Cosa succede a Città Studi? Primo aggiornamento 2019

Come sta procedendo il trasferimento delle facoltà scientifiche della Statale all’area Expo? ()

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Con l’elezione del nuovo rettore della Statale il processo di trasferimento delle facoltà scientifiche da Città Studi a Rho-Pero non si è certo fermato.
Elio Franzini, il nuovo rettore, sin dal suo insediamento alla guida della Sttale nello scorso ottobre, aveva ribadito quanto sostenuto prima di essere eletto, ossia di non giudicare assolutamente negativo il trasferimento all’area Expo, pena la perdita del cospicuo finanziamento già disposto a questo scopo, pur non essendo a conoscenza delle condizioni e degli impegni particolari presi al riguardo dal rettore Vago e riservandosi quindi di prenderne atto. Era però dell’idea che il trasferimento in toto delle facoltà scientifiche andava valutato tenendo conto dei pareri delle facoltà interessate, alcune delle quali avevano espresso perplessità sul trasferimento e sul nuovo Campus.

Un bel cambio di marcia e di modi quindi rispetto al rettore uscente, che negli ultimi giorni del proprio mandato aveva fatto votare dal CdA una delibera che impegnava l’Università a procedere in base alle proposte di affidamento in concessione presentate dal gruppo Lendlease, risultato vincitore della gara per la concessione di sviluppo dell’area Expo.

L’insediamento della facoltà scientifiche nel distretto MIND, come viene ora denominata l’area ex-Expo, avverrà quindi, a quanto pare, affidando la realizzazione e gestione del nuovo Campus, destinato a ricevere circa 20.000 studenti, ad un concessionario per un congruo numero di anni in project financing pubblico-privato. Ora il bando di gara per tale affidamento deve essere predisposto in base alle delibere votate dall’ex-rettore Vago e si prevede che entro febbraio 2019 la gara debba essere indetta (non si capisce chi possa vincere tale gara all’infuori di Lendlease, ndr).

Il nuovo rettore Franzini ha comunque tenuto a precisare come nel frattempo il confronto su proposte alternative non dovesse rimanere disatteso e sembra aver accolto favorevolmente il Progetto sottoscrtitto da moltissimi docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti dei Dipartimenti di Fisica, Matematica e Informatica per il mantenimento a Città Studi di questi dipartimenti e la creazione di un Polo delle Scienze Dure, soluzione che consentirebbe di superare le tante criticità (per così dire) del trasferimento in blocco delle facoltà scientifiche a Rho-Pero.
Franzini ha sottolineato che il Progetto faciliterebbe una più stretta collaborazione di questi Dipartimenti con il Politecnico, sull’esempio di quanto sta avvenendo all’estero con la creazione di “atenei integrati”, in grado di sviluppare importanti sinergie e sostenere il confronto imposto dalle più immportanti realtà scietifiche a livello internazionale. Studenti degli stessi Dipartimenti hanno pure sostoscritto un documento a sostegno del Progetto auspicando la creazione del Polo delle Scienze Dure nel contesto urbano di Città Studi, dove l’inserimento e l’aggregazione del corpo studentesco potrebbe trovare uno spazio di certo più appetibile e sostenibile rispetto alla prospettiva di migrare all’area ex-Expo.

Sarebbe interessante conoscere il parere dell’assessore Maran, che ha sempre assicurato l’impegno del Comune a “mantenere la vocazione universitaria di Città Studi”, mentre sosteneva in pieno le scelte dell’ex-rettore Vago.
Nel novembre scorso Maran aveva annunciato, durante un incontro con i cittadini in zona 3 in occasione della presentazione del Piano delle Periferie, l’avvio di un tavolo a cui convocare gli enti (Comune. Regione, Fondazioni degli Istituti Ospedalieri Besta e INT nonché Università degli Studi, Politecnico e Bicocca) da coinvolgere per la definizione di un Accordo di Programma sul futuro di Città Studi.

Al tavolo (o gruppo di lavoro?) parteciperà anche il Municipio 3 (non sappiamo con quali prerogative e da chi rappresentato) e un rappresentante dei cittadini in veste di uditore.

Tra i vari gruppi di cittadini che si sono attivati in questi anni per affrontare e discutere pubblicamente il futuro di Città Studi si possono annoverare comitati civici come “Che ne sarà di Città Studi”, “Salviamo Città Studi”, gruppi politici come Milano in Comune, Possibile, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista. E’ nata poi “Assemblea di Città Studi”, di cui abbiamo riferito qui , a cui partecipano abitanti di Città Studi, studenti, lavoratori e docenti della Statale, e questa potrebbe essere, a parere dello scrivente, l’ambito più adatto ad esprimere uno o magari più rappresentanti dei cittadini. Non si ha comunque notizia di alcun avviso formale da parte del Comune in proposito.

Gli Accordi di Programma tra enti pubblici sono sempre serviti a consolidare le scelte e le decisioni già prese dalla “politica”, da ratificare nei rispettivi consigli di amministrazione, ove siedono i delegati a rappresentare gli interessi dei cittadini, interessi che nelle vicende relative al futuro di Città Studi non siamo così sicuri abbiano avuto la debita considerazione.

Ma basterà un rappresentante uditore a sostenere le ragioni e difendere gli interessi dei cittadini?


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