Suggerimenti terminologici all'assessora Bruzzese

Riceviamo il commento al resoconto redazionale della riunione del Municipio 3 del 30/03/2017 sulla questione trasferimento delle facoltà scientifiche di Città Studi a firma di Ennio Galante, che volentieri pubblichiamo. ()

Milano Municipio3

Ho letto l’ottimo resoconto redazionale della seduta del Consiglio di Zona3 del 30 marzo.

Suggerisco alcune precisazioni in merito ad alcuni termini impiegati, in funzione degli aspetti strategici. Innanzitutto usare il termine“ospedali” in riferimento all’Istituto Neurologico Besta ed all’Istituto Nazionale dei Tumori, costituisce una diminuzione qualitativa della storia scientifica di questi due enti: nell’accezione corrente ospedale è un luogo di degenza e cura, non necessariamente con attività scientifica. In realtà i due istituti di cui parliamo hanno ambedue un passato ed un presente di centri di ricerca di alto livello. 

La definizione corretta è IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico). Mi si permetta un sospetto (A pensar male si fa peccato ma …) : l’uso del termine diminuente è solo una grossolanità semantica, oppure è strumentale a significare che, in effetti, i due istituti non hanno molto a che fare con l’università & ricerca, cioè con Città degli Studi. Quindi si può tranquillamente spostarli a Sesto-Falck? Per chiarezza, invito tutti coloro che ne parlano/scrivono ad usare il termine più consono “Istituti”.

Una seconda questione semantica. L’Assessora Bruzzese ha dichiarato che“sarà mantenuta la vocazione universitaria e di servizio del quartiere …”. Anche in questo caso, alla luce delle recenti interviste, io starei molto attento ai termini. Cosa vuol dire vocazione universitaria? Ce lo ha esemplificato il Rettore Vago (Corriere del 29 marzo) “…via Agraria potrebbe arrivare Architettura, via Veterinaria la Statale potrebbe tornare con Beni Culturali …con gli archivi, con il centro Apice e si potrebbe creare anche lì il Museo dei diritti umani, che doveva aprire al cimitero di Musocco [!]. E in altre aree si potrebbero realizzare residenze per gli studenti“. E’ questa la vocazione universitaria di cui stiamo parlando?

Lasciatemi dire che la proposta Vago appare come un mucchietto di scampoli, rimediati in qualche modo, rispetto all’attuale ampiezza pluridisciplinare e pluristituzionale di Città degli Studi.

Nelle“richieste precise” che farà Bruzzese le suggerirei di usare la locuzione “mantenere facoltà e dipartimenti universitari in tutta l’area compresa nelle vie Colombo-Celoria-Golgi-Venezian-Botticelli” (attenzione agli scampoli), invece che vocazione universitaria, termine ambiguo, almeno in discorsi non religiosi. (La mia posizione, condivisa da gruppi di cittadini e studenti, ovviamente, è di mantenere gli attuali Dipartimenti e Facoltà, nonché Besta e Tumori, continuando le opere di straordinaria manutenzione ed il completamento di Informatica.) Invece suggerisco a Bruzzese di eliminare “e di servizio”, che può essere utile nel burocratese dei documenti urbanistici ma è generico e si presta legittimamente ad interpretazioni troppo ampie.

Quanto alle residenze per studenti, in effetti nel quartiere Città degli Studi ne esistono già 5. Probabilmente non sono sufficienti ma quante se ne possono fare (anche sulla piastra di ex-expo)?

Altre si potrebbero fare nelle aree Lambrate-Rubattino.

Ritorno sulla questione “la decisione del trasferimento spetta all’Università Statale” (Bruzzese). Nella riunione indetta a Palazzo Marino la sera del 31 marzo scorso, in particolare, due intervenuti hanno trattato questo argomento in modo chiaro, anche con citazioni della normativa. Io affermo, con loro, che la struttura complessa di una città non può essere determinata o modificata a proprio piacimento da una singola istituzione, specialmente se la scelta é basata su giochi di compravendite immobiliari. Purtroppo, da cittadino, rilevo gli effetti negativi di questa autonomia decisionale che ha trasformato il Centro storico di Milano in un enorme ipermercato dell’abbigliamento.

Quindi chiedo che le scelte strategiche sullo spostamento di un servizio pubblico di alto livello, qual è l’università e la ricerca, venga decisa in accordo con la Cittadinanza, cioè tutte le componenti sociali assieme alle loro rappresentanze che sono l’Amministrazione Comunale ed i Municipi. Ovviamente l’ente pubblico Università degli Studi, essendo una componente importante, nonché altri soggetti, hanno diritto di studiare e sottoporre linee-guida e progetti, o modifiche a quelli che sono sul tavolo. Ma al termine della fase analitica e dibattito è meglio che si chieda l’assenso ai cittadini che pertanto siano responsabilizzati sulla scelta finale.

Ennio Galante


Tags:
Città dela Salute, Città Studi, università Statale

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Re: Suggerimenti terminologici all'assessora Bruzzese
12/04/2017 Marina Romanò
Concordo e ringrazio il prof. Galante per le sue considerazioni e precisazioni di natura semantica. Ne aggiungo una personale, sempre di natura terminologica, in questo caso sull'uso improprio di un verbo. Lo scorso 11 aprile Sinistra X Milano ha organizzato un incontro su Milano Città Universitaria e uno degli interventi aveva questo titolo: "L’università si espande: il progetto del nuovo Campus"
Sinonimi del verbo espandere sono accrescere, allargare, allungare, ampliare, aumentare, dilatare, espandere, ingrandire, sviluppare (enciclopedia Treccani).


 
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