La scuola al tempo del Covid: dal voto alla valutazione descrittiva

Succede che un'esperienza negativa possa dare origine a un cambiamento positivo della scuola nella direzione della programmazione e progettazione didattica e non solo per l'istituto primario. Proprio le difficoltà della valutazione in tempo di DAD hanno portato a questa svolta. ()

Il  futuro dipende dal presente
Il Circolo PD Scuola Don Milani ha organizzato un nuovo incontro di esperti sul tema relativo all'ordinanza e alle linee guida emanate nel dicembre 2020 sulla “Valutazione formativa” rispetto alla valutazione numerica, ovvero il giudizio al posto del voto per i bambini della scuola primaria.

Sono intervenuti, tra gli altri, Loredana Leoni collaboratrice del gruppo che ha elaborato il decreto legge 62 legge 107 e Elisabetta Nigris dell'Università Bicocca.

Il lockdown della primavera scorsa aveva complicato la possibilità di valutazione nella scuola primaria e questo aveva fatto sorgere la necessità del superamento del voto e all'ammissione di tutti i bambini delle elementari all'anno successivo, lasciando alla scuola il compito di dimostrare perché le attività di recupero non avevano funzionato.

L'ordinanza Ministeriale 172 del 4 dicembre 2020 ha riportato infine alla valutazione descrittiva nella scuola dell'obbligo, in quanto l'emendamento ha potuto fare riferimento a una norma già in atto, ma non applicata. Il procedimento per la stesura delle linee guida è stato avviato alla fine dell'agosto e il decreto attuativo è del dicembre u.s.

La valutazione descrittiva era stata sostituita dalla valutazione numerica dalla Legge 169 del 6 agosto 2008 dall'allora Ministra dell'Istruzione Gelmini sotto l'egida di “un voto, un libro, un maestro” con tagli totali per 10 miliardi e 100 mila cattedre in meno (legge 133/2008)- era già aumentato il numero massimo di alunni per classe –, propugnando la meritocrazia e introducendo la politica liberista nella scuola.
E pensare che la scuola materna e primaria erano state il fiore all'occhiello della scuola italiana, studiate anche dall'estero!

La valutazione numerica è una metodologia fortemente classista, in quanto non considera l'elemento essenziale tra chi può essere seguito a casa dalla famiglia e chi no, tanto più in tempi di DAD. Chi abbandona la scuola, non completando il corso di studi, sono infatti i bambini più poveri. La scuola italiana risulta, in Europa, tra le meno inclusive e meno capace di recupero dei dislivelli di partenza.

La scuola dell'obbligo ha invece il compito – dettato dalla Costituzione - di rimuovere gli ostacoli e attivare i diritti di cittadinanza attiva, capace di evitare la subordinazione e la manipolazione. Valutazione formativa significa dare valore ad ognuno, poiché il modo in cui si valuta e si progetta determina il destino di un individuo. Non serve mettere in classifica e competizione i bambini.

Che cos'è la valutazione descrittiva? E' la scuola democratica che ci dice che cosa la scuola vuole: cosa pensa dei bambini, quale compito hanno gli insegnanti, è una scuola in cui i docenti si mettono in gioco ogni giorno, avendo in mente il benessere dei ragazzi e il loro successo scolastico. Il voto numerico non premia il merito, dichiara invece a quale famiglia appartieni, definisce l'idea di standard mettendo in classifica i bambini, i gruppi, le scuole.

I bambini dai 6 ai 10 anni devono sviluppare la propria personalità e l'insegnante deve chiarire le azioni per consentire l'acquisizioni delle competenze, ovvero quello che il bambino deve saper fare in ogni stadio del percorso scolastico, valutando per obiettivi del processo formativo : l'impegno con cui lavora, i progressi compiuti, l'autonomia nel lavoro, la capacità di relazionarsi. E questa è una valutazione progressiva, capace di implementare l'autostima di ognuno.

Nella scuola inclusiva la conoscenza è un diritto; in Italia il livello di inclusione è inferiore rispetto ad altri paesi, ma, nonostante i provvedimenti normativi, non si è mai voluto eliminare la riforma Gelmini, che non accompagna un processo, ma quantifica una situazione. La normativa del 4 dicembre è un'opportunità per aprire a una scuola inclusiva autentica.

Tuttavia alcuni insegnanti hanno patito un decreto, arrivato tardi, come un'imposizione. Gli esperti si sono offesi per una riforma di sistema che non è per l'emergenza. E tanti docenti si son sentiti massacrati dalle responsabilità già durante il primo Covid e temono un aggravio di lavoro o l'eliminazione del voto di condotta.

I docenti però possono decidere come lavorare nella scuola primaria: come utilizzare i dati e gli obiettivi, creare una valutazione e come spiegarla ai genitori, anche come trasformare i livelli in voti. E' la scuola dell'autonomia.
Nel decreto 62 sta scritto che le modalità di valutazione devono essere descritte all'interno del quadro valutativo. Lo strumento tuttavia non è neutro.

Il problema è capire cosa succede in classe, i livelli raggiunti. Servono in questo caso prove di verifiche standard, ma non per stigmatizzare i bambini, a cui non va consegnato il risultato, serve per correggere la programmazione o cercare i punti deboli della stessa. C'è necessità di una valutazione esterna per ogni alunno, per sapere a che punto si è e l'invalsi può essere utilizzato a questo scopo, ma non va comunicato il risultato al bambino.

Nelle scuole che hanno già utilizzato queste modalità, è stato comunicato ai genitori cosa significhi valutare per obiettivi, come si affrontano le strategie e i docenti hanno avuto colloqui di commento con i genitori, che non solo l'hanno gradito, ma anche spiegato ai bambini.

Come affrontare, da parte dei docenti, questo passaggio? Si parla di professionalità, di valutazione come mezzo, è quindi un rimando alla formazione e progettazione didattica.
Occorre rivedere i contratti e le retribuzioni degli insegnanti, le modalità di reclutamento e la loro formazione continua, le funzioni del collegio docenti, che deve dare coerenza e omogeneità ai processi.
Nel prossimo futuro si tratterà se estendere la valutazione per tutti gli ordini di scuola o per lo meno sino all'obbligo dei 16 anni.

Per approfondimenti: www.facebook.com/circolotematicopddonmilani/.


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