Dateci voce

In Italia ci sono donne eccellenti in ogni campo, dalla scienza all’economia, ma sono praticamente escluse dai momenti in cui si prendono le decisioni che segneranno il futuro del Paese. In una lettera indirizzata a Conte e al Governo, la neonata associazione #DATECIVOCE chiede che le donne trovino adeguata rappresentanza nei centri di decisione pubblica e politica. ()

datecivoceFase 2. Bisogna ricostruire il Paese.

"Occorrerà affrontare enormi problemi economici, sociali, culturali, ci sarà bisogno di risollevare una popolazione disorientata, preoccupata, insicura". Ci vorrà "il coraggio di sradicare i vecchi meccanismi di riferimento, di avere uno sguardo nuovo nei confronti della scienza, della salute, della economia, della cultura e della sostenibilità".

Un’adeguata presenza femminile tra i protagonisti politici e scientifici della crisi sarà essenziale.
Non esiste momento storico migliore per farlo.

Ma ancora una volta parrebbe che i nostri politici non si dimentichino mai di essere maschi. Nonostante l’impegno profuso da dottoresse, infermiere, ricercatrici, farmaciste, insegnanti, operaie, addette ai servizi pubblici essenziali, nei posti di comando rimangono sempre loro, gli uomini.

Nella task force istituita da Borrelli il 5 febbraio, sette componenti su sette erano uomini. Non va meglio ora: nella task force prevista per la fase due, ci sono quattro donne su diciassette componenti (neanche il 20%).

La ripartenza dovrà avere 'cura' del Paese, e avere uno sguardo nuovo nei confronti della scienza, della salute, dell’economia, della cultura, ma chi se non le donne ha dimostrato per secoli di poter aver 'cura' del prossimo? Il fatto di non aver sostenuto una rappresentanza femminile, almeno paritaria, nei centri di decisione pubblica e collettiva denota l’arretratezza di questo Paese.

Secondo la lettera firmata da moltissime donne della neonata associazione #DATECIVOCE non è solo un problema di un mancato riconoscimento del patrimonio di competenze femminili, ma è anche una mancata rappresentazione della nostra Italia. Possibile, si chiedono le illustri firmatarie, che non si siano trovate donne, tra economiste, giuriste, dottoresse, scienziate, da convocare al tavolo per decidere le sorti del Paese? Unica iniziativa è stata quella della ministra delle pari opportunità e famiglia, che ha nominato una task force. “Donne per un nuovo Rinascimento” si chiama, la cui Presidente è niente meno che la Presidente del CERN, Fabiola Gianotti. Ci sono poi tra le altre: Lella Golfo, Enrica Majo, Ersilia Vaudo, Crisiana Collu, Floriana Cerniglia.

Eppure in sette paesi governati da donne l’emergenza è stata affrontata meglio. Sono: Islanda, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Nuova Zelanda e Taiwan, Germania. Probabilmente grazie ad una migliore comunicazione istituzionale, ma anche per una migliore organizzazione dei poliambulatori sul territorio. Che dire poi di Jacinta Arden (Nuova Zelanda) che ha tagliato del 20% gli stipendi del governo per i prossimi sei mesi per aiutare il suo Paese nella fase 2? Forse a noi può apparire solo fantascienza.


La lettera è stata pubblicata qui

Vi abbiamo dato ascolto, ora #datecivoce

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AGGIORNAMENTO DEL 4 MAGGIO

Abbiamo il piacere di informarvi che in giornata il primo ministro Conte ha dichiarato: "Oggi stesso chiamerò Colao per comunicargli l'intenzione di integrare il comitato di esperti che dirige attraverso il coinvolgimento di donne le cui professionalità - sono certo - saranno di decisivo aiuto al Paese (...). Allo stesso modo, nelle prossime ore chiederò al capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, di integrare il Comitato tecnico-scientifico con un'adeguata presenza femminile". Meglio tardi che mai ma è un peccato che le donne una volta di più abbiano dovuto chiedere ciò che dovrebbe essere ormai assodato!

Maggiori dettagli qui, dove si parla anche dell'iniziativa di #DATECIVOCE.



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