Una soluzione che riqualifica ma non... risolve

Presentato pubblicamente il progetto per la riqualificazione di una parte di via Benedetto Marcello, l'area tra le vie Scarlatti e Vitruvio, dove aumenteranno gli alberi ma resteranno il parcheggio, anche se non più irregolare, e i due mercati del martedì e del sabato, dopo un completo riordino.
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Comune Milano   Progetto Benedetto Marcello
Con una procedura inusuale e non del tutto logica, la scorsa settimana al Consiglio di Municipio 3 è stato finalmente presentato in forma ufficiale, e con grande partecipazione di cittadini, associazioni e gruppi social del quartiere interessato, il progetto dei lavori di riqualificazione in via Benedetto Marcello. Per la precisione, si tratta di quella sorta di terra di nessuno tra le vie Scarlatti e Vitruvio che dovrebbe essere un'area verde, mentre di fatto cinque giorni alla settimana è un parcheggio irregolare e gli altri due, martedì e sabato, una parte dei mercati settimanali scoperti.

Abbiamo detto procedura inusuale e non del tutto logica, in quanto il progetto era già stato anticipato ampiamente anche se ufficiosamente o in riunioni ristrette, ma soprattutto perché i lavori sono già in corso dal mese di agosto con previsione di terminare entro novembre! In ogni caso, Comune e Municipio 3 hanno deciso di presentarlo pubblicamente dopo le numerose sollecitazioni arrivate da più parti e l'occasione è stata una riunione delle commissioni congiunte di municipio Attività produttive e Partecipazione, e Territorio e Affari istituzionali il 9 settembre, presente il Comune in grande stile con gli assessori Pierfrancesco Maran (Urbanistica) e Cristina Tajani (Commercio), accompagnati da diversi dirigenti e funzionari, mentre non è intervenuto Marco Granelli, a capo del terzo assessorato coinvolto nel progetto, quello a Mobilità e Lavori pubblici.

Cosa prevede il progetto? Vediamolo in estrema sintesi con l'aiuto visivo della tavola complessiva presentata dall'assessore Maran e qui pubblicata:
  • il completamento dei quattro filari alberati esistenti (19 nuovi alberi in aggiunta ai 48 esistenti);
  • la protezione dei percorsi pedonali e l'eliminazione delle barriere architettoniche;
  • il rifacimento della pavimentazione in asfalto e il riassetto dei cordoli dell'area del parterre (per intenderci quella del parcheggio e dei mercati);
  • l'installazione di un nuovo impianto di illuminazione e di nuovi semafori;
  • la realizzazione di nuovi attraversamenti pedonali in corrispondenza di via Vitruvio e la sistemazione di quelli preesistenti all'altezza di via Scarlatti;
  • la messa in regola del parcheggio e dei quattro passi carrai che ne permettono l'accesso;
  • un nuovo schema distributivo del mercato.
Il costo totale dei lavori, suddivisi in due lotti, è di 450mila euro, poco più della metà degli oltre 890mila euro ottenuti dal Comune a seguito della convenzione con la cooperativa che costruì il parcheggio sotterraneo tra le vie Scarlatti e Petrella, risorse che dovevano essere destinate all'area di via Benedetto Marcello ma si erano perse nelle pieghe del bilancio municipale. E gli altri 440mila euro saranno anch'essi recuperati? L'assessore Maran ha confermato l'intenzione della Giunta di sanare questa stortura, aumentando anzi l'importo a un 1 milione di euro per un secondo intervento di riqualificazione nella stessa via e in quelle limitrofe, il cui contenuto e i cui tempi sono però ancora tutti da vedere.

Dalle parole dei due assessori emerge chiaramente che questa Giunta non intende cogliere l'occasione per un intervento più radicale, che riporti il parterre del parcheggio/mercato esclusivamente ad area verde, come dovrebbe essere secondo la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, il Corpo forestale dello Stato (per la cronaca, i lavori attualmente in corso non richiedono l'autorizzazione di questi due enti, ma ne è stato comunque richiesto il parere) e il Consiglio di Zona 3, che varie volte negli anni ha deliberato in tal senso. L'eliminazione del parcheggio ora abusivo e la ricollocazione dei due mercati al di fuori del parterre, approfittando della circostanza per sistemare anche la questione di via Mercadante dove le bancarelle erano state sistemate in via provvisoria, non sono state del tutto escluse ma non sono per ora all'ordine del giorno.

La strada prescelta - e ci si chiede davvero perché - è quella più semplice di una riqualificazione, regolamentando la sosta nei giorni di uso a parcheggio e contenendo l'impatto dei due mercati del martedì e del sabato. Per questi l'assessora Tajani conta molto su una progressiva diminuzione del numero degli ambulanti, grazie al fatto di non riassegnare le postazioni che via via si libereranno per abbandoni fisiologici dell'attività, revoche delle concessioni per morosità o altre irregolarità, e mancati rinnovi delle stesse alla scadenza del 2020 qualora ne sussistano i presupposti. Difficile quindi pensare a un secondo intervento sul parterre in tempi brevi, che significherebbe vanificare una parte dei lavori attuali e delle risorse ad essi destinati.

Resta da commentare la qualità del confronto con la cittadinanza, che possiamo definire liturgico e formale, a cominciare dai tempi limitati concessi per gli interventi del pubblico e le risposte dei rappresentanti delle istituzioni locali alle molte domande fatte e questioni sollevate. A fronte di un ampio coinvolgimento di cittadini, associazioni e gruppi social del quartiere, che come detto hanno affollato la riunione, il dialogo è stato così ridotto e ben poco sostanziale, vuoi perché i lavori sono ormai in corso, vuoi perché c'erano già state consultazioni e interlocuzioni in precedenza, ma non con tutti i soggetti interessati e comunque di varia profondità e livello di coinvolgimento.

Non sarà un caso infatti che le rappresentanti della pagina social di Facebook "Salviamo Benedetto Marcello", nata da poche settimane ma forte già di quasi 2300 followers e una raccolta di firme, nei loro interventi abbiano lamentato una diversità di trattamento tra residenti, informati a progetto definito e lavori praticamente cantierizzati, e commercianti, consultati ampiamente e preventivamente (come, aggiungiamo noi, alcune storiche associazioni di quartiere). Viene così da chiedersi se non si sia persa un'altra e bella occasione per attuare un processo partecipativo vero e proprio su una questione complessa, ma proprio per questo significativa e tale da far maturare l'attitudine alla partecipazione sia delle istituzioni locali che della cittadinanza. Non resta che sperare nell'annunciata seconda fase di riqualificazione del quartiere e in un modo diverso di concepirla e progettarla. È chiedere troppo?


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