Presentazione progetto ex Rizzoli a Crescenzago

Come in “Alice nel paese delle meraviglie” si è aperta una porta che immette in un mondo rovesciato, anzi diritto, dove il progetto è autentico Green. Crescenzago entra nel modello di periferia rigenerata con un progetto all'avanguardia in Europa. ()

Progetto ex rizzoli 2Meraviglie dell'apertura dell'uovo Fabergé in un quartiere che, negli ultimi anni ha subito progressive e costanti trasformazioni, in forza anche di un impegno del comitato di quartiere che è stato sempre attivo nel dialogo “partecipato” con le istituzioni del Municipio: dai primi incontri con la richiesta di regolare l'uso e il recupero degli orti urbani di via Rizzoli, alla bonifica delle sponde del Lambro e del fiume stesso grazie all'”Osservatorio Lambro lucente”, alla realizzazione del primo centro aggregativo del quartiere il “Centro donna” di via Narni, con la partecipazione di iniziative che rientrano in un progetto di HumanZone e, non ultimo, il mercato settimanale di vicinanza che sopperisce alla mancanza di negozi di prossimità.

Il progetto di riqualificazione dell'area ex Rizzoli – presenti Caterina Antola, presidente del Municipio 3, Giancarlo Tancredi, assessore alla Rigenerazione urbana del Comune, Vitali e Napoleone, ingegneri –, del complesso progettato dal grande architetto milanese Portaluppi recupererà solo la parte di maggiore valore artistico dell'edificio: lo scalone, che abbracciava, con le sue due rampe simmetriche, l'entrata della uffici e della tipografia.

Ormai Milano non è più la città industriale del dopoguerra; l'industria si è spostata all'esterno se non all'estero, Milano è diventata una città di terziario. Dal 1927, quando Crescenzago iniziava la sua trasformazione in spazio industriale - successivamente tagliato fuori dai servizi dalla costruzione della metropolitana e dalla via Palmanova -, diviene ora un quartiere verde all'avanguardia.

“Nascono nuove centralità, nuovi poli al di fuori dal centro città, delimitato dalla circonvallazione della 90/91 – spiega la docente ed ex assessore all'Urbanistica e edilizia, Verde e Arredo urbano del Municipio 3 Antonella Bruzzese – saranno il Rubattino con i laboratori della Scala, il teatro Munari di Maciachini, l'ex spazio Expo come centro scientifico a Roserio. Luoghi identitari di qualità urbana adeguata, verdi, che uniscono bellezza e architettura di luoghi iconici”.

Il progetto dell'area ex Rizzoli, che non prevede consumo di nuovo suolo, porta la firma di un famoso architetto giapponese Kengo Kuma, interprete di quella cultura del paesaggio e amore per la natura di cui il Giappone è patria.
Il suo progetto è una struttura che si apre a ventaglio, formando un anfiteatro di più piani orizzontali non sovrapposti, edifici che saranno realizzati tutti in legno, vetro e acciaio con giardini pensili “le terrazze biofiliche”, una serra con spazio didattico, che usufruirà di luce naturale, favorita dalla esposizione e dalle vetrate, a soddisfare il fabbisogno di chi vi lavorerà per ben il 92%, e che sarà integrata da pannelli fotovoltaici.
Il centro ospiterà uffici, servizi pubblici come supermercato, farmacia, banca, centro medico e negozi di vicinato, centri di co-working, sala riunioni, spazi aggregativi comuni per il quartiere, una piazza aperta, sedute a gradini, boulevard, sedute sulle colline della piazza.

Il progetto sarà un nuovo polo che riunirà gli esseri umani alla natura come un unico sistema vivente, secondo la teoria della biofilia di Hugh Patrick Brown e di Stefano Mancuso sulla fabbrica dell'aria tramite il suolo e le piante.

Il 95% dei materiali dell'abbattimento dell'edificio esistente saranno inoltre recuperati e reimmessi nel ciclo produttivo grazie all'uso di macchinari che separano i materiali, esempio di economia circolare.
L'uso di macchinari modernissimi consentirà di limitare al massimo la polvere e il rumore. Di questo è stato mostrato un esempio: una macchina che pareva un drago con denti d'acciaio divoranti le pareti come si vede nei fumetti fantascientifici. E' stato spiegato che la costruzione era talmente robusta, in quanto la soletta doveva sopportare il peso delle pesanti macchine tipografiche da 120 tonnellate, d'aver avuto bisogno di utilizzare un macchinario particolare per poterla demolire.
Il termine dei lavori è previsto per il 2024.


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Re: Presentazione progetto ex Rizzoli a Crescenzago
02/12/2021 jan
Lo studio di Kengo Kuma ha disegnato anche la sede del dipartimento di veterinaria a Lodi, Università degli Studi di Milano.


 
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