Alice nel sottopasso delle meraviglie.

Inaugurato il sottopassaggio di Crescenzago, riqualificato dal Comune di Milano in collaborazione con l’Associazione Piano Terra e grazie al lavoro dei ragazzi dei CAG Lambrateam e Punto e virgola, degli studenti del Liceo artistico Caravaggio e dei bambini dei quartieri Crescenzago e Rizzoli. ()

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La necessità di intervenire sul sottopasso di Crescenzago, fortemente richiesta da diversi anni dai cittadini del quartiere, che lamentavano che il tunnel – che collega due tratti di via Palmanova al confine tra il Municipio 2 e il 3 e particolarmente usato dai bambini dei quartiere Crescenzago e Rizzoli per andare a Scuola dall’altra parte della M2– fosse insicuro, buio e rovinato, era stata caldeggiata al Comune già dal precedente Consiglio di Zona 3 e nei mesi estivi l’attuale Municipio 3 ha ottenuto l’intervento dell’ Assessorato alla Mobilità.

L’Assessorato guidato da Marco Granelli, ha fatto sistemare il sottopasso mettendolo in sicurezza, predisponendone la posa di cancelli per la chiusura notturna e potenziandone l’illuminazione.

Il Municipio 3, infine, prima dell’estate ha redatto un bando pubblico per associazioni con l’obiettivo di individuare soggetti in grado di decorarlo coinvolgendo le giovani forze vive del quartiere. Ha vinto il bando l’Associazione Piano Terra coordinata da  Claudia Mendini che ha progettato l’intervento e lo ha realizzato con Caterina Di Rosa, Lorenzo Eda, Epso, Urban, Vane e la collaborazione dei CAG Lambrateam e Punto& Virgola, degli studenti del Liceo Artistico Caravaggio e dei bambini dei quartieri Crescenzago e Rizzoli.

E’ nato così il “sottopazzo” delle meraviglie con chiaro riferimento ai temi tratti dal romanzo “Alice nel paese delle meraviglie”. E infatti i personaggi legati al mondo visionario di Alice sono presenti in tutte le opere.

L’intervento si colloca sulla scia di altri due interventi realizzati nel Municipio 3: la riqualificazione della rotonda di viale Rimembranze di Lambrate e il giardino condiviso di via San Faustino. In tutte queste situazioni il tema della collaborazione tra istituzioni, associazionismo e cittadini dimostra di essere “centrale” nel processo di rigenerazione urbana e coesione sociale.

Nel concreto si tratta di uno dei 16 cantieri a valenza sociale inseriti nel piano periferie.

 

Dando il via alla cerimonia di inaugurazione, la Presidente del Municipio 3 Caterina Antola ha simbolicamente “tagliato il nastro” inaugurando il “sottopasso delle meraviglie” pedonale e ciclabile di Crescenzago che unisce un quartiere urbanisticamente e socialmente “isolato” (ricordiamo che mancano le scuole elementari e medie e mancano negozi alimentari, sia “di prossimità” che supermercati e i cittadini sono obbligati a prendere l’auto o a attraversare le rotaie della M2) con il quartiere al di là della ferrovia del metro.

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti oltre a numerosi cittadini e consiglieri di Municipio e comunali, l’assessore Granelli, uno degli artefici del progetto, con fascia tricolore, a testimoniare che rappresentava il sindaco, l’assessore all’Urbanistica del Municipio 3 Antonella Bruzzese e Mirko Mazzali, il delegato del Sindaco per le periferie che sta seguendo i 16 progetti.

Caterina Antola ha esordito ricordando con soddisfazione che da molto tempo i cittadini del quartiere richiedevano questo intervento, e dopo tante loro richieste e dopo tante delibere questo Municipio è riuscito a realizzarlo, con interventi sia strutturali che di abbellimento.

Antola ha espresso l’intenzione che  quest’opera sia solo la prima di una serie di opere di riqualificazione di questi quartieri.  In particolare riferendosi proprio alla stessa zona di Crescenzago, Antola ha evidenziato il problema del treno della M2 che corre rumorosamente e pericolosamente a pochi metri dalle case e che da tempo si chiede di spostare un po’ più a nord installando anche barriere antirumore.

E’ intervenuto poi l’assessore alla mobilità e all’ambiente del Comune di Milano Marco Granelli che ha sottolineato che questo lavoro è un segno di come l’amministrazione vuole cambiare le periferie. Cambiare le periferie, ha detto Granelli, vuol dire certamente fare investimenti, con opere grandi e importanti, lavorando sul tema della casa, sulle infrastrutture, potenziare le metropolitane, fare in modo che i trasporti funzionino bene in tutti i quartieri della città, sistemare strade, piazze e aree verdi. Grossi investimenti che hanno bisogno di risorse e di tempi per realizzarli. Ma attenzione alle periferie vuol dire anche la cura dei piccoli luoghi che usiamo tutti i giorni e che se sono lasciati all’abbandono degradano e se sono tenuti bene cambiano la vita delle persone che qui vivono e passano. Granelli ha ringraziato gli operai del NUIR, che si occupa della gestione quotidiana delle strade, l’A2A per gli interventi sulla illuminazione e gi ideatori e realizzatori del progetto artistico valorizzato dalla nuova illuminazione, che ha cambiato il volto di questo sottopasso, restituendolo ai cittadini.

Prossima azione in quartiere ha assicurato Granelli sarà la riqualificazione dell’area di fronte al sottopasso, chiamata “la jungla”, che il Comune sta acquisendo e AMSA sta ripulendo per restituirla al quartiere.

Inoltre, ha concluso Granelli, la Giunta ha approvato un progetto, tramite il piano periferie del governo, per mettere a posto dal punto di vista delle barriere architettoniche le 4 stazioni di M2 da Cimiano fino a Gessate e i lavori stanno cominciando.

Ha preso poi la parola brevemente l’assessore Bruzzese del Municipio 3, che ha  sottolineato due parole chiave di questo progetto: collaborazione e bellezza. Questo è un esempio ben riuscito di collaborazione tra la Giunta Comunale, il Municipio, gli uffici centrali, l’assessorato alla mobilità, le associazioni che sono state coinvolte  e il Municipio 3, una trasversalità di persone che ci hanno lavorato: un modello per affrontare la riqualificazione degli spazi pubblici e delle periferie in particolare. Poi, ha concluso Antonella Bruzzese, questo progetto ha una qualità particolare : è bello!  Coniugare la qualità artisitica con il coinvolgimento delle persone è un risultato importante.

Claudia Mendini, dell’Associazione Pianoterra, l’artista che ha ideato l’opera realizzata con l’aiuto di altri artisti e dei ragazzi, ha ricordato che uno degli scopi del progetto, era intrecciare arte e coesione sociale, con la consapevolezza di essere parte di una comunità attiva, permettendo ai giovani di esprimere la loro creatività artistica: per questo sono stati coinvolti writers, studenti e giovani dei centri di aggregazione.

Alla fine della cerimonia la visita del “sottopazzo” con gli autori davanti a ogni riquadro a spiegare e dialogare con i cittadini sulla loro opera.



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