Giacimenti Urbani

Nell’ultimo week end di novembre, in concomitanza con la settimana europea dei rifiuti, si è svolto presso la Cascina Cuccagna, un convegno volto a sensibilizzare consumatori, istituzioni e imprese su come trasformare in risorsa ciò che in genere è considerato semplice scarto.
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Un grande cartello spiega l'Economia Circolare.
“È un modello produttivo nel quale non esistono scarti ne' eccedenze, perché ogni scarto e eccedenza diviene materia prima per un nuovo processo di trasformazione.
Insieme alla bioeconomia e ad altre pratiche innovative costituisce una parte importante della transizione verso un'economia ecologica, ossia verso un modello industriale agricolo e di stili di vita volto a realizzare i due obiettivi più rilevanti che l'umanità si pone: da un lato contenere le pressioni ambientali dentro limiti di riparabilità/non irreversibilità del sistema Terra, dall'altro superare la lunga crisi economica globale offrendo lavoro e nuovo reddito. Dentro questi obiettivi l'economia circolare non vuol essere solo una somma di pratiche, quanto un nuovo paradigma produttivo capace di attraversare ogni attività umana. Per cambiare il pensiero, il lavoro e la relazione con l'ambiente.” 
(Massimiliano Lepratti – Economia e Sostenibilità).

Questa citazione è la sintesi perfetta dell'evento che ha avuto luogo alla Cascina Cuccagna con presentazioni di attività del territorio: ciclofficine, officine del riuso, con incontri e tavole rotonde.

Ogni angolo della Cascina era impegnato in laboratori e allestimenti di prodotti realizzati con materiali di recupero quali: abiti, tappi di sughero e plastica, materiali elettronici, scarti di lavorazione di vegetali e di fibre naturali, legno. C'erano esemplificazioni e laboratori didattici per adulti: sulla manutenzione della bicicletta, del PC, sulla stampante 3D, sul fare il sapone, sulla cucina verde, istruzioni per l'uso sul packaging, ma anche il “negozio tutto gratis”... e giochi per  bambini.

Alle tavole rotonde hanno partecipato docenti del Politecnico di Torino, assessori del Comune, esperti, professionisti e Associazioni: Legambiente, Coop Lombardia, Banco Alimentare …

All'incontro di sabato su “Il recupero dei materiali (edili e non) del sistema casa” si è ricordato che di recupero si può parlare sia per gli oggetti smarriti o rubati e non reclamati, che di rifiuti veri, ma che le norme sul recupero non facilitano sempre il riutilizzo, anche se il recupero ha già messo in moto attività economiche numerose e diffuse e non solo per plastica, carta o elettronica.

Non tutto è rigenerabile, possono esserci anche solo parti di materiali vari che vengono recuperate e riutilizzate. La normativa inoltre non aiuta. Nel settore edile manca la normativa che permette, per esempio, d'intervenire nella dismissione di stabili (recuperando infissi);  vi si potrebbe supplire con norme locali come a Vicenza dove si è ampliata l'autorizzazione per il recupero dei rifiuti che vengono trattati e immessi sul mercato con garanzie. Forse si prevede la possibile riduzione dell'IVA. Già negli anni '60 si parlava di elenchi di materiali meno inquinanti per un'ecologia industriale, ma interessi economici spesso prendono il sopravvento rispetto a ciò che sarebbe giusto fare.

Non tutto può essere recuperato perché potrebbe presentare rischi per la salute , ma con le conoscenze odierne è possibile creare elenchi di materiali a rischio e creare regole condivise rispetto alla sostenibilità. Le norme ci sono, ma bisogna conoscerle e saperle usare e imparare a dialogare con le lobby che producono prodotti nuovi, darsi da fare per vedere ciò che si può fare .

Il legno è il materiale che presenta maggiori criticità, perché può essere trattato con sostanze chimiche: le strutture in lamellare (usate anche all'Expo) sono fabbricate utilizzando collanti che non le rendono neppure idonee da ardere. Occorre invece progettare prevedendo il recupero virtuoso. Oggi è possibile utilizzare la tecnologia a secco che consente di smontare rivestimenti senza demolire, così l'idraulico può operare senza spaccare tutte le piastrelle o parquet. In Italia ogni anno si producono 394,6 milioni di piastrelle di cui 4 milioni diventano scarti.  Coordinando i lavori e utilizzando la tecnologia a secco si riducono i rifiuti. Così come si evita di demolire ripetutamente i marciapiedi utilizzando gli spazi già presenti per posare i cavi (fogne).

Le nuove tecnologie consentono la creazione di nuovi prodotti con l'uso di materiali naturali collaudati come il sughero. Oggi con il sughero si costruiscono pannelli e componenti isolanti, suole di scarpe, materiali sportivi come palle, racchette, kajak, tavole da surf e non solo tappi che pure vengono recuperati, triturati e compressi per ottenere pannelli.

Giacimenti Urbani – che ha curato l'allestimento di questo evento - è un'associazione composta sia da privati che da produttori del riuso. Presente da anni a “Fa la cosa giusta”, collabora con chi s'impegna a ridurre sprechi e rifiuti, come Banco Alimentare, Milano food policy, Amsa, Comune di Milano, Coop Lombardia e altri che ogni sera accantonano cibo prossimo alla scadenza per donarlo alle mense dei poveri, o cooperative di inserimento di persone svantaggiate, o piattaforme virtuali che utilizzano moneta virtuale.
L'associazione mette in rete i produttori del riuso: c'è chi produce borse per biciclette ricavate da teloni di camion, o il riuso creativo di abiti, o gioielli creati con materiali recuperati, con il fine sia del rispetto verso l'ambiente, che della creazione di occupazione nei laboratori di riparazioni.
Volendo allargare una rete eticamente condivisa, le difficoltà sono numerose,non solo perché ci si  muove con una normativa sui rifiuti restrittiva che penalizza la raccolta di materiali utili, ma anche col problema dello spazio per il materiale accumulato e la concorrenza dei grandi gestori che tollerano i  mercati paralleli finché sono piccoli e non interferiscono con i loro profitti.

Il prossimo appuntamento è previsto in primavera con la giornata europea della Terra.
 


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