La Quintino di Vona va in Europa

La scuola media, intitolata al martire antifascista, ha partecipato e vinto un bando con un progetto Erasmus+ dall'agenzia nazionale Indire e ha potuto organizzare uno scambio cuturale partecipato, con alunni, docenti, personale Ata, in alcuni paesi europei. ()
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Da tre anni la Preside della Quintino di Vona - scuola secondaria di primo grado - è la Professoressa Maria Chiara Grauso, a lei rivolgo alcune domande.

D) Preside, che caratteristiche presenta il suo Istituto?

R) La nostra è una scuola pubblica, laica, pluralista e inclusiva, si compone di 12 sezioni ed è caratterizzata da 6 percorsi/indirizzi che individuano altrettante curvature di approfondimento disciplinare:
l’ “Europa” per le lingue, il “Galileo” per la scienza, il “Leonardo” per i settori tecnologico-umanistico, l’“Ipazia” per la matematica, il “Pirandello” per il teatro, e il “Musicale” per la pratica strumentale.
Ogni classe, oltre agli impegni curricolari, lavora anche su progetti d’Istituto, sulla traccia di valori condivisi, quali: l’inclusione e l’intercultura, perché per noi la diversità è da sempre un valore aggiunto che si traduce in attenzione ed empatia verso gli altri. I progetti sono molto numerosi, ci si occupa di benessere, affettività, contrasto al bullismo e cyberbullismo, intercultura con la nostra orchestra multiculturale “Golfo Mistico”, riscoperta della nostra storia recente attraverso il progetto delle “Pietre d’inciampo” etc...

D) Quale idea l’ha indirizzata verso un impegnativo percorso e in quale modo è stato realizzato questo progetto Erasmus?

R) Erasmus+ è il programma della UE per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport; il bando vinto dalla scuola prevede un progetto lungo cinque anni.
I nostri indirizzi linguistici, ma anche tutti gli altri, hanno espresso molto interesse per questa opportunità e c’è stata grande partecipazione alla sua attuazione.
Gli obiettivi specifici della nostra progettualità Erasmus+ si inseriscono pienamente nelle finalità dell’dell'Agenda 20/30 su sostenibilità ed educazione “green”.

D) Come si è sviluppata la prima parte del progetto?

R) Quest’anno abbiamo realizzato la prima parte, siamo alla primissima esperienza. Utilizzando i fondi per la mobilità due gruppi di alunne/i sono partite/i, uno per Marsiglia e uno per Treviri. Anche il personale docente e Ata è partito, sia in accompagnamento agli alunni che in maniera autonoma, e ha potuto usufruire di aggiornamenti linguistici ed esperienze di job shadowing; le mete raggiunte sono state Helsinki, Dublino e Vienna, che è all’avanguardia nelle metodologie didattiche applicate alle discipline STEM (tecnologie, scienze, matematica).
Tutti gli alunni delle seconde e delle terze medie hanno potuto aderire al progetto Erasmus; la selezione interna è avvenuta secondo criteri di natura meritocratica, con un occhio anche alle condizioni socio-economiche degli interessati, nonché valutando la motivazione all’approfondimento delle discipline linguistiche.
Durante la settimana di soggiorno le/gli alunne/i sono state/i ospitate/i in ostello o in case private, mentre le/i docenti e il personale Ata hanno seguito corsi in lingua inglese per avvantaggiarsi nella comunicazione con i nostri numerosi ragazzi con background migratorio e hanno potuto osservare sul campo come si lavora nelle scuole di altri paesi (job shadowing).

D) Quale risultato e valutazione ha restituito questo confronto internazionale?

R) Tutti i partecipanti hanno dichiarato che l’esperienza è stata molto positiva e istruttiva.
Lunedì 27 maggio alle 16,45 avrà luogo la parte finale del progetto di quest’anno: l’evento di “Disseminazione”. Chi ha preso parte alla mobilità Erasmus+ presenterà le attività svolte e condividerà con la comunità educante il proprio vissuto: sia negli aspetti positivi che nelle criticità.
Poi già in luglio inizieremo a pensare come proseguire il progetto per l’a.s. 2024-2025.

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