A che punto siamo con la M4?

Ritardi sulle consegne, mancata condivisione dei progetti di ripristino, difficoltà nella vita del nostro quartiere a causa dei lavori, ma quando ne usciremo? ()
M4  5
Ieri, 15 marzo 2022, si è svolta una seduta congiunta delle Commissioni Comunali BILANCIO E PATRIMONIO IMMOBILIARE, MOBILITA AMBIENTE VERDE E ANIMALI e CONTROLLO ENTI PARTECIPATI, in presenza dell'Assessora Arianna Censi e di presidente (Alessandro Lamberti), amministratore delegato (Renato Aliberti) e RUP (Salvatore Barbara) di M4.
Tema delle seduta: lo stato di avanzamento ed i ritardi di consegna della M4.

Apertura della prima e seconda tratta

La prima tratta, Linate-Forlanini, che originariamente era stata ipotizzata addirittura per l'Expo, era prevista per la primavera del 2021. La tratta è stata interamente consegnata dalle imprese ed i tre treni sono fermi a Linate. Le ragioni addotte per la mancata apertura al pubblico sono state il calo del traffico aereo a Linate a causa della pandemia, ragion per cui è stato deciso che l'apertura sarà fatta assieme alla seconda tratta, Forlanini-Dateo.
Anche per questa seconda tratta c'è un ritardo nella consegna, prevista per questa primavera, e che è stata posticipata al 30 settembre.
Non è chiaro se per questa data è prevista la messa in esercizio della tratta o solo la consegna da parte della società M4 all'ente gestore e, quindi, ancora da sottoporre ai collaudi e all'autorizzazione ministeriale.

Completamento dell'intera opera

La consegna della terza tratta, Dateo-San Babila, è prevista per la primavera 2023. La consegna della quarta ed ultima tratta è prevista per l'autunno 2024 con un ritardo di 15 mesi rispetto al cronoprogramma originario.
Attualmente sono stati raggiunti il:
91% degli scavi
75% impianti tecnologici
80% posa binari
75% fornitura treni (15 consegnati)
46% telecomunicazione
80% espropri
90% spostamento sottoservizi
Entrambe le TBM (talpe) sono state già rimosse ed in autunno scorso un treno ha percorso l'intera tratta, anche se trainato da una locomotrice diesel.
Le ragioni addotte nel ritardo sono state principalmente la pandemia che ha, prima, fermato i lavori, poi rallentato a causa delle nuove disposizioni sul lavoro.
Altra ragione addotta è stato il ritrovamento delle antiche mura romane nella stazione Sant'Ambrogio, che ha comportato il loro spostamento in altra sede. Il ritardo nella stazione Sant'Ambrogio si è ripercosso sull'intera tratta in quanto, in quella sede, era prevista la centrale di distribuzione elettrica.

Per l'abbellimento delle stazioni è stato previsto il bando arte4, ma, come ormai è consuetudine, l'abbellimento è interamente a carico degli artisti, senza neanche un rimborso spese e materiali.

Gli interventi del pubblico

Non sono stati molti, ma, per la maggior parte, così come il mio, sono stati bollati come fuori argomento e quindi non sono stati degni di risposta. Quindi, di fatto, nessuna risposta sul mancato coinvolgimento della cittadinanza sul progetto di ripristino di viale Argonne, o della mancata considerazione delle obiezioni, di cui anche il Municipio si è fatto carico, riguardo alla viabilità di viale Argonne o del progetto del pratone.
L'unica risposta, che ci ha fatto rabbrividire, è stata del RUP il quale ha comunicato la nascita dei Laboratori urbani per il ripristino delle aree coinvolte dai lavori M4, ad esclusione della tratta Est (la nostra) perché la consegna ravvicinata ha impedito il coinvolgimento della cittadinanza.

Grande Parco Forlanini

Il progetto del Grande Parco Forlanini è fortemente dipendente dai lavori M4 in quanto dei pezzi fondamentali alla sua realizzazione sono attualmente occupati dai lavori. E proprio uno di questi punti è il sottopasso della ferrovia, coinvolto nel passaggio dello smerrino (terre di scavo). Su questo il RUP ha dichiarato che non è compito di M4 la sua apertura e che, quindi, dovremo aspettare il finanziamento da parte del Comune tramite i fondi del PNRR.

Considerazioni finali

Il forte ritardo dei lavori ha demolito uno dei capisaldi del project financing dell'opera e cioè la garanzia sulla consegna dei lavori, a causa del fatto che l'opera è finanziata dalle banche ed il maggior onere renderebbe insostenibile l'operazione. Eppure l'operazione fatta in project financing ha un costo enorme per la cittadinanza in quanto deve sostenere l'onere della gestione per il costo di gestione dell'impianto per altri 23 anni, così come mostrato nello schema a fianco.

Da sempre il Comitato Argonne-Susa chiede un maggior controllo da parte della politica, cosa che di fatto è sempre mancata proprio per non intralciare i cantieri. Tutto ciò però, a valle dei ritardi, è significato solo scaricare sulla cittadinanza l'onere. La chiusura per 7 anni dell'unica area verde della zona ha tolto ad una intera generazione lo spazio per il gioco ed è inammissibile che l'Assessora Censi nel suo intervento dica che hanno guardato alle nuove generazioni ed al loro futuro, perché non penso che sia stato fatto adeguatamente.

Sono state promesse nuove Commissioni per dare risposte alla cittadinanza, ma di commissioni ne sono state già fatte, ultima quella del 25 novembre sui cambi di mobilità nella zona. In quella Commissione avevo chiesto che il passaggio tra la corsia Nord e quella Sud di viale Argonne all'altezza di piazzale Susa fosse ripristinato a doppio senso di circolazione, contrariamente a quanto proposto dal piano che era solo nella direzione Nord->Sud. In mancanza della carreggiata Sud->Nord sarebbe fortemente penalizzato l'ingresso in via Giovanni da Milano e piazza Guardi obbligando chi proviene dal centro alla svolta in via Lomellina, già sovraccaricata dal restringimento della carreggiata. Questa considerazione è stata fatta sua anche dal Municipio, però i lavori sono praticamente terminati a carreggiata unica. Ciò dimostra la scarsa considerazione data ai cittadini ed alle istituzioni municipali.

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