Il Consiglio Straordinario del 19 settembre 2023 sulla mobilità

Si è svolto mercoledì 19 settembre in via Sansovino 9, sede del Municipio 3, un incontro con l’assessora comunale alla mobilità Arianna Censi. Riflessioni a caldo. ()
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Non partecipavo alle riunioni in Municipio 3 da tempo e mi ha colpito la presenza di tante persone. Gli interventi hanno riguardato argomenti assai sentiti, il traffico auto, le piste ciclabili , la manutenzione stradale, la pedonalizzazione di alcune vie, e pure lo stato di abbandono e degrado di piazze e vie della zona. Non ho registrato la seduta, spero che qualcun altro lo abbia fatto e che sia possibile, per chi lo desidera, prenderne visione e venire a conoscenza delle istanze presentate all’assessora Censi.

Mi interessa però, più che il resoconto degli argomenti, riportare alcune considerazioni di ordine generale. Intanto una questione di lessico e non solo. La cittadinanza ha potuto partecipare ad un Consiglio Straordinario di Municipio presenziato dall’assessora comunale alla mobilità, la quale accompagnata dai funzionari dei vari dipartimenti dell’assessorato ha ascoltato una lunga serie di interventi. Non si trattava di un’Assemblea Municipale. Infatti un’assemblea presuppone che vengano poste in discussione soluzioni alle problematiche della zona, dopo essere passate in Consiglio di Municipio, problematiche su cui la cittadinanza è stata preventivamente informata, su cui ha avuto modo di confrontarsi di fronte alle apposite Commissioni (mobilità, urbanistica, sicurezza, ecc) che in Municipio avrebbero il compito di esaminare e discutere le varie questioni in ballo e su cui poi dovrebbero esser adottate decisioni, esecutive per quanto riguarda poteri delegati al Municipio, o di indirizzo, per quanto riguarda poteri dell’amministrazione centrale.

Niente di tutto questo può avvenire. Ai Municipi, sin da quando sono stati costituiti, sono state progressivamente tolte gran parte delle deleghe che ne costituivano la ragion d’essere e consentivano di prendere delibere in una sede più opportuna di quella comunale, valutate e discusse tra la cittadinanza direttamente interessata e l’organo amministrativo locale. Al contrario il Comune ha attuato una politica di accentramento amministrativo sempre più spinto, ai Municipi non spetta ormai alcun potere decisionale, nemmeno sulle aiuole dei giardinetti per dire; quando va bene si danno pareri consultivi, di cui l’amministrazione comunale può anche non tener conto. Dei nuovi progetti di edificazione che vengono approvati dal Comune non si saprà alcunchè in Municipio, le notizie arriveranno dai giornali o dalla propaganda commerciale degli operatori immobiliari.

Tutto viene deciso altrove e la cittadinanza scopre che viene distrutto un parco cittadino, che viene demolito un edificio, che viene chiusa al traffico una via di accesso ad un quartiere dai cartelli di inizio lavori. I problemi del vivere cittadino che vedono i pedoni contro i ciclisti, i ciclisti contro gli automobilisti, i gestori dei locali pubblici contro i residenti, non potranno essere risolti democraticamente se in Consiglio Municipale non si potranno prendere decisioni in merito . E' solo con l’ascolto, la valutazione e il confronto che si possono porre le basi per una soluzione civile. La sede per questo confronto dovrebbe essere il Consiglio, per ciò era stato creato.

Non mi meraviglia quindi che mercoledì sera abbia avuto l’impressione di trovarmi di fronte a due schieramenti opposti, da una parte le cittadine e cittadini (con una preponderante presenza femminile) e dall’altra l’assessora e i tecnici comunali.

Nonostante tutto credo che l’unica risposta possibile a questa situazione, all’origine del disagio e disaffezione verso la politica, sia da trovare ancora nella “politica”, intesa come partecipazione dei cittadini alla vita della “polis”, e di questo, mi sembra, ne hanno dato testimonianza tutti i presenti mercoledì sera in via Sansovino. Bisogna creare le condizioni per fare in modo che la partecipazione, e quindi la democrazia, avvenga dal basso, cominciando dal basso forse si potrebbe invertire la deriva in atto da ormai lungo tempo, e questo spetta a chi governa; spetta ai cittadini rispondere, se vengono messi in condizione di farlo. Peccato che gli strumenti adatti esistano, ma non si voglia utilizzarli.

Bisogna cominciare a ridare ai Municipi le prerogative che avevano, per cui furono creati, ridare senso all’amministrazione locale, quella che vive a contatto con i bisogni dei cittadini, che deve essere in grado di dare risposte concrete in prima persona e non tramite funzionari tecnici, che deve rendere protagonisti gli amministratori locali di fronte alla cittadinanza di cui hanno assunto la rappresentanza, è una elementare questione di democrazia.

Ma non è stato fatto, né dalle ultime amministrazioni di destra, né da quelle cosiddette di sinistra, rivelando una unità di intenti nello svuotare la rappresentanza politica a livello locale del tutto preoccupante. I cittadini non devono interferire troppo con chi amministra.

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Re: Il Consiglio Straordinario del 19 settembre 2023 sulla mobilità
21/09/2023 PAOLA BRUNETTI
Grazie per il resoconto. Ho partecipato anche io ed ho avuto la stessa sensazione che hai descritto in modo così semplice ma esaustivo!


 
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