Bici a Milano e in Zona 3: nuove prospettive?

Presentato il 24 settembre scorso il “Piano per la mobilità ciclistica 2011 -2016”: il Comune conferma i 75 chilometri di nuove piste ciclabili già messi in cantiere dalla Giunta Moratti, ma ne prevede anche altri 100 per un costo previsto di 30 milioni di euro. Spunti di riflessione sul tema, con elogio della bicicletta. 

()

volata

Ci avete mai pensato? Milano sarebbe una città quasi perfetta per l’uso della bici: è tutta in piano, non è troppo grande ed è anche molto bella, se solo avessimo il tempo e la possibilità di accorgercene!
L’unica controindicazione, diciamo “naturale”, potrebbe essere la pioggia, che cade per oltre 100 giorni all’anno (e meno male, perché fino ad ora è stata uno dei pochi aiuti che abbiamo avuto contro lo smog!).
Senza tener conto di questo inizio autunno fin troppo soleggiato, di solito le giornate in cui la pioggia impedisce davvero l’uso delle due ruote sono molto meno di cento e per lo più sono concentrate in tre o quattro mesi. Una volta presa l’abitudine, andare in bicicletta è gradevole e salutare in tutte le stagioni.
O meglio, lo sarebbe se non fossimo costretti a respirare aria inquinata e a rischiare la pelle a ogni incrocio! Si, perché chiunque usa le due ruote, sa fin troppo bene quanto poco bike frendly sia la nostra città.

Certo, negli ultimi anni è stato introdotto il bike sharing e qualche pezzetto di pista ciclabile qua e là si è visto. Ma è davvero troppo poco per valorizzare il mezzo di trasporto più ecologico e salutare che sia mai stato inventato!
Nella nostra zona ad esempio, come in quasi tutte salvo naturalmente la centrale Zona 1, dove la Giunta precedente li ha concentrati, non c’è un solo parcheggio di BikeMi, il servizio di bici pubbliche lanciato nel 2008.   

E l’unica pista ciclabile di Zona 3 è quella che dal parco Forlanini arriva a piazzale Dateo. Buona cosa, meglio di niente, certo… Ma già nel tratto Susa - Dateo più che di una pista ciclabile sarebbe più realistico parlare di una trincea assediata da mucchi di automobili che usano la corsia, debolmente segnalata da due righe bianche, come area di manovra per parcheggi caotici e irregolari.
E guai a suonare il campanello! Rischi pure di prenderti delle parole non proprio gentili. La pista, a un tratto, svanisce nel nulla in corrispondenza degli ingressi del Passante, e i ciclisti sono costretti a esibirsi in numeri di equilibrismo: due curve a gomito prima per scendere dal marciapiede, un cordolo di dubbia utilità da evitare e poi… reimmettersi nella viabilità ordinaria, senza peraltro alcuna protezione.
Chi usa la bici sa bene che occorre ben altro, per la città e per la nostra zona, in particolare.
Ci sarebbe bisogno di una rete organica di piste ciclabili protette e ben segnalate in modo da rendere possibile e concretamente praticabile un’alternativa all’auto privata.
E perché mai non estendere il bike sharing anche da queste parti? Vorremmo vedere parcheggi di biciclette comunali alla stazione di Lambrate e in corrispondenza delle fermate della Metropolitana in Piola e Loreto. Magari anche in piazza Leonardo, davanti al Politecnico. Quanti, tra pendolari e gli studenti che arrivano quotidianamente nella nostra zona, non apprezzerebbero il servizio? Bene, non sono che idee e suggerimenti che provengono dall’esperienza concreta di chi vive in Zona 3.

 E’ comunque molto incoraggiante constatare come la nuova amministrazione sembri davvero sensibile al tema e progetti interventi concreti. Nel “Piano per la mobilità ciclistica 2011 -2016” presentato il 24 settembre in Comune non solo vengono confermati i 75 chilometri di nuove piste ciclabili già messi in cantiere dalla Giunta Moratti, ma se ne aggiungono altri 100 per un costo previsto di 30 milioni, 6 milioni all’anno fino al 2016, con la definizione di criteri operativi per favorire la mobilità ciclistica verso luoghi di lavoro e centri di studio.
Stando alle dichiarazioni dell’Assessore Maran, i fondi per questi investimenti - ed è importante sottolinearlo - arriveranno dalle entrate che il Comune prevede di ricavare dalla conferma e dall’estensione dell’Ecopass.
Siamo finalmente di fronte a un vero cambio di logica e di strategie? I fatti lo dimostreranno. Ma è importante che fin d’ora tutti i cittadini sensibili al tema sostengano questa prospettiva e la rafforzino con l’apporto di idee, proposte e segnalazioni.
Adalberto Belfiore


Tags:
bicicletta, bike sharing, piste ciclabili, viabilità

Commenta

Re: Bici a Milano e in Zona 3: nuove prospettive?
11/12/2011 angelo caroli
Riguardo interventi a basso costo sulla ciclabile Argonne - Indipendenza segnata come tale sulla mappa distribuita in questi giorni dal comune: in corso Indipendenza la pista esiste ma non è segnalata in nessun modo, sono stati fatti da poco 2 attraversamenti protetti anche questi non segnalati; corso plebisciti è un'avventura, la pista viene usata dalle auto per accedere al parcheggio selvaggio anche perchè lato strada sono stati fatti ben 2 cordoli; per tutti va fatta una sensibilizzazione per far capire anche ai pedoni che le piste ciclabili sono "riservate"


 
 Rispondi a questo messaggio
 Nome:
 Indirizzo email:
 Titolo:
Prevenzione Spam:
Per favore, reinserire il codice riportato nell'immagine.
Questo codice serve a bloccare i tentativi di inserimento automatici.
CAPTCHA - click right for audio Play Captcha