La scuola dell'emergenza sanitaria nella zona 3

Con la seconda ondata Covid diventa necessario allargare lo sguardo alla situazione complessiva delle scuole in Municipio 3. L'abbiamo fatto in questa intervista alla presidente della commissione Educazione del Consiglio di Municipio, Manuela Sammarco. ()

ritorno a scuola sulla lavagna 23 2148224204Gli istituti scolastici pubblici della nostra zona sono circa una trentina, in totale quanti bambini e giovani frequentano i complessi scolastici del Municipio 3?

Sono più di 26.000 tra unità educative, istituti comprensivi e scuole del secondo ciclo, scuole statali e paritarie. Noi ci basiamo sui dati del diritto allo studio dello scorso anno, ma sono numeri in possesso delle scuole.

Durante l'estate avete provveduto a risanare alcuni edifici scolastici, ci sono ancora criticità?

Se per 'risanare' intende sanificare, igienizzare, quello è un compito che spetta alle scuole, che hanno ricevuto fondi specifici dal Ministero per operare in questa direzione.
Se invece intende ristrutturare, con riferimento solo agli istituti del primo ciclo, cioè quelli di competenza comunale per quel che riguarda l’edilizia scolastica, le dirò che ogni estate si procede a opere di manutenzione straordinaria. Purtroppo le operazioni di quest’anno hanno risentito dei rallentamenti dovuti al primo blocco delle attività risalente alla scorsa primavera, come ha riferito in commissione a luglio l’assessore comunale competente, Paolo Limonta.
In ogni caso, proprio grazie allo sforzo dell’Assessorato all’Edilizia scolastica, alcuni lavori sono stati conclusi, come quelli dell’istituto di via Crescenzago, che hanno consentito di liberare spazi importanti per la ripresa delle attività dell’anno scolastico nell’istituto di via Feltre, che ospitava alcune classi in via provvisoria. Per quel che riguarda la manutenzione ordinaria, altri lavori sono stati portati a termine per adeguare le strutture delle scuole che ospitavano centri estivi alle richieste delle normative anti-Covid, come riferito in una commissione a settembre da Meregalli, nostro referente municipale per la manutenzione ordinaria.

Ci sono dati circa la dispersione scolastica presente, esiste una strategia di contrasto nei nostri istituti o ognuno agisce autonomamente? È plausibile il timore di regressione sociale (la ministra Azzolina ha dichiarato che se i ragazzi non frequentano la scuola, li troviamo per strada)?

Il Municipio non dispone di dati relativi alla dispersione scolastica, ma senz’altro il contrasto a questo triste fenomeno è un obiettivo presente nella nostra azione di di supporto ai progetti che molti istituti autonomamente mettono in atto ogni anno. Esistono poi reti di aiuto allo studio, nelle scuole, tra le associazioni e nelle parrocchie; inoltre nel nostro territorio la lotta alla povertà educativa è uno degli obiettivi della rete QuBi da noi sostenuta. Un altro grande supporto arriva anche dal nostro Centro di aggregazione giovanile di via Pini.
La dispersione si combatte anche con l’azione quotidiana a scuola, con progetti che favoriscano l’orientamento per i percorsi scolastici e nei confronti del mondo del lavoro, per questo sosteniamo alcuni progetti di 'percorsi' per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO, ex alternanza scuola-lavoro), come quello che vede la collaborazione del Municipio 3 con l’Istituto Caterina da Siena per la realizzazione della grafica di alcuni eventi municipali.
Quanto più la scuola funziona nella sua attività quotidiana, tanto minore sarà il rischio di trovare i ragazzi "per strada", come dice lei.

Ci sono dati sull'integrazione scolastica di alunni stranieri? Mi sembra che i NAI (nuovi arrivi per ricongiungimento, che non conoscono la lingua e vengono inseriti nelle scuole) siano in diminuzione.

Noi monitoriamo la presenza dei ragazzi di origine straniera nelle nostre scuole, soprattutto NAI, perché a loro destiniamo attenzione all’interno delle linee d’indirizzo per i fondi del diritto allo studio, e osserviamo che le scuole del nostro territorio sono sensibili e attive nell’integrazione.

Quanti plessi hanno un medico scolastico (ho letto nel sito del liceo Volta che hanno stipulato un contratto con un medico)?

Non disponiamo di questo dato. Se lei parla del medico competente, destinato al personale scolastico, quello dovrebbero averlo tutte le scuole. Ma non si tratta di un medico per gli studenti, che non è presente nei nostri istituti.

Sono previsti problemi rispetto alla preparazione scolastica? Lo scorso anno scolastico si era concluso con la promozione di tutti o quasi, se non erro.

Io voglio essere fiduciosa sia per la durata di questa chiusura, che per ora riguarda solo le scuole superiori, sia per gli effetti della didattica a distanza, che non potrà mai sostituire la didattica in presenza, ma almeno in questa fase aiuta gli studenti più grandi ad avere assicurato il diritto allo studio in un momento di emergenza (che speriamo duri poco). Un altro discorso va fatto per i più piccini, infatti spero che non vengano presi provvedimenti drastici al riguardo nell’ultimo DPCM. Confido poi molto nella professionalità di noi docenti e soprattutto nella grande passione con cui affrontiamo questo lavoro in ogni situazione (mi perdoni l’attaccamento alla maglia, essendo io stessa insegnante): il nostro obiettivo è proprio quello di non lasciare indietro nessuno.
Mi permetta però di sottolineare che il successo formativo di un ragazzo non si può ridurre alla sua promozione alla classe successiva. Inoltre, i tassi di bocciatura sono in calo da tempo, indipendentemente dalle misure estreme dello scorso sfortunato anno scolastico.

In che modo sono stati aiutati i discenti di condizioni economiche più disagiate? Sono stati forniti loro gli strumenti tecnologici per la didattica a distanza?

Gli interventi al riguardo sono stati per fortuna numerosi: il Ministero dell’Istruzione ha destinato fondi specifici per le dotazioni informatiche degli studenti bisognosi, anche la Regione ha fornito tablet, il Comune ha aperto una raccolta da parte di privati per donare notebook alle scuole del primo ciclo.
Come Municipio 3 abbiamo monitorato il fabbisogno delle scuole e attivato un progetto di raccolta di device.


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