DDL Pillon, una proposta di legge da cancellare

Un ddl “ancien regime” presentato dal senatore Pillon per la revisione del diritto di famiglia sta sollevando proteste e contestazioni nel mondo femminile, un passo indietro che ci riporta agli anni ‘50. ()

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Galileo Galilei , che ha posto le basi teorico-pratiche della scienza moderna, affermava che una teoria, prima di diventare “Legge” deve essere comprovata da diversi esperimenti ripetuti che diano sempre uguali risultati; poiché non sempre ciò che si afferma risulta corretto nella realtà.

Nello scorrere la formalizzazione del disegno di legge Pillon (avallato dal ministro Fontana, dicastero della famiglia), appare lo sganciamento dalla realtà di postulati che solo in apparenza sono corretti; perché solo in un mondo ideale ci sono coppie che comunicano con la controparte in tranquillo stato d'animo, affrontano un percorso di mediazione familiare, dividono in parti uguali cure dispensatrici di affetto, tempo, denaro verso i figli, si comportano valutando e rispettando i bisogni del prossimo. E ci sono figli virtuali che non odono le liti, che non fanno differenza tra chi è violento o no, che desiderano essere tagliati a metà: 12 giorni di qui, 12 di là.
Sembra che nessuno abbia sentito parlare di violenza domestica, di femminicidi e omicidi dei figli, di mancate rimesse di assegni di mantenimento, di ricatti, di vendette, di difficoltà a trovare un lavoro, una casa. Pare di leggere un proclama che addebita punizioni per colpe delle donne – “Ah, le donne, sempre le stesse da Eva in poi...”- che rendono l'uomo così spesso incarognito.

Questo comunicato stampa del CADMI (la Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate) ne mette in evidenza tutte le distorsioni, guasti e danni che poterbbe provocare, se non viene fermato in tempo.

Nella primavera scorsa il Comune di Milano ha sottoscritto un patto con i centri antiviolenza della città metropolitana per dare l'avvio a una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, indirizzata alle scuole, alle forze dell'ordine, alla magistratura, alla sanità, per preparare i cittadini a riconoscere e trattare i segnali di violenza, come richiesto dalla Convenzione di Istanbul del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica dell'aprile 2011. C'è nell'aria una pruderie pelosa che vuole ribaltare una legge progressiva, risultato di una ricerca di equilibri durata anni. Forse perché è un frutto dell'Europa Unita? Di equilibrismi bisogna parlare in questo caso, perché il ddl Pillon consegna alla donna un ruolo di subalternità fuori dal tempo e consegna ai figli una valigia sempre pronta e un decalogo di obblighi che neanche a un carcerato vengono impost

Forse si cerca di distogliere l'attenzione da altri problemi? Le statistiche dicono che sui social il numero maggiore di insulti e di odio spetta alle donne, prima ancora che agli immigrati! Questo ddl è un esempio del clima che si sta cercando di ricreare.

Sono state lanciate diverse raccolte di firme e petizioni
Se volete firmare questa è pubblicata su change.org:


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