Il problema è Facebook, non Internet

Senza nessuna spiegazione è stato bloccata una pagina fb, quella dell'Osservatorio Democratico sulle Nuove Destre. Un fatto gravissimo che va denunciato chiedendo l'immediato ripristino della pagina. ()

50532312 1128823090633443 256410286305574912 nRecentemente Mark Zuckerberg ha dovuto difendere Facebook da una serie di accuse piuttosto gravi, l’uso improprio delle informazioni e dei dati sensibili degli utenti, la pubblicazione di notizie false per influenzare campagne elettorali, il permesso di utilizzare applicazioni per monitorare le preferenze degli adolescenti, la mancata sorveglianza su materiali pubblicati in rete che hanno avuto come conseguenza suicidi e gravi ripercussioni sulla vita private delle persone coinvolte.

E dopo aver assistito a questi scandali e alla gogna mediatica a cui non si è voluto porre rimedio (facevano audience e quindi introiti pubblicitari), dopo il crollo delle azioni di Facebook nel luglio 2018, veniamo a sapere che l’anno si è chiuso con un fatturato con cifre da capogiro, 59 miliardi di dollari, profitti record, un valore azionario pari oggi a 484 miliardi di dollari. Facebook ha 2,3 miliardi di utenti nel mondo, scrivono in più di 100 lingue diverse, possiede Whatsapp, Instagram e Messenger ed è quindi in grado di esercitare un potere enorme sul web nel campo dell’informazione.

Zuckerberg ha annunciato che Facebook può contribuire a migliorare significativamente la vita delle persone, ha sviluppato in modo innovativo un sistema di relazioni e di comunicazione dedicato alle persone e intende proseguire con l’integrazione sempre maggiore delle sue piattaforme. I problemi che ha dovuto affrontare verranno risolti e sono da attribuire alla libertà concessa da Internet, dove le persone possono mettersi in rete, interagire e diffondere le proprie idee ed esperienze. Prima di Facebook non c’era questa libertà, si dipendeva dai mass media, dalle istituzioni, da organizzazioni burocratiche e strutture a cui non si poteva aver accesso.

Ma Zuckerberg mentre celebra la libertà di Internet e attribuisce a questa le disfunzioni della rete dovrebbe confessare di gestire secondo regole ed algoritmi di cui ha il totale controllo questa “rete di persone”, di impiegare potenti lobbisti, ex-politici, ex-giornalisti per assecondare le richieste del potere politico; di aver effettivamente aiutato ad esempio un leader come Trump ad arrivare al potere. Ciò significa che le intenzioni, la struttura e l’organizzazione di Facebook non rispettano la libertà di Internet, anzi sono contrarie allo spirito con cui Internet è nata per poter effettivamente svolgere una missione al servizio delle “persone”. In realtà per Facebook le “persone” sono strumenti per accumulare profitti. A lungo andare questo dovrebbe minare la stessa credibilità di Facebook, già compromessa dal diluvio di “fake news” pubblicate.
A giudicare dell’andamento del fatturato e dei profitti sembra però che questo non succeda.

Non possiamo permettere che un mezzo così potente come Facebook diventi un pericoloso sistema di controllo delle informazioni e usando Facebook stesso cerchiamo di impedire che il controllo auspicato contro l’uso malintenzionato delle notizie diventi una copertura di posizioni estremiste, razziste e antidemocratiche.

Per questo segnaliamo l’episodio di cui siamo venuti a conoscenza e invitiamo tutti
a scrivere una mail di protesta a:

abuse@facebook.com per la chiusura della pagina così denominata:

@osservatoriodemocraticosullenuovedestre


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