Il nuovo regolamento del verde a Milano

"Equiparazione tra verde pubblico e privato. Partecipazione dei cittadini. Tutela degli alberi". Questi i punti salienti e le novità del regolamento comunale sulle aree verdi approvato alla fine di un percorso di condivisione con i 9 Municipi. Con questo articolo, primo di una serie, cerchiamo di capire come si prospetta il futuro per il verde della nostra città. ()

verdeL’ 11 dicembre 2017 con 30 voti favorevoli e 6 contrari, il Consiglio comunale ha approvato il nuovo Regolamento d'uso e tutela del verde pubblico e privato.
Contiene molti elementi innovativi per la tutela del verde, dal coinvolgimento diretto dei cittadini nella gestione delle aree pubbliche all'equiparazione tra verde pubblico e privato (perché anche quest’ultimo va inteso come "bene comune"), passando per la regolamentazione delle attività consentite nei parchi, in un'ottica di difesa del territorio, e le prescrizioni per la salvaguardia delle alberature.

”Abbiamo uno straordinario patrimonio -sottolinea l'assessore al Verde Pierfrancesco Maran - che va difeso e rispettato e che nei prossimi anni continuerà a crescere anche grazie alla collaborazione di tanti cittadini volenterosi. Con questo documento, frutto di un lungo e proficuo confronto fatto con Municipi, settori dell’Amministrazione comunale, associazioni, ordini professionali ed enti competenti in materia, potremo farlo al meglio".

Le regole non riguardano solo il fruitore, ma anche l’amministratore
Il regolamento contiene in effetti molti elementi innovativi per la tutela del verde pubblico e privato.
In primo luogo il concetto di tutela del verde pubblico e privato, all’interno di un regolamento comunale: per la prima volta le regole non riguarderanno più solo il fruitore, ma si rivolgeranno soprattutto al manutentore e all’Amministratore Pubblico, con norme chiare, regole inderogabili, modelli da seguire che sottolineeranno l’attenzione della città per il suo patrimonio verde e per il suo paesaggio, pensando alla sostenibilità della città di domani.

Confermati, nelle aree verdi pubbliche, i divieti di abbandonare rifiuti e mozziconi di sigaretta, danneggiare o rimuovere nidi e tane, nutrire animali selvatici, campeggiare, pernottare e accendere fuochi, utilizzare strumenti musicali senza rispettare la quiete pubblica. Confermato il divieto di fumo (e di introdurre cani) nelle aree gioco per bambini. Nelle aree adibite allo sport, vicino alle abitazioni, si potrà praticare attività sportiva fino alle 22 (primavera ed estate) o fino alle 20 (autunno e inverno). Divieto di introdurre animali in aree di primaria funzione ornamentale (aiuole, rotatorie etc), la “fauna presente” è tra gli elementi da prendere in considerazione nel valutare l’opportunità di nuove piantumazioni in una determinata località, insieme all’obbligo di segnalare eventuali insediamenti o discariche abusive in prossimità di aree agricole
I consiglieri comunali, con alcune modifiche al testo, hanno tra l’altro impegnato la giunta a realizzare aree gioco che siano fruibili anche ai bambini con disabilità o con ridotta mobilità. Inoltre hanno eliminato il divieto di esercitare il modellismo aereo a motore nelle aree verdi.

Il verde è bene comune
«Col nuovo regolamento - commenta Carlo Monguzzi, presidente della commissione sulle politiche ambientali - il verde diventa bene comune, anche quello privato, vuol dire cioè che chiunque voglia fare un intervento importante, tipo l’abbattimento di un albero, dovrà chiedere il parere consultivo degli esperti del Comune, che sapranno consigliare la soluzione migliore. Gli alberi nella nostra città sono un elemento di bellezza, di piacere, ma anche uno degli strumenti più importanti di contrasto allo smog».

Il documento è molto dettagliato: quasi cinquanta pagine che disciplinano il verde cittadino dai parchi più grandi fino alle aree cani, alle aiuole e alle fioriere o ai vasi posizionati sul suolo pubblico. Si definiscono le norme per la difesa di alberi e giardini della città: chi viene sorpreso a scavare, a raccogliere fiori o a gettare acqua sul prato rischia multe salate. Ma anche chi non esegue la manutenzione di un giardino condominiale, ad esempio. Sarà inoltre molto più complicato organizzare manifestazioni nei parchi monumentali, come i giardini Montanelli. Non solo, si punta anche sulla protezione e lo sviluppo della biodiversità con particolare attenzione alle piante autoctone.

Le aree di intervento
Nei sessanta articoli di cui è composto, suddivisi in sette aree di intervento, si definiscono anche le sanzioni per chi trasgredisce e si disciplinano le sponsorizzazioni e le attività commerciali. "Si tratta di una delibera importantissima", spiega Elena Grandi, la vicepresidente e assessora all'Ambiente del Municipio 1 che con Chiara Bisconti, la responsabile del Verde della giunta Pisapia, ha lavorato al testo. "Soprattutto ora che abbiamo un nuovo gestore che ha vinto un bando al ribasso e che conosce poco la città, avere a disposizione norme ben precise aiuterebbe molto".

Ecco una sintesi delle sette aree di intervento

1. Norme generali
Il Regolamento si applica alle aree a verde pubblico e al verde privato, in entrambi i casi con l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente dai danni che potrebbero derivare da uno scorretto e irresponsabile uso delle aree.

2. Coinvolgimento del cittadino nella gestione del verde pubblico e delle aree private
I cittadini possono contribuire alla gestione, riqualificazione e manutenzione di aree verdi comunali attraverso forme di collaborazione volontaria o sponsorizzazione. L’Amministrazione assegna inoltre in gestione particelle ortive ai cittadini, i cosiddetti orti urbani, mentre attraverso i giardini condivisi i milanesi possono prendersi cura delle aree verdi di prossimità anche attraverso progetti di natura sociale. I proprietari di aree verdi sono tenuti a provvedere al loro decoro, cura e manutenzione e hanno l’obbligo di provvedere alla manutenzione delle proprie piante e siepi affinché non invadano spazi di uso pubblico o altre proprietà, e non interferiscano con la circolazione stradale.

3. Tutela delle aree verdi pubbliche
L’Amministrazione garantisce la piena accessibilità e fruibilità di tutte le aree verdi alle persone con disabilità o ridotta mobilità. In tutte le aree verdi pubbliche, dove è vietato l’accesso ai veicoli a motore, il cittadino non deve con i suoi comportamenti causare danni al patrimonio vegetale. È vietato ad esempio lasciare rifiuti e mozziconi di sigaretta, rimuovere e danneggiare nidi degli uccelli e tane, appendere oggetti ad alberi e arbusti, versare sostanze inquinanti, nutrire gli animali selvatici, deturpare e rimuovere la segnaletica presente nelle aree verdi, campeggiare, bivaccare, pernottare e accendere fuochi.

4. Attività nelle aree verdi pubbliche
Il regolamento distingue tra aree ornamentali (aiuole, rotatorie, spartitraffico), dove l’accesso è consentito solo a chi si occupa di manutenzione; aree gioco, dove è vietato fumare e introdurre cani; aree attrezzate per lo sport, il cui utilizzo, nel caso di prossimità alle abitazioni, è consentito non oltre le 22 nel periodo primaverile-estivo e non oltre le 20 nel periodo autunno-invernale; aree cani, dove gli animali possono girare senza guinzaglio ma sotto la supervisione del proprietario, che è tenuto a raccoglierne le deiezioni. Le attività commerciali devono avere l’autorizzazione dell’Amministrazione e garantire il decoro e la pulizia dell’area circostante. Le manifestazioni sportive, spettacoli e attività di animazione, sono consentiti solo se autorizzati dall’Amministrazione e non devono prevedere l’uso di apparecchiature rumorose.

5. Tutela delle aree verdi e degli alberi di pregio storico, architettonico e ambientale nelle aree pubbliche e private
Ciascuna operazione di manutenzione, conservazione e restauro di aree verdi deve tenere conto di tutti gli elementi caratterizzanti il parco o il giardino storico in cui si opera. Per gli alberi monumentali, di pregio o meritevoli di particolare tutela è vietato l'abbattimento, sia se siti in luogo pubblico che privato, e qualsiasi intervento è soggetto ad autorizzazione comunale previo parere vincolante del Corpo Forestale dello Stato e può essere eseguito solo da ditte specializzate.

6. Interventi sul verde nelle aree pubbliche e private
In caso di nuove piantagioni si privilegiano le specie arboree autoctone o naturalizzate. Sono definite rigorose metodologie di intervento per le potature: asportazione di un massimo del 20% dell’apparato fogliare e rispetto della conformazione dell’albero. I tagli dovranno essere netti e rispettare la corteccia sulla parte residua, senza lasciare monconi. La potatura (anche di siepi) o l’abbattimento si effettua tenendo conto anche del periodo riproduttivo e di nidificazione degli uccelli e, di norma, tra il 1° ottobre e il 28 febbraio. Al di sopra di dimensioni stabilite, gli abbattimenti di alberi privati sono soggetti a autorizzazione degli uffici comunali. In caso di abbattimento concesso il richiedente dovrà piantare uno o più individui arborei, scegliendo prioritariamente esemplari appartenenti a specie autoctone o naturalizzate e di dimensioni tali da assicurare un rapido effetto paesaggistico. Qualora non sia possibile effettuare la compensazione all'interno dell'area dove è stato effettuato l’intervento questa potrà avvenire in altro luogo concordato con gli uffici comunali

7. Progettazione di aree verdi pubbliche e private
È indispensabile che le nuove realizzazioni vengano progettate considerando il loro inserimento nel sistema del verde urbano esistente. Il Settore Verde fornirà supporto, pareri o prescrizioni per interventi edilizi che comportino abbattimenti, trapianti o inserimenti di nuovi alberi. Il rapporto tra l’Amministrazione e gli agricoltori di aree coltivabili avviene attraverso la stipula di contratti e convenzioni. I conduttori devono garantire la cura, la pulizia e la fertilità del territorio e segnalare all’Amministrazione eventuali insediamenti abusivi o scarichi abusivi di rifiuti.
L’importo minimo e massimo delle sanzioni amministrative è definito per ogni violazione ai sensi dell’art. 16 della Legge 689/1981: si va da una forbice tra i 25 e i 150 euro (ad esempio in caso di interventi colturali sul verde pubblico senza autorizzazione comunale o accesso in area verde in cui è segnalato il divieto) ad una tra i 75 e i 450 euro (abbattimento di alberi senza autorizzazione o spargimento di sostanze nocive)


La seconda parte verrà pubblicata nella prossima News Letter


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Re: Il nuovo regolamento del verde a Milano
06/04/2018 Pierangelo Rovelli
Grazie Giorgio per il suo contributo. In realtà le norme non danno indicazioni su come realizzare gli spazi privati, ma su come proteggerli perché sono indirettamente usufruibili anche dai cittadini e contribuiscono direttamente a migliorare la qualità dell’ambiente cittadino. Inoltre le norme mirano a valorizzare e proteggere le grandi alberature, vere opere d’arte della natura.


Re: Il nuovo regolamento del verde a Milano
06/04/2018 Pierangelo Rovelli
Grazie sono indirettamente di riflesso usufruibili anche dai cittadini e che, invece, contribuiscono direttamente a migliorare la qualità dell’ambiente cittadino. Nonché valorizzare e proteggere le grandi alberature vere opere d’arte della natura.


Re: Il nuovo regolamento del verde a Milano
04/04/2018 GIORGIO
Come prevedibile e' stato approvato un regolamento di tipo dirigistico e assoggettato ad un ideologia ben conosciuta secondo cui la proprieta' e' privata solo per il prelievo fiscale, mentre il cittadino nel suo giardino non puo' disporre di nulla senza chedere permessi alla burokratia questa volta comunale.Aspettiamo altri 4 anni , le prossime elezioni , per vedere cancellate queste norme vessatorie.


 
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