Uomini di un altro tempo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il ricordo di un uomo semplice che merita una segnalazione, non per coltivare la nostalgia ma perché ci invita a proteggere il paesaggio agricolo del nostro territorio. ()

Copia di P1040039
Solo ieri ho saputo della morte di Daniele Invernizzi. Un evento naturale per un ultra novantenne. Gli ultimi mesi passati alla Castellini di Melegnano. Uno come lui: fiero, burbero...un rapace in gabbia che finalmente ha ripreso il volo. Era come una vecchia quercia. Il viso segnato come una corteccia da una vita passata nei suoi campi insieme ai fratelli e ai salariati nella conduzione della cascina di Zivido con i terreni dei Brivio che giungevano fino al Lambro.

Uno degli ultimi agricoltori del secolo scorso, quelli che si trovavano tutti i giovedì e la domenica al mercato agricolo di Melegnano. Ricordo le sue marcite e le bovine che allevava, come del resto si faceva nella mia famiglia. Una vita solo per la terra. Venivano dalla Valsassina insieme al padre e lo zio con poche mucche e si sono stabiliti in questa parte della valle del Lambro avviando un'azienda florida in cui si producevano anche gli stracchini fino alla prima metà del novecento. Poi negli anni ottanta è iniziato il declino, la conversione delle marcite in campi a mais, poi la chiusura dell'allevamento, l'invecchiamento, la mancanza di qualcuno che prendesse il testimone.

Una storia come tante, purtroppo e per molteplici fattori (riduzione del prezzo del latte, età avanzata degli agricoltori, mole di lavoro richiesto…). E’ stato il destino di molte aziende agricole della zona che poco alla volta hanno abbandonato gli allevamenti per orientarsi alle monoculture. Alcuni pensano che sia stato un bene, si sono ridotte le deiezioni animali che sono inquinanti. Io non ne sono convinta. E' cambiato il paesaggio agricolo. I campi si impoveriscono perché al letame si è sostituita la concimazione chimica. Con la riduzione delle stalle sono spariti marcite, prati a fieno e l'habitat ideale per le nostre amiche dell'estate, le rondini che ci sono ancora, ma in numero visibilmente ridotto.

Credo che a quello che già da anni intende fare il Parco Agricolo Sud Milano cioè tutelare il verde agricolo, vada affiancata una maggiore consapevolezza dell'importanza di mantenere il paesaggio agricolo e le stalle attive per poter avere ancora prati a fieno e rondini nei cieli.
Ho recentemente sentito che in Germania sono riconosciuti un marchio e finanziamenti per chi alleva le vacche con il 75% di erba e fieno e che sono favoriti allevamenti meno intensivi che prevedono gli animali al pascolo. Possiamo fare qualcosa perché succeda anche nella nostra campagna?

Elisabetta Viganò


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