Un percorso verde: sogno o utopia

Concepito fon dal 1985, questo progetto di un grande parco continua ad incontrare mille ostacoli.
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ForlaniniBassaEvidentemente, il sogno è rimasto nel cuore, per oltre 12 anni consecutivi, di un buon numero di cittadini milanesi della zona 3 e 4. Il progetto del maggiore parco di Milano (e uno dei più grandi d’Europa) capace di connettere, in sequenza, Idroscalo, parco esposizioni di Novegro, parco Forlanini, fino al proseguimento della pista ciclabile protetta fino a Corso Plebisciti e forse Piazza tricolore.
Un circuito nel verde, in prevalenza agricolo, dove sono immersi tuttora i parchi, nel silenzio e nel vento. E ampio, e diramato fino al parco Lambro.
Questo progetto “percorso verde2, è del 2000, dodici anni fa, inizialmente concepito dal Greem (il gruppo degli ecologisti dell’Est Milano attivo dal 1985), poi formalizzato in proposta insieme a Italia Nostra e Politecnico-Archiettura di Milano, quindi convalidato da concorsi internazionali per la riqualificazione del Forlanini indetti dal Comune e dalla Provincia di Milano.
Tutto pronto per partire? Qualcuno lo credeva allora, il grande parco sembrava alle porte. E invece nulla, sulla carta gli esecutivi e le tabelle di marcia, in pratica nulla. Rinvii, silenzi e, nei retrobottega del decennio Albertini-Moratti, le tante piccole violazioni allo spirito del progetto. Il Forlanini assediato dai parcheggi, dancing, minigolf, campi di bocce, aree privatizzate varie.

E poi, nella scorsa primavera, la ciliegina (un po’ avvelenata) sulla torta. La scoperta che la Moratti, in barba al progetto di grande parco da lei stessa approvato, aveva concesso a fine mandato (sulla carta ancora, per fortuna) un lotto di ben 116.000 metri quadri di terreno agricolo per 19 anni a un canone ridicolo, tra il centro Saini e Via Taverna, alla Federazione italiana Golf per la costruzione di un green di addestramento. Terreno da decorticare, passare a prato controllato con diserbanti, pesticidi, sempreverde e infine ben recintato.
E piazzato proprio sopra quella “dorsale verde” anima del progetto Forlanini. Tutto all’opposto di quell’idea di natura e di agricoltura fruibile e dei sognatori del grande parco.
Di qui il loro ritorno. Con l’avvio di un comitato di cittadini di zona tre e quattro (comitato Grande Forlanini) che iniziava affiancandosi al consiglio di zona 4 per rifiutare l’ipotesi di altri 34mila metri quadri di ampliamento, cruciali per trasformare il progetto del “piccolo” campo scuola in un vero e proprio (e ben più profittevole) campo di golf.
Nel maggio scorso il comitato passava all’azione, indicendo un convegno sul futuro del Parco. Presente l’Assessore all’Urbanistica Lucia De Cesaris che definiva “una complicazione” la presenza del campo golf, promettendo una revisione della convenzione e, forse, persino un uso diverso per quell’area.
Questo a maggio. Oggi però il cantiere per il campo da golf sembra, da pochi giorni, partito. Ed è già in corso una raccolta di firme per fermarlo.

Ma i nuovi ostacoli sulla strada del grande Forlanini non finiscono qui. In giugno è partito il progetto per la quarta linea della metropolitana milanese, che collegherà l’aeroporto di Linate con la nuova stazione di Via Mezzofanti, nodo di interconnessione con la rete ferroviaria.
Tutto bene, opera necessaria per l’Expo 2015. E, in prospettiva anche di aumentare l’accessibilità al parco Forlanini. Il problema però sta negli otto ettari di campo base per il cantiere che costruirà la stazione e la linea. Secondo il progetto originale dell’Impregilo (la società incaricata dell’opera) dovrebbe essere collocato tra via Cavriana e la massicciata ferroviaria, dietro la chiesa di viale Argonne. Un’area agricola, pienamente parte del progetto del grande Forlanini, che invece per 6 anni verrà occupato da veicoli e container. Con una dubbia restituzione alla sua originale vocazione verde.
Di qui la proposta, avanzata dal comitato Grande Parco Forlanini e dal consiglio di zona 3 di usare, in alternativa, l’adiacente area (sterrata) della vecchia caserma Gavirate (la “polveriera” lungo viale Forlanini) oggi di proprietà della Valcomp 3. E in questi giorni è in corso una complessa trattativa su un possibile accordo per un affitto dell’area. E quindi la salvaguardia di una preziosa area agricola, porta d’ingresso del grande parco futuro.



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