Città Studi. Cosa succederà dopo il trasferimento della Statale a Expo e degli ospedali a Sesto S.G.?

Martedì 14 novembre le commissioni urbanistica e territorio si sono riunite a Palazzo Marino in seduta congiunta sotto la presidenza dei consiglieri Monguzzi e Ceccarelli per illustrare quale futuro si prospetta ai cittadini.  Sono state riconvocate martedì 21 novembre. ()

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L’assessore Maran ha dichiarato che il 24 novembre la Giunta approverà le linee guida per avviare un Accordo di Programma tra Comune, Regione, Università Statale, Politecnico e Bicocca, Agenzia del Demanio, con la consulenza tecnica del Politecnico. Verrà anche costituito un comitato scientifico tra le università per studiare le sinergie al fine mantenere lo stesso numero di studenti nell’area, costruire edifici pubblici e sostituire gli ospedali Besta e INT con funzioni di supporto alle università stesse.

Il Prof. Balducci ha presentato una serie di slide, non molto diverse da quelle presentate in luglio, per illustrare uno studio di 100 pagine del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico su Città Studi e il suo futuro.

Allo studio,pubblicato sul sito del Comune, sono allegate le lettere di impegno dei vari attori per il mantenimento della funzione universitaria a Città Studi e l’inserimento di uffici del Demanio nel quadrilatero tra via Ponzio, Celoria, Golgi e Venezian.

Il Presidente della Regione Lombardia ha delegato alle fondazioni che gestiscono gli ospedali lo studio del futuro degli immobili, senza impegnarsi ancora sui due progetti che Balducci ha proposto negli ultimi mesi, un centro congressi interuniversitario al posto dell’Istituto dei Tumori e uno studentato al posto del Besta. Vi è solo per il momento “ l’interesse di Regione Lombardia a definire un progetto unitario che mantenga la vocazione universitaria del quartiere e migliori l’offerta di servizi per gli studenti”.

L’Agenzia del Demanio aspetta la valutazione del valore degli immobili da parte dell’Agenzia del Territorio per decidere se e quali immobili acquistare e a quale prezzo al fine di realizzare “un piano di razionalizzazione delle Amministrazioni Statali”. Sembra che verranno utilizzati i fondi dell’INAIL.

Balducci ha sostenuto come la ristrutturazione dei 250.000 mq di edifici della Statale, necessaria per due terzi di questi, costerebbe 334 milioni di euro (2000 euro al mq per 166.000 mq) con il problema di mantenere l’attività didattica e di ricerca durante i lavori. Manca una valutazione puntuale dello stato di ogni edificio (volendo ci sarebbe stato tutto il tempo per farla). Ha detto anche che gli studenti del Politecnico in Città Studi sono aumentati dal 2015 al 2017 di 5.700 unità a causa della chiusura della Facoltà di Architettura alla Bovisa, creando una situazione di sovraffollamento che rende necessario un ampliamento dei suoi edifici. In parte questo sarà ottenuto con un nuovo edificio di Chimica Industriale in via Pascal e con il progetto di Renzo Piano in via Bonardi, ma sono necessari ulteriori spazi oltre ad un auditorium di più di 500 posti che il Politecnico non ha a Città Studi.

I 18.000 studenti della Statale che si dovrebbero trasferire a Expo sarebbero sostituiti da 12.000 studenti del dipartimento di Beni Culturali di via Noto e dei tre dipartimenti della Facoltà di Scienze Politiche di via Conservatorio. Con i 5.700 studenti del Politecnico si otterrebbero 17.700 studenti, che però si concentrerebbero in un’area molto più piccola di quella attualmente occupata dalla Statale perché limitata agli 80.000 mq dell’area tra via Colombo, Celoria, Ponzio e Botticelli rispetto agli attuali 250.000 mq, costituiti dagli edifici tra via Ponzio, Celoria, Golgi e Venezian e 12 complessi sparsi in Città Studi.

L’area di 80.000 mq comprende 65.000 mq del Demanio e 15.000 mq della Statale all’angolo tra via Mangiagalli e via Colombo, con edifici piuttosto recenti e che sicuramente la Statale terrà perché hanno aule di varie metrature.

Per i nuovi studenti vi saranno appena 4,5 mq/studente, senza tenere conto degli studenti della Bicocca, ancora non definiti con esattezza. Se tuttavia la Bicocca dovesse ottenere il massimo di quanto richiede, ossia 35.000 mq, lo spazio per Politecnico e Statale si ridurrebbe a 45.000 mq, con 2,5 mq/studente senza un miglioramento rispetto alla situazione attuale di Scienze Politiche. E’ evidente che il progetto andrà rivisto quando verrà stilato l’accordo di programma tra le tre università e che per la Bicocca lo spazio sarà comunque esiguo.

Oltre agli studenti dovrebbero arrivare 1600 impiegati del Demanio con un notevole impatto in termini di parcheggi per il pubblico che utilizzerà gli uffici qui dislocati. Si parla dell’Agenzia del Territorio e dell’Agenzia delle Entrate di via Manin e della Motorizzazione Civile di via Cilea.

Per quanto riguarda gli spazi necessari alla Statale a Expo Balducci ha citato il benchmark dell’Università di Economia e Business di Vienna che è di 5 mq a studente, ma che non può essere utilizzata come confronto non avendo laboratori scientifici.

Il Prof. Santoro della Bicocca ha illustrato l’interesse della sua università a spostare in Città Studi i master di primo e secondo livello e la formazione professionale per cui si richiedono da 10.000 a 35.000 mq, lo spostamento potrebbe essere finanziato da fondi regionali.

Il Prorettore Faroldi ha parlato del nuovo edificio di Chimica Industriale del Politecnico, che sarà costruito in via Pascal con un investimento di 46 milioni di euro e ha confermato l’interesse della sua università ad una espansione a Città Studi in una parte degli edifici che fossero lasciati dalla Statale.

Il direttore generale della Statale Bergamaschi ha dichiarato che sono in corso la valutazione dell’Agenzia del Territorio per il valore degli immobili di interesse del Demanio e le stime peritali per gli altri immobili esterni al quadrilatero di via Ponzio, Celoria, Golgi e Venezian al fine della loro vendita a soggetti privati.

Ha anche detto che la ristrutturazione di veterinaria per ospitare il corso di Beni Culturali sarò finanziata con la vendita dell’edificio di via Noto, che ospita questo corso, mentre la ristrutturazione degli altri edifici demaniali per ospitare il dipartimento di Scienze Politiche, Economiche e Sociali sarà finanziata con la vendita dell’edificio di via Conservatorio, molto pregiato.

Non ha parlato del possibile ruolo della Cassa Depositi e Prestiti, né della Invimit, con cui vi è stato un incontro in giugno. Pertanto non è ancora noto come la Statale potrà incassare i 100-130 milioni necessari per finanziare il trasferimento a Expo. Senza questa certezza la Statale non potrà decidere definitivamente per il trasferimento né sono state date indicazioni sui tempi. Mentre per la cessione al Demanio non è necessario un bando pubblico, per la cessione ai privati lo è con tempi abbastanza lunghi.

Le stime peritali possono dare una indicazione ma sarà il mercato a stabilire se vi sono degli acquirenti al valore di perizia. Il precedente dell’edificio di viale Abruzzi 42 vicino all’incrocio con via Sansovino in vendita dal 2012 con successivi ribassi di asta da 10 milioni a 7,5 milioni non è tranquillizzante in un momento di difficoltà delle vendite immobiliari.

Nulla ha detto Bergamaschi sul costo del trasloco delle apparecchiature scientifiche eventualmente da spostare a Expo, come il Crio Microscopio Elettronico appena acquistato per il dipartimento di Biologia per circa 3,5 milioni di euro.

Nel successivo dibattito Monica Forte, consulente del M5S in Regione, ha parlato dell’inquinamento dei terreni e della falda acquifera nell’area Expo e delle tre aziende a rischio di incidente rilevante (Direttiva Seveso) nelle immediate vicinanze. Se questa situazione non era bloccante per l’esposizione universale trattandosi di un evento temporaneo, potrebbe esserlo per i futuri insediamenti universitari.

I dati delle bonifiche effettuate sono tenuti segreti da Arexpo e quindi non si può conoscere la situazione. Comunque il rettore Vago ha dichiarato in passato che il rischio delle bonifiche non è della Statale ma di Arexpo (lasciando aperta la questione relativa al costo di tali bonifiche).

L’ex presidente del Consiglio di Zona 3 Sacristani ha posto l’accento sui rischi di un aumento di costi e un allungamento dei tempi del cantiere a Expo, come è successo per il Corso di Laurea di Veterinaria a Lodi, con un doppio riflesso sul bilancio della Statale, aumento delle spese e aumento dell’affitto che la Statale dovrà pagare a chi acquisterà i suoi immobili fin quando non si trasferirà Expo, cifra non conteggiata nei costi dell’operazione.

Il prof. Cerbino del dipartimento di Biotecnologie mediche e Medicina Traslazionale della Statale ha illustrato la difficile situazione del suo dipartimento diviso su tre sedi ed ha auspicato il trasferimento a Expo, anche se i residenti di Città Studi fossero contrari, citando il nuovo campus dell’ETH di Zurigo.

Il prof. Graglia del dipartimento di Studi internazionali, Giuridici e Storico-Politici della Statale ha illustrato la richiesta di spostamento da via Conservatorio a Città Studi dei tre dipartimenti di Scienze Politiche a causa del ristretto spazio per gli studenti.

Martedì 21 novembre proseguirà la discussione con gli interventi dei consiglieri comunali e di altri cittadini.


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Città dela Salute, Città Studi, partecipazione, università Statale

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