Sostanzialmente la riunione si è occupata
esclusivamente della presentazione e della discussione del progetto
“Insieme nel quartiere” emanato dall’Unità centrale Vigili di Quartiere
che è operativo dall’inizio di aprile.
L’argomento è coerente con la nuova materia trattata dalla commissione “Lavoro” che è la Sicurezza
Alla
riunione era presente anche un vigile facente parte del Coordinamento
Vigili di Quartiere di Zona Tre, il sig. Boisi in conformità con il
fatto che nel progetto è prevista una collaborazione fra il gruppo
Vigili di quartiere ed il Consiglio di Zona tre.
I
vigili di quartiere secondo il progetto si propongono di considerare il
cittadino al centro del proprio lavoro, non limitandosi a fornire una
risposta ad una richiesta, ma costruendo una sinergia attraverso
contatti continui, finalizzati all’ascolto, alla fiducia, al
coinvolgimento e alla restituzione del lavoro svolto.
Nel
progetto ci si propone di passare da un modello di intervento re-attivo
centrato sulle emergenze ad un modello pro-attivo centrato su
conoscenza del territorio e interazione con gli abitanti con il
seguente metodo di attuazione: Coinvolgere e valorizzare chi vive nel
quartiere, dare visibilità alle azioni, operare in rete con i servizi
del territorio e il volontariato.
Punto
forte del progetto sta nell’istituzione dei centri di ascolto previsti
in diversi quartieri della città ( più propriamente zone). Sono 350 i
vigili di quartiere distribuiti in 83 quartieri. I vigili di quartiere
operano abitualmente in coppia su due turni dal lunedì al venerdì dalle
ore 7.30 alle ore 19.30. Nella Zona tre i quartieri presidiati sono
sette ( Zona Buenos Aires, Bocconi, Gorini, Città Studi, Via Porpora,
Zona Lambrate e zona Parco Lambro.
Nel
dibattito che ne è seguito dopo la presentazione del progetto, le
osservazioni che hanno prevalso hanno riguardato i punti di ascolto che
dovrebbero essere più numerosi e anche condotti su mezzi mobili per
coprire meglio il territorio.
Sara
Rossin (PD) ha osservato che i punti di ascolto sono molto richiesti e
si dovrebbero prevedere anche presso scuole, centri anziani ecc.
affinchè i cittadini si sentano più assistiti.
Monzio
Compagnoni (PD) propone un monitoraggio dell’attività e una riunione
trimestrale per il punto della situazione e per i miglioramenti del
servizio.
Adalberto Muzio (PD) considera importante promuovere questo servizio e considera la possibilità di fare qualche cosa di più.
Ancona
Andrea (Lega) afferma che non c’è nulla di nuovo. Ad esempio nei
mercati scoperti i vigili sono già presenti. Poi polemizza con i vigili
dichiarando che non fanno il loro dovere. Quindi osserva che in piazza
Udine ci sono ambulanti clandestini nei confronti dei quali sono cinque
anni che non sono multati.
Nota.
Sarebbe opportuno redigere un volantino e propagandare questo servizio
per entrare in modo rilevante in questa rete di relazioni sinergiche
fra cittadini, vigili di quartiere e istituzioni e per mettere in
evidenza come sia cambiato profondamente il modo di concepire la
sicurezza non più in termini repressivi e rivolta alle situazioni di
emergenza ma per una sicurezza urbana partecipata e costruita nella
quotidianità in modo collettivo.
In allegato la presentazione del progetto "Vigili di Quartiere"