Scuole aperte a Milano

La scuola è la più grande infrastruttura sociale del nostro Paese, ed è un bene comune. Anche a Milano, film, dibattiti e mercati bio nelle “scuole aperte”: da settembre, in Comune, un ufficio dedicato per coordinare spazi e iniziative. E intanto, le esperienze di istituti che hanno già aperto alla comunità.

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scuole aperte webTerminate le lezioni la scuola non chiude, anzi, diventa una grande infrastruttura sociale a servizio dei milanesi di tutte le età e per tutti: nonni, giovani, associazioni o imprese creative. Con il progetto “Scuole Aperte”, promosso dal Comune, gli spazi scolastici, nelle ore del giorno e negli altri giorni dell’anno non destinati alle lezioni, si aprono alla città: i cortili si trasformano in giardini pubblici o mercati a km zero, le biblioteche in centri di aggregazione, le aule in civic-center, le palestre in campus. E a settembre nascerà un vero e proprio ufficio che coordinerà, in sinergia con i Consigli di Zona, la gestione degli edifici scolastici e delle varie iniziative.

«Gli spazi scolastici da oggi si aprono alla città e possono rappresentare una ricchezza sociale enorme per tutti» ha dichiarato Chiara Bisconti, assessora al Benessere, Qualità della vita, Sport e Tempo libero. «Cercheremo di diffondere in tutta la città questa iniziativa, in coordinamento con i presidi e valutando le proposte che ci arrivano dal territorio».
«La nostra sfida è creare una rete che metta le scuole e il territorio in comunicazione. Sono già tante le scuole aperte alle iniziative della città e queste esperienze vanno valorizzate e condivise in modo che diventino patrimonio di tutti e uno stimolo di crescita sociale e culturale» ha detto Francesco Cappelli, assessore all’Educazione e Istruzione.

Il forum e le esperienze
Il comune ha sostenuto l'evento "Verso il Forum Nazionale delle Scuole Aperte”, organizzato lunedì 16 giugno dal mensile Vita, in collaborazione con il Comune di Milano, Anci e il Miur, presso l’Auditorium dell’Istituto G. Cardano, in via Natta 11 a Milano. Presenti anche Roberto Reggi, sottosegretario all’Istruzione, l’urbanista Stefano Boeri, Francesco de Sanctis, direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e Sabrina Gastaldi di ANCI.

Durante l'evento sono state presentate alcune esperienze di Scuole Aperte, e le azioni già messe in atto da parte di associazioni non profit e associazioni di genitori e studenti nelle grandi città come nei piccoli paesi, al Nord come al Sud: l’Istituto Cadorna di Milano, che era una scuola ghetto da cui gli italiani fuggivano e che ora è diventata un polo di eccellenza; la Di Donato di Roma, che fa scuola in Europa per il suo essere divenuta centro di coesione sociale per tutto il quartiere Esquilino. E poi ancora il Fermi di Mantova, che con le sue sole forze ha saputo trasformarsi in una scuola 3.0 all’avanguardia, che lavora gomito a gomito con il MIT di Boston. E anche il Comune di Milano, il primo in Italia ad aprire un ufficio Scuole Aperte, per diffondere queste esperienze e mettere in comune strumenti operativi concreti (un primo protocollo con CONI e CIP Lombardia, ANCI e Ufficio Scolastico Regionale per l'utilizzo delle palestre scolastiche è in via di definizione).  
Raccontare queste esperienze è stato il primo passo per far sapere che “si può fare” e per contagiare tante altre scuole. Creare una rete di scuole aperte servirà ad arricchirsi reciprocamente e a confrontarsi sulle soluzioni possibili per affrontare obiezioni, dubbi, problemi.  
Per partecipare al progetto “Scuole Aperte” si può scrivere a:
scuoleaperte@vita.it 
#scuoleaperte.
Per segnalare esperienze di Scuole Aperte nel Comune di Milano è stata creata l'email: sbqv.scuoleaperte@comune.milano.it



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milano, scuole aperte

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Re: Scuole aperte a Milano
19/06/2014 Emanuele Breveglieri
Solita memoria corta, dispiace.
La "menata" delle "Scuole Aperte" è stato un cavallo di battaglia "arancione" durante la campagna elettorale. Subito dopo la vittoria di Pisapia si è anche tenuto un mirabolante convegno nella scuola "Nolli Arquati" che annovera tra i suoi insegnanti Paolo Limonta(definito "braccio destro del sindaco Pisapia"), L'arch Boeri(allora Assessore alla Cultura), svariati invitati, stampa, strombazzamenti, articoli, dichiarazioni roboanti. Correva il 2012 (http://www.z3xmi.i/pagina.phtml?_id_articolo=1001-Scuole-aperte-discorso-aperto!.html), due anni e tre mesi dopo, nella stessa scuola che ha visto lo sfavillante convegno, non si è visto un bel niente, nonostante, negli anni, di proposte ne fossero state fatte parecchie(da parte di associazioni, privati, asd sportive). Non solo. Nello stesso plesso è un'impresa titanica organizzare, una, dicasi, una, riunione di una qualsiasi delle associazioni genitori per problemi di sicurezza, di assegnazione delle chiavi, indisponibilità del personale ATA, problemi di pulizia, possibili attacchi marziani, invasioni di locuste, terremoti, inondazioni. Quindi: a chi la raccontate? Non c'è, prima di tutto, la volontà di aprire le scuole al territorio, e, in seconda battuta, le forze per organizzarle(le aperture) infine le risorse economiche per sostenerle dove sono? Quindi piantatela di raccontare balle, il tempo che scorre e le scuole che RESTANO chiuse stanno a dimostrare l'ennesimo fallimento. Bacioni.


 
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