Expo: un'analisi critica. Dentro, fuori, dentro e fuori

Le scelte rispetto a Expo 2015 uniscono e dividono i soggetti del cosiddetto Terzo Settore, o  no profit
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dentro fuori Expo
Dentro e fuori come metafora, ma anche no, anche stare concretamente dentro uno spazio fisico e un luogo-logo ben definiti, o non starci, o starci a metà: questa era l’intenzione di questo nuovo contributo alla riflessione, provare a leggere e comunicare con un’analisi necessariamente  un po’ schematica le scelte rispetto a Expo 2015 che uniscono e dividono i soggetti del cosiddetto Terzo Settore, o  no profit, che “operano e si collocano in determinati settori, ma non riconducibili al mercato del lavoro, né alle istituzioni statali….  Una realtà sociale, economica e culturale in continua evoluzione” (da Wikipedia).
Un mondo quindi già di per sé multiforme e polverizzato, in parte costituito da associazioni, e tra queste un buon numero di Ong (organizzazioni non governative) di cooperazione che hanno nel proprio DNA le tematiche di Expo, riduzione della povertà e delle disuguaglianze, cibo per tutti, sviluppo sostenibile.  

Sembrava possibile ricondurre all’interno di Cascina Triulza (sito già segnalato da z3xmilano in “Expo Sì, ma sociale”) le realtà che hanno scelto di condividere con Expo il logo, il sito web ufficiale e lo spazio fisico in cui operare, stare dentro quindi pur affermando una propria lettura dei contenuti; «tutti possiamo contribuire a un nuovo modello di sviluppo più equo e sostenibile» afferma in un’intervista Sergio Silvotti,  presidente della Fondazione Triulza «…Fondazione Triulza è un network partecipato dalle 63 principali reti del Terzo Settore italiane e internazionali che hanno deciso di impegnarsi in prima linea per ospitare e per garantire nel miglior modo possibile la partecipazione delle organizzazioni della Società Civile di tutto il mondo a Expo Milano 2015. Queste realtà vogliono che Cascina Triulza sia il luogo dove accreditare internazionalmente il contributo delle organizzazioni della Società Civile nell’affrontare, in ogni parte del mondo, i grandi problemi dell’umanità. Il nostro obiettivo è valorizzare le esperienze concrete di queste realtà e promuovere durante l’Esposizione Universale un confronto con il mondo delle imprese, della politica e delle istituzioni, ma anche con i cittadini, per dar vita a nuove alleanze e ad un nuovo modello di sviluppo più equo e sostenibile….
Expo Milano 2015 rappresenta una grande sfida per tutti, ma sarà anche un’importante opportunità per condividere contenuti e proposte per il futuro nell’ambito dell’alimentazione, della sostenibilità, dei diritti. Per le organizzazione della Società Civile che hanno dato via alla Fondazione, come per tutte quelle che partecipano al programma del Padiglione, il loro investimento di idee e di energie non terminerà il 31 di ottobre 2015: dopo la conclusione di Expo saranno insieme a impiegare il patrimonio di idee, relazioni, proposte che avranno saputo accumulare nell'organizzare e gestire Cascina Triulza….» 

Ma un’importante associazione come Slow Food ha fatto una scelta individuale, quindi ancora più ‘compromettente’, accettando la proposta di Expo di gestire il Parco della biodiversità, una superficie di 8.500 metri quadri dentro l’area espositiva. 
Al Salone del Gusto Terra Madre, appuntamento ormai tradizionale per Torino, dello scorso ottobre Slow Food aderiva anche al protocollo di Milano, spiegando in quell’occasione come « le visioni del futuro dell’alimentazione proprie di Slow Food e di Expo Milano 2015 potranno collaborare all’Esposizione Universale, creando una sinergia positiva tra Buono Pulito e Giusto, motto di Slow Food, e Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, tema dell’Evento.»

Sul versante del fuori Expo si pensava di incontrare Expo dei Popoli, un coordinamento di Ong, associazioni, reti della società civile italiana e internazionale impegnate nella realizzazione del Forum dei Popoli in programma per giugno alla Fabbrica del Vapore, spazio esterno a Expo.
Così ci racconta la scelta di aderire a questo coordinamento Stefano Lentati, della Ong Fratelli dell’Uomo: «… Per ora se n’è parlato più per gli scandali legati alle mazzette per i lavori e per le mancate occasioni di lavoro, ma Expo 2015 dovrebbe servire a trovare soluzioni per nutrire i quasi 10 miliardi di persone che vivranno sul nostro pianeta nel 2050.
In realtà sarà soprattutto un evento commerciale, tutti parleranno di cibo salubre, di stile di vita sano e della necessità di garantire la “sicurezza alimentare e la biodiversità per le future generazioni” ma è sempre più chiaro che Expo è manifestazione di un modello di sviluppo insostenibile. 
Si dichiara di voler nutrire il pianeta e poi si propaganda un sistema alimentare schiavo dell’agri-business e incapace di rispondere alla esigenze di sovranità alimentare, di equo accesso ad un’alimentazione di qualità, di rispetto per una madre terra sempre più bistrattata e che comincia a dare segni di una imminente ribellione.
Come sarà trattata la questione OGM nel padiglione del Brasile o degli Stati Uniti? forse i messaggi non saranno così coerenti e forse ci toccherà sentire che gli OGM sono la soluzione contro la fame del mondo.
Eppure e nonostante tutto ciò noi vorremmo che alla fine da questa grande fiera nascesse un’opinione pubblica più consapevole delle strategie necessarie e possibili per nutrire il pianeta, e 
per questo abbiamo aderito ad Expo dei Popoli: se Expo è sempre più insostenibile Expo dei Popoli è sempre più necessaria. 
Nutrire il pianeta? Qualche idea ce l’abbiamo anche noi  e ci viene dall’esperienza dei nostri partner di Africa e America latina, da sempre impegnati per la sovranità alimentare e per la difesa della terra e delle risorse naturali da un attacco sempre più indiscriminato alle loro terre in nome di discutibili progetti “di sviluppo”.
È ai nostri partner del sud del mondo che cercheremo di dare voce partecipando al percorso di Expo dei Popoli, che porterà a Milano oltre 150 delegati dall’intero pianeta in rappresentanza di reti attive sui temi della sovranità alimentare, della giustizia ambientale e dei diritti umani…»

Ma anche qui la vicenda è  più complessa, perché ad esempio Arci, una realtà associativa importante e diffusa sul territorio nazionale, è tra i promotori di Expo dei Popoli ma anche tra i soci di Fondazione Triulza, il dentro e fuori del nostro titolo; legittima la domanda di chiarezza, e rimandiamo alla prossima puntata la pubblicazione di un’intervista con Emanuele Patti, presidente di Arci regionale, che ci spiegherà i come e i perché di questa scelta. Patti comunque ci anticipa fin d’ora che non poche associazioni di Expo dei Popoli parteciperanno a iniziative dentro Cascina Triulza.
 
Proviamo a rivolgerci a Icei (Istituto Cooperazione Economica Internazionale), una ong medio-piccola che sembra aver fatto la scelta radicale di stare proprio fuori da Expo, sia da Cascina Triulza che da Expo dei Popoli.  A una domanda sul perchè di questa scelta così ci risponde il suo presidente,  Alfredo Somoza
«La scelta di ICEI è maturata nell'ambito del dibattito sorto ai tempi dell'attribuzione a Milano di Expo2015. Eravamo soddisfatti e interessati alla tematica dell'alimentazione, centrale per l'umanità, ma perplessi sulle modalità di gestione della candidatura e del pacchetto "Expo" che include opere non necessarie nè collegabili a Expo (TEM, Pedemontana), con impatti negativi sul territorio lombardo e il suo paesaggio rurale. Per questi motivi non ci siamo schierati contro a prescindere, né siamo entrati a fare parte del gruppo di associazioni del Terzo settore che hanno investito risorse in Expo in cambio spesso del proprio silenzio sugli aspetti critici…» 
Però aggiunge: «… Noi parteciperemo ad alcune attività in Expo, insieme a Coop Lombardia, portando l'esperienza maturata negli ultimi anni in Sri Lanka per quanto riguarda la risicoltura e la ricerca nel campo dei biofertilizzanti. Il nostro auspicio è che al netto degli aspetti di impatto negativo, Expo possa diventare un momento importante per dare voce a quel mondo rurale di piccoli soggetti che si impegnano quotidianamente nella lotta per rendere l'agricoltura sostenibile. Sarà dura visto che condivideremo lo spazio con i giganti dell'agroalimentare, ma pensiamo soprattutto a quanto potremo fare conoscere ai cittadini italiani e dei paesi che verranno a Milano cogliendo questa occasione unica…»

Quindi anche in questo caso sembra non si rinunci, comunque e con tutti i distinguo, a partecipare alla festa dal di dentro. Che sia la scelta migliore?

Fuori da ogni ambiguità, reale o presunta, ci sono solo i noexpo, che procedono con assemblee nazionali e appuntamenti di mobilitazione lungo un percorso netto di opposizione. In vista di un corteo studentesco internazionale che stanno organizzando per il 30 aprile dichiarano: «…Expo 2015, nutrire il pianeta energie per la vita, è il grande evento che devasta la nostra città e che si presenta come passerella per consolidare e intensificare i meccanismi di precarizzazione della vita e del mondo del lavoro, costringendo la nostra generazione a un non-futuro. Per noi opporsi a Expo significa opporsi a un modello socio-economico di sfruttamento sia della natura che dell’uomo, che fonda le proprie basi sul profitto di pochi a spese di tutti. Expo 2015 è una vetrina della nostra società e di tutte le contraddizioni che si porta dietro, dove sfruttatori e speculatori si venderanno al pubblico come promotori di modelli di sviluppo sostenibile e dove noi saremo ridotti al solo ruolo di spettatori inermi, senza alcuna possibilità di prender parola e di manifestarne il dissenso…

Nel frattempo è stato un tweet  del 1° aprile ad annunciare la “rivoluzione Expo” di Matteo Renzi: «Le multinazionali sono troppo invadenti. Come il Presidente Mattarella non sarò a Expo 2015 il 1Maggio», e  poi specifica: «Sarò a Milano, ma per il Forum di ExpodeiPopoli, dove hanno l’idea giusta per NutrireilPianeta».

Alla prossima altre più approfondite riflessioni…



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Re: Expo: un'analisi critica. Dentro, fuori, dentro e fuori
16/04/2015 Paolo Burgio
Già che siamo in tema di pesci d'aprile guardate questo che merita https://stopttipitalia.files.wordpress.com/2015/04/decastro_schulz.jpg
Aveva fatto esultare anche me in un primo momento. La speranza è l'ultima a morire.


Re: Expo: un'analisi critica. Dentro, fuori, dentro e fuori
15/04/2015 bianca dacomo annoni
mi assumo personalmente la responsabilità del 'pesce d'aprile' di Matteo Renzi che critica l'invadenza delle multinazionali ...L'articolo è stato mandato alla redazione quando il tweet era appena uscito, e nella grande ambiguità che caratterizza il panorama Expo il tweet, vero o falso come poi si è rivelato, era un'ipotesi interessante...


Re: Expo: un'analisi critica. Dentro, fuori, dentro e fuori
15/04/2015 Associazione MetroxMilano
Non posso credere che abbiate riportato il tweet falso di Renzi riportando anche la data "1° aprile" senza accorgervene!

Che ridere


 
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