Un viaggio negli anni ’70 di via Apollodoro insieme a un ex-occupante

Nel 1977 un gruppo di militanti dell’allora sinistra extraparlamentare occupò una delle palazzine di via Apollodoro, credo fosse inverno. Il motivo era la ricerca di spazi per aggregare i giovani della zona e delle scuole della zona tra cui l’attuale Gramsci, Donatelli, Virgilio, Brer, Haiech… La palazzina era disabitata e non utilizzata dall’Aler, posta di fronte al CAD (somministrazione di metadone a ex tossici).
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via Apollodoro

L’occupazione iniziò con naturalmente la pulizia e la verniciatura della palazzina, mentre qualcuno comunque dormiva lì dentro.

Il quartiere non fece particolari problemi, né ci furono lamentele, le uniche difficoltà erano date dai tossici, che erano parecchi, e dagli spacciatori, perlopiù legati ai gruppi fascisti.

Il collettivo giovanile aderiva al coordinamento cittadino dei collettivi giovanili ed era uno dei pochi esempi di coabitazione delle diverse anime della sinistra extraparlamentare di allora (Avanguardia operaia, Lotta Continua, MLS, Autonomia operaia, anarchici ecc). Il numero delle persone cresceva sempre di più e si allargava il bacino di utenza.

L’attività non era programmata ma spontanea, dal cazzeggio alla lotta all’eroina, alle attività antifasciste, la zona infatti era particolarmente “nera”.

Le assemblee venivano convocate sporadicamente, per prendere decisioni importanti e non avviammo nessun contatto con nessun livello istituzionale: quello era lo spirito dell’epoca.

Facemmo una festa in piazza Ferravilla, non ricordo se di uno o due giorni, che grazie alla musica aveva l’obbiettivo di farci conoscere dal quartiere.

Qualcuno di noi partecipò al Convegno di Bologna dell’estate 1977.

Io ed altri andammo in vacanza insieme in campeggio in Sicilia, dove il coordinamento cittadino dei collettivi giovanili aveva organizzato un raduno. Nei mesi successivi alcuni dei primi occupanti, che erano i più anziani, ricominciarono nell’uso di eroina con conseguenti “scazzi ” e diatribe.

Lentamente il rapporto tra le persone si allentò, finché ognuno tornò nei propri quartieri e nelle scuole, mentre purtroppo qualcuno morì di overdose….

Devo dire che però i legami che allora si crearono tra noi sono rimasti nonostante siano passati più di 30 anni…

Una l’analogia con l’attuale occupazione del Collettivo Lambretta: quella di creare spazi di aggregazione. Molte di più le differenze: la programmazione di iniziative, le relazioni che avete intrapreso con il quartiere e il CDZ e l’autorganizzazione non erano nel nostro DNA.

State facendo quello che avremmo dovuto fare noi in passato: vi state muovendo bene, ampliate l’azione coinvolgendo da settembre le scuole della zona.

Fabrizio Draghi


Pubblicato originariamente su milanoinmovimento.com


Tags:
collettivo Lambretta, via Apollodoro

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