Sempre più vicini. Intervista a Malinda.

Sempre più spesso siamo a contatto con persone che provengono da Paesi stranieri, da culture lontane, persone che di primo acchito possiamo percepire più vicini.come “diverse”. Ma conoscendole nel loro quotidiano, ci accorgiamo che la realtà è un'altra. Continua la serie di interviste a persone che ci raccontano chi sono e che cosa pensano di noi.
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Estate2018 mareaperto
SempreL'Italia è un ponte lanciato nel Mediterraneo, per le terre che lo contornano. Il mare respira, a volte si solleva placido, a volte sferzato dal vento si arrabbia, si arriccia e l'onda diventa tuono sulla battigia. Il timore delle sue tempeste non ha mai impedito che questo mutevole elemento naturale fosse solcato fin dall'antichità e che i popoli che lo abitano s'incontrassero, si mescolassero, si scambiassero le merci e le conoscenze tecniche.
Intervisto Mailinda, che significa nata a maggio. Viene dall'altra sponda dell'Adriatico.

Da dove viene e da quanto tempo è in Italia?
Vengo dall'Albania e sono qui da quasi 3 anni.

Quali motivi l'hanno spinta a raggiungere l'Italia?
Ho studiato fisioterapia nell'università italiana di Tirana del Tor Vergata di Roma, nel 2004. Ho studiato in italiano. Dopo mi sono sposata con un ragazzo albanese, che vive qui dal 1991; non è andata bene e ho divorziato, ma sono rimasta qui. Lavoro in un ospedale.

Quali difficoltà ha trovato giungendo qui?
Allora non ho trovato difficoltà, escluso per fare i documenti e il permesso di soggiorno. Ma mio marito aveva la casa e il lavoro vicino a Milano e ha la cittadinanza italiana.

Come si è trovata arrivando qui, ha nostalgia?
All'arrivo mi è sembrato come rinascere, perchè è tutta un'altra vita, un altro posto, un'altra lingua. E' stato come nascere una seconda volta. E ora questa è casa mia. Quando vado in Albania, al mio paese, dopo pochi giorni voglio tornare a casa mia, a Milano.

Come se la cava con la lingua Italiana?

La lingua l'avevo già studiata, quindi per me creare relazioni è stato più facile: ho tanti amici. Ho amici di tutto il mondo, anche italiani; la mia migliore amica è peruviana, lavoriamo insieme.

Si sente accettata o percepisce esclusione?
Mi trovo molto bene, sento comprensione e affetto dagli italiani, anche dai colleghi di lavoro, che vengono anche loro da tanti paesi. Mi trovo bene con tutti.

Come sono cambiate le abitudini?
Non è stato tanto difficile, non c'è molta differenza. Non è stato difficile cambiare. Abito con altre due donne una calabrese e una della Georgia. La mia coinquilina che è calabrese cucina bene e volentieri. La cucina è simile alla nostra.

Mantiene legami con la madrepatria, le mancano i vecchi legami?
No, mi mancano solo le vecchie amicizie, ma solo pochissime sono rimaste in Albania. C'è chi è in Germania, chi in Svizzera, chi in Grecia. Ci sentiamo per telefono. Nel ricordo le amicizie di gioventù sono sempre le più belle.

Quali difficoltà ha incontrato venendo qui ?

Le difficoltà burocratiche per fare i documenti ,il permesso di soggiorno: questo è normale. E' stato invece difficile trovare casa, perché quando sentivano l'accento straniero dicevano che la casa era affittata. E' stato faticoso, ma dopo sei mesi alla fine ho trovato.

Cosa fa nel suo tempo libero?

Vengo nella Comunità di Sant'Egidio per perfezionare la lingua italiana, ma insieme facciamo anche altre attività: gite, uscite culturali e volontariato per i poveri e i senza tetto. Poi vedo le amiche, gli amici, andiamo al cinema.

Cosa le piace di Milano e cosa meno?
Milano mi piace tanto perché è internazionale e ci si può integrare, si trova di tutto e andiamo d'accordo tutti. E' una città tranquilla, ben servita dai mezzi, con tanti posti da visitare. E' così grande, si trova di tutto. Non mi piace il clima: troppo umido e non mi piace la nebbia.

Come sono i milanesi ?
Ci sono tanti tipi diversi di persone, si trova di tutto, non c'è un modello particolare. Per lo più lasciano vivere e non mi fanno sentire giudicata. Mi sento a mio agio a Milano.

Che cosa pensa del rapporto uomo donna qui in Italia, cosa pensa delle donne italiane?
Qui è un po' diverso rispetto all'Albania, anche se i rapporti tra donne e uomini stanno cambiando anche lì. E' ancora patriarcale l'Albania, la donna non comanda. Qui la donna ha più potere, le donne italiane sono in gamba, sono brave. Non è facile creare una relazione però, perché tutti lavorano molto. Ma nelle piccole città è diverso, in certe piccole città è come da noi.

Si parla tanto dei migranti, secondo lei si dicono cose vere, ci sono problemi?
Sì, ci sono, purtroppo. A volte chi è povero fa cose che non vanno bene. Qualche volta lo fa per sopravvivere. Chi è povero non riesce a inserirsi e integrarsi. Non puoi integrarti come quando si è qui da bambini. E' difficile trovare lavoro e poi licenziano, se non sai lavorare bene.

Come si potrebbe fare per integrarsi?
Bisogna fare più centri d'integrazione, ci devono essere più centri con maestri che insegnano la lingua, le leggi italiane e come comportarsi. Perché a casa degli altri non puoi fare come vuoi. Alcuni rispettano le regole, alcuni no; ma è importante far capire che bisogna rispettare le leggi, non si può fare quello che si vuole.

Cosa si aspetta dal suo futuro, che desiderio vorrebbe realizzare?
Vorrei una famiglia per sempre. Da noi la famiglia è la cosa che conta di più. Lavoro e famiglia devono andare paralleli, ma la famiglia è la cosa più santa che c'è. Se si lavora e basta non va bene. Il mio desiderio è avere una famiglia.

Pensa che Milano le offra vantaggi per il suo futuro?
Questa è la ragione per cui sono venuta in Italia: posso migliorare, imparare e crescere di più nel lavoro. La libertà e la cultura sono molto avanti; libertà e cultura, qui trovi tutto.

Pensi a un regalo che potrebbe fare ai milanesi, un paesaggio, una canzone, un piatto tipico, un proverbio ...
Regalerei un piatto tipico albanese di carne allo spiedo, che si prepara per le feste.


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