ne di mezzi pubblici mentre purtroppo ne avrà per i prossimi dieci anni. Veda come è stata costruita la metropolitana di Londra. Non hanno mai distrutto viali ne parchi. I progetti sono stati fatti in grande non uno ogni dieci anni. Il progetto deve essere globale e soprattutto sotterraneo. Rifletta e parli con i cittadini prima di scrivere banalità. Cordialmente. Angela


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
23/10/2013 Laura
Rispondo all'utente che si firma "precisiamo" e che forse non è così convinto/a delle parole che usa visto che non ha nemmeno il coraggio di firmare.
Noi che abitiamo in zona (personalmente proprio di fianco al pratone) non abbiamo bisogno di andare a farci un giro per vedere il cantiere della M5 per capire quello che non ci piace.
Non è interessante sapere che in zona san Siro "gli alberi rimossi sono solo quelli nelle aree di stazione"...(SOLO?)
Contestiamo soprattutto il metodo che è stato utilizzato da QUESTA giunta, nella quale probabilmente molti di noi han creduto, a differenza della precedente dalla quale non ci si aspettava sicuramente una partecipazione da parte dei cittadini, ma che decideva nero su bianco come dovevano andare le cose punto e stop.
Mi spieghi poi dove ha recepito l'informazione che "la talpa" è il metodo che permette di salvaguardare il maggior numero di alberi se poi, proprio da dove scenderà la talpa tutti gli alberi saranno abbattuti, non sradicati e ripiantumati altrove, abbattuti, perché costerebbe troppo scavare un po' più in profondità per salvare degli alberi, ma per sforare magari di qualche mese (e guai poi a lamentarsi del ritardo) sui lavori, su quello no, non si risparmia.
trovo inoltre fuori luogo il riferimento al fatto che noi di zona si sia interessati solo al dove "far defecare" i cani...ai bambini, gli anziani e ai frequentatori di un'area ben più grande dello spazio riservato agli animali lei ci ha pensato? Noi si. e ne chiediamo uno in alternativa che sia simile per misura, forma e sicurezza.
Quanto poi al riferimento sull'improbabile aumento del valore delle nostre case lasci decidere a noi cosa farne, che su quelle almeno abbiamo ancora pieno potere di disposizione.
Ah, ho recentemente risposto via email ad una giornalista che scriveva quasi le sue stesse cose proprio citando il possibile aumento del valore immobiliare...sarà mica lei?


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
23/10/2013 AB
Gentile Signore, premetto che il suo contributo è gradito e ben accolto, salvo per il punto in cui sembra accusarci di falso. L'affermazione secondo cui in Germania, Austria e Svizzera c'è più rispetto per gli alberi non è del redattore ma di uno o più dei partecipanti all'Incontro in questione e da noi correttamente riportata. Anche se devo dire che a me personalmente non sono mancate esperienze dirette in questo senso.

Detto ciò vorrei farle notare che nessuno si è espresso contro la realizzazione della M4 in sé e tutti al contrario si augurano che sia realizzata nei tempi previsti. Tuttavia non potrà negare che un problema rispetto al mantenimento o meglio alla riqualificazione di quello che è uno degli assi alberati biù belli e importanti di Milano ci sia. E credo che possa anche convenire sul fatto che non sia stato affrontato nel modo partecipativo che sarebbe stato, ed è ancora, auspicabile e necessario.

Personalmente, avendo anche visto i piani (del 2008) sulla sistemazione dell'area, pur non essendo un tecnico, mi sento di condividere le peggiori preoccupazioni al riguardo. Gli dia un'occhiata anche lei e ci sappia dire.

In quanto all'Unten der Linden di Berlino non mi sembra che la semplice visione da google dica molto. Al contrario su wikipedia, tanto per far uso di questi strumenti molto "introduttivi" trovo che alcuni alberi furono abbattuti durante il nazismo. Legga anche lei:

"Nel 1935 alcuni dei tigli vennero abbattuti per rendere possibile la costruzione del tratto sotterraneo della S-Bahn; un abbattimento di tutti i tigli del viale risulta solo in opere letterarie. L'Unter den Linden divenne parte dell'asse est-ovest che conduceva ecc ecc."

Non banalizzi la questione, caro lettore. Non si tratta di far defecare i cani, ma di dare voce ai cittadini affinché possiamo tutti contribuire a realizzare un'idea di città alta, condivisibile e condivisa.

Cordialmente
AB


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
23/10/2013 precisiamo
Volete vedere cosa succede prima e dopo un cantiere simile a quello della MM4? non dovete sforzarvi poi molto, andate a vedere quelli della MM5. I cantieri della prima tratta sono stati aperti nel 2007 e chiusi nel 2013 con 6 mesi di ritardo. Soli 6 anni! non 20.
Gli altri sono stati aperti nel 2010 e chiuderanno nel 2015 max 2016. Se fate un giro in Viale Zara, Via Domodossola o in zona San Siro, vedrete che gli alberi rimossi sono solo quelli nelle aree di stazione. Quelli dove passano i tunnel sono ancora tutti lì, sanissimi.
La MM4 come la MM5 sono in conessione, concessione che parte quando aprono i cantieri, prima si finisce e prima si guadagna. E' una filosofia nuova il project financing che ha funzionato, in nessuna città al mondo si costruiscono 18 fermate di metro in 8 anni come accadrà per la Linea 5. NESSUNA.
E lo stesso si ripeterà per la MM4.

Poi affermare che in Germania e in Austria non si tagliano gli alberi quando si fanno le metrò è FALSO: andate su Bing o Google Earth, digitate Berlino Unter der Linden e vedrete i cantieri della U55 per i quali sono stati rimossi pure i famosi "Linden" (alberi) che danno il nome alla via. Poi Andate a Vienna a vedere i prolungamenti delle linee U1 e U5 e vedrete quante aree sterrate in mezzo a giardini alberati, dove ci sono i cantieri. Le stazioni si costruiscono dove c'è spazio e spesso in questi spazi ci sono alberi, la cosa è inevitabile. Il sistema a "talpa" è quello che protegge il maggior numero di alberi.

Se poi i problemi di Milano non riguardano il traffico e il trasporto pubblico ma solo lo spazio per far defecare i cani, allora avete ragione. Spero però, che per coerenza, darete alla Caritas il 20% in più che otterrete venendendo la vostra casa con una fermata della metrò accanto. Un po' di coerenza non guasta, è più preziosa del sacro suolo della Val Susa.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
23/10/2013 Emanuele
Nulla da dire, il peggio del peggio del partitismo, della prevaricazione amministrativa e burocratica lo stiamo vivendo in questo momento. Partecipazione? Non ci pensano nemmeno. In via Pannonia, dove abito, i cartelli con le scarne e mendaci informazioni sui lavori sono state appese alle 16.00 del giorno precedente all'inizio dei lavori, da una ragazza affannata e sudata che ci ha detto: "Ci hanno intimato di distribuirli dopo le 16.00 così la gente non ha il tempo di organizzarsi e protestare". Se questo è l'antipasto figuriamoci il resto. E poi: avete MAI visto un'opera del genere essere completata nei tempi previsti, con i ripristini promessi e i disagi minimizzati? Mai. Dapri ha ragione, ma non sarà come la val Susa, sarà peggio.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
23/10/2013 AB
Io però non mi rassegnerei a pensare solo ai pannicelli caldi. Va bene trovare soluzioni per le piccole cose, ma possiamo e dobbiamo mirere più in alto. Proviamo a mobilitare l'opinione pubblica per ottenere una vera salvaguardia del "raggio verde" Forlanini-Tricolore. Ricordiamoci che è forse il più importante e bello della città!


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
23/10/2013 Paolo Morandi
Riguardo all'ipotesi di spostamento dell'area cani in via Marescalchi (che poi è piazza Gerolamo), io non trovo l'idea sbagliata.
L'attraversamento è pericoloso? Pensate che lo fanno tutti i giorni centinaia di ragazzi che frequentano la Cova! Se questa è l'occasione per rendere sicura la piazza, allora ben venga! Purché ovviamente ciò avvenga e al più presto!
A proposito di quella piazza invito a leggere:
http://www.z3xmi.it/pagina.phtml?_id_articolo=3452-Strade-piu-sicure-una-delibera.html

Come dice Dapri: "mai nulla sarà come prima", allora cerchiamo di migliorare la città, partendo anche da piccole cose.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
23/10/2013 AB
Giusta osservazione. Ma ce ne sarebbero tante da fare. Il problema è che sembra sia giò stato deciso tutto.


Re: Di cosa parliamo quando parliamo di M4?
23/10/2013 diego
Nessuno parla di viale forlanini, un viale che ha ora la possibilità di essere riqualificato, ma che ad oggi pare essere una delle arterie più brutte e meno verdi della città, con baraccopoli e zone degradate ai lati.
nemmeno una parola viene spesa per collegare in modo degno il quartiere forlanini con il resto della città.


 
 Rispondi a questo messaggio
 Nome:
 Indirizzo email:
 Titolo:
Prevenzione Spam:
Per favore, reinserire il codice riportato nell'immagine.
Questo codice serve a bloccare i tentativi di inserimento automatici.
CAPTCHA - click right for audio Play Captcha