Città della salute, un bel progetto (a rischio)

Presentato all'istituto dei Tumori il progetto per la Città della Salute. Una struttura che riunisce Int e Besta in un complesso integrato. La tabella di marcia costruttiva partirà dal 2014 al 2018, con l'operatività piena. Tutto bene, salvo lo scetticismo sull'ambiente, altamente inquinato, dell'area Falck di Sesto San Giovanni. La promessa del comune sestese è di bonificare in un anno l'area per la città della Salute che però resterà immersa in un spazio enorme come prima, e con falde idriche non potabili.
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area falck 2

A prima vista, e nelle sue linee stilizzate, un progetto molto elegante, quello della futura città della Salute i cui lavori dovrebbero partire a Sesto San Giovanni dal 2014.

Una struttura (sulla carta) sviluppata da più di tre anni dagli ingegneri sanitari e architetti della Regione. Quattro grandi edifici quadrati allineati tra loro da assi attrezzati. Un mix studiato tra laboratori di ricerca, aree cliniche operative, sale operatorie, spazi di degenza, ambulatoriali e accoglienza. In orizzontale, data la disponibilità di spazi ampi per riunire l’Istituto di Tumori al Neurologico Calo Besta. E mantenere vicina la ricerca con la pratica clinica. Come è tradizione di questi istituti, che hanno sempre fatto di questa sinergia il loro punto di forza.

Tutto bene, e poche le osservazioni che la presentazione del progetto (per la prima volta in pubblico) ha ricevuto nel corso di un’apposita assemblea all’istituto dei Tumori indetta dalla sua direzione. Tecnicamente questo lavoro, di studio sanitario e di architettura, fatto fin dai tempi della costituzione del consorzio città della salute per l’area dell’ospedale Sacco pare ora pienamente recuperabile, osserva Giuseppe De Leo, presidente dell'Int. Il lungo parallelepipedo a quattro torri interconnesse può andare bene anche  per l’area Falck di Sesto San Giovanni. Peccato però non vi sia vicino un grande ospedale generale a cui appoggiarsi. Ma l’area di Via Alba – ha spiegato De Leo – richiedeva forti investimenti di raccordo di viabilità che il Comune non si è sentito di fare (circa un miliardo) e poi la scoperta delle forti esondazioni del torrente che taglia l’area prescelta hanno costretto ad abbandonare il progetto.

Storia passata, ora, dopo la scelta della Regione di procedere con l’area Falck di Sesto. Dove il Comune si è impegnato a fornire gratuitamente alla Regione i necessari 220mila metri quadri bonificati entro la fine del 2013, perché i lavori di costruzione (previo uno specifico bando) possano partire. E al 2018 la nuova sede dei due istituti possa iniziare le sue attività operative.

Unico problema, ben esposto da Pasquale Brunacci, coordinatore della rappresentanza sindacale dell’Int, è l'ambiente. Il problema non è il parallelepipedo, e le quattro torri a regola d’arte. Il problema è l’area Falck, un’estensione di 1,4 milioni di metri quadri su cui, per 150 anni filati, si è fatta siderurgia e industria pesante. Anche se verranno bonificati i 200mila metri quadri della Città della Salute sarà sempre un “quadratino” nel milione e passa che resterà come prima. E già oggi la prima falda idrica dell’area Falck (dai 13 ai venti metri sottoterra) viene considerata altamente inquinata (ulteriori studi più approfonditi sarebbero necessari). E L’insediamento del complesso ospedaliero, quindi, dovrebbe quantomeno chiarire i rischi ambientali reali a cui potrebbe andare incontro.

Anche la promessa di bonificare in dodici mesi l’area  per la Città della Salute non appare scontata. Esperienze passate nell’area Falck e limitrofe si sono rivelate molto più lunghe e problematiche che nelle previsioni.

Nonostante questo la Regione e le direzioni degli istituti vogliono procedere. Il vertice dell’Int ha annunciato un tavolo di lavoro interno aperto sul progetto. E l’interesse dell’Università a una futura riconversione di Amadeolabs. In più il vertice Int si è dichiarato aperto a discutere del futuro delle strutture esistenti in Città Studi, compresa l’interlocuzione con il Consiglio di Zona.

Resta però lo scetticismo dei resposabili sindacali dell’Istituto. Con fatti alla mano. Uno per tutti: l’esperienza dell’Università Statale alla Bicocca (anch’essa area industriale bonificata e poi costruita) dove oggi, in alcuni palazzi i piani inferiori sono tenuti chiusi, a causa dei miasmi che provengono dalle fondamenta.

Non sarebbe proprio il massimo per i degenti critici di due ospedali ad altissima specializzazione.

 

 

 



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Re: Città della salute, un bel progetto (a rischio)
04/11/2015 nicola
Milano, 04 11 2015

Buon pomeriggio, mia moglie, attualmente infermiera presso l'INT di via Venezian, sarà ovviamente interessata al trasferimento delle due strutture INT e Besta nella nuova sede di via Alba, ex area Falk.

Io però sono seriamente preoccupato per il discorso della bonifica del suolo e sul normale proseguio dei lavori, che a detta dei progettisti dovrebbero ottimizzare, al termine dell'opera, l'inserimento delle maestranze nella nuova struttura : potrei man mano venire informato sugli articoli specifici che appariranno sull'argomento?

Vi ringrazio e porgo cordiali saluti, Nicola.

( Cell 366 4353302 )


Re: Città della salute, un bel progetto (a rischio)
23/07/2012 Antonio Farago
Purtroppo quello che decidono le istituzioni deve andar bene sia per i dipendenti degli Istituti che ci lavorano sia ai cittadini in un area non bonificata mal servita e senza infrastrutture vicine . Purtroppo l' area in oggetto e controversia del ex Presidente Penati in questo modo tappano la bocca alla gente comune di dire la sua , chiaramente tutti i soliti interessi Politici e Personali. Nel nostro Paese la Democrazia esiste solo sulla carta. Ma spero che arrivi il momento di voltare pagina di questo schifo di Politica .


Re: Città della salute, un bel progetto (a rischio)
23/07/2012


 
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