Cosa succede a Città Studi? Secondo aggiornamento 2019

Mentre stanno procedendo gli incontri tra Comune, Regione, Università e Arexpo per definire un Accordo di Programma in vista del progettato trasferimento delle facoltà scientifiche della Statale da Città Studi all’area Rho-Expo e dell’Istituto dei Tumori e del Neurologico Besta a Sesto S. Giovanni restano irrisolti molti dubbi e perplessità. ()

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Da un recentissimo comunicato della rappresentanza Sindacale Unitaria dell’Università Statale veniamo a conoscenza della situazione che riguarda lo stato attuale del procedimento messo in atto per attuare il trasferimento delle facoltà scientifiche.
A breve, in attesa delle conclusioni dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) dovrebbe venir pubblicato il bando per l’assegnazione della concessione in project financing misto pubblico-privato del nuovo Campus a Rho-Expo, sulla base delle delibere assunte dal CdA dell’università sotto la guida dell' ex-rettore Vago (l’unica novità sarebbe la permanenza a Città Studi delle facoltà di informatica, matematica e, forse, fisica-ndr).

Restano forti perplessità sulla sostenibilità economico-finanziaria della concessione. Da una tabella pubblicata dalla rappresentanza sindacale si rileva che a fronte di un impegno complessivo di circa un miliardo di euro per tutta la durata della concessione, 27 anni, risulta coperto solo il 37 % di questo ammontare. Restano da reperire quindi oltre 600 milioni di euro. Una gran parte deriverebbe dall’annullamento dei costi di gestione e manutenzione delle strutture di Città Studi e dalla alienazione di parte di queste e di altre di proprietà dell’Ateneo.

Le perplessità, in mancanza di un quadro economico-finanziario consolidato, almeno per una buona parte dell’intervento, crescono se si considera che, oltre al prevedibile incremento dei costi, un progetto complesso e a lunga scadenza come questo può presentare altre incognite, di cui non si è tenuto in debito conto e che già si possono intravedere in relazione all’inquinamento delle aree scelte e alla mancanza di collegamenti in grado di assicurare una mobilità sostenibile.

La rappresentanza sindacale non manca di rilevare come il vicino Politecnico abbia dato il via a cospicui investimenti, proprio a Città Studi, solo dopo aver reperito la maggior parte dei fondi necessari . Viene ribadito, dopo aver espresso i propri timori e perplessità per il futuro dell’Ateneo, l’impegno a mantener viva l’attenzione pubblica sullo sviluppo futuro degli avvenimenti.

Vorrei notare in proposito che con la modalità prescelta, realizzazione in project financing delle opere e concessione dei servizi di gestione e manutenzione, qualora il quadro economico-finanziario di partenza dovesse variare e richiedere maggiori investimenti e risorse finanziarie, non sarà certo il partner privato a far fronte ai maggiori oneri, che verranno scaricati sul partner pubblico o recuperati attraverso una riduzione e/o un peggioramento dei servizi in concessione.

Per parte sua ’Assemblea di Città Studi ha appena inviato all’assessore Maran un comunicato per ricordare che in un incontro con un gruppo di cittadini svoltosi nel novembre scorso erano state poste alcune domande e avanzate alcune richieste, rimaste senza risposta.
Si chiedeva di fornire una seria analisi costi-benefici del progettato trasferimento da Città Studi a Rho-Expo, di poter consultare la documentazione prodotta per avallare il trasferimento e di poter partecipare all’annunciato tavolo sull’Accordo di Programma.
L'assessore non aveva dato seguito alle due domande e aveva dimostrato disponibilità ad accogliere la richiesta di partecipazione al tavolo.
Il Tavolo ha iniziato i suoi lavori nel gennaio 2019 e un articolo di stampa riportava la disponibilità dell’assessore a far partecipare come uditore un rappresentante dei cittadini.

L’Assemblea di Città Studi, composta da residenti, studenti, docenti e personale dell’università agisce in base a un diritto garantito dalla Costituzione. Nel corso dell’ultima riunione, ribadendo che la partecipazione al tavolo dell'Accordo di Programma è utile e funzionale a garantire una maggior trasparenza del procedimento, ha confermato la propria disponibilità a tale partecipazione al tavolo dell'accordo di programma con una delegazione in rappresentanza dei cittadini.

Restiamo in attesa di notizie.

Non abbiamo notizie sul fronte del trasferimento degli ospedali. Il contratto con il raggruppamento vincitore della gara per realizzare la Città della Salute non è stato firmato. D'altronde la società Condotte d'Acqua, la capogruppo, è in amministrazione controllata e non sappiamo quando ne uscirà.
Intanto al precedente investitore, il finanziere Brizzi, è subentrato un nuovo soggetto, Helios Real Estate Group, un operatore internazionale, tra i maggiori nel settore degli investimenti immobiliari.
Anche qui restiamo in attesa di notizie, pur restando sconcertati davanti alla constatazione di come la vicenda della Città della Salute si stia trascinando da anni e anni. Sarà il caso di approfondire in altra occasione l'argomento.


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