Unioni Civili e il sì del Senato. Vladimir Luxuria: ‹‹Non mi basta però voglio ripartire››

26 febbraio. Vladimir Luxuria commenta con una giovane collaboratrice di z3 il sì del Senato al maxi-emendamento interamente sostitutivo del testo del DDL sulle Unioni Civili. ()

vladimir luxuria
Intercity Roma-Taranto, ore 19.20: mi trovo sul treno in direzione Potenza. Alzo lo sguardo e riconosco Vladimir Luxuria seduta nello stesso scompartimento. Da tempo si discute delle Unioni Civili, tema caldo e contestato, protagonista di numerosi dibattiti. Prendo coraggio e mi avvicino a Vladimir e, con la timidezza tipica di una giovane studentessa, le chiedo di concedermi un’intervista.  

Cosa pensa del sì del Senato e del dietrofront dei Grillini?
A mente fredda, smaltita la rabbia, dovuta soprattutto al fatto che spesso i giochi di alleanze siano quasi più importanti dei diritti, penso che non mi basta quello che è stato raggiunto. Voglio però ripartire da quanto ottenuto per continuare la lotta, la battaglia verso l’uguaglianza dei diritti. 
È successo che inaspettatamente c’è stato questo dietrofront da parte dei Grillini e ho pensato a tutte le possibili motivazioni. Potrebbe anche essere che uno dei senatori Grillini non favorevole alla stepchild adoption abbia preso accordi con la Lega; o che la Lega possa aver chiesto ad un rappresentante del 5 Stelle di votare il super canguro nel caso fossero stati tolti un bel po’ di emendamenti. I Grillini avrebbero votato il super canguro solo nel caso di un vero e proprio ostruzionismo, ma essendo pochi gli emendamenti l’hanno rifiutato ritenendolo anticostituzionale. Ed è per questo che si sono tolti all’ultimo momento. Ma sono solo mie supposizioni.

Quando poi i Grillini non hanno votato il maxi emendamento Marcucci (che già teneva in sé la stepchild adoption), l’articolo 5 se fosse stato votato in Senato con il voto segreto rischiava seriamente di non essere approvato. Non avendo quindi una rete di protezione per essere contenuto nel maxi emendamento, non poteva essere recuperato e la bocciatura della step child adoption sarebbe diventata negativa non solo perché non veniva approvato, ma perché i giudici del tribunale dei minori in casi di ricorso avrebbero potuto appellarsi a questa bocciatura e quindi negare l’estensione della genitorialità al genitore sociale. Adesso in 9 casi su dieci la estendono, con la bocciatura avrebbero avuto le mani legate. 
Io penso che, per avere la fiducia, siano dovuti scendere al ribasso con Alfano, perché non vi erano altre strade. Sicuramente non avrebbero potuto trattare il voto della fiducia con i Grillini. 

Cosa pensa quando Alfano afferma che è stata evitata un’azione contro natura?
Un’affermazione molto brutta. Il Ministro dell’Interno si riferiva alla pratica della maternità surrogata che, inserita in un discorso relativo alle Unioni Civili, è una chiara offesa. 
Alfano fa Alfano e non è il mio referente politico.

Abbiamo fatto un passo in avanti?
Io non sono soddisfatta, ma almeno oggi si riconoscono tutte le questioni relative a eredità, reversibilità, assistenza in campo sanitario… Non si può negare che si tratti di un punto di partenza per rilanciare la battaglia per l’uguaglianza dei diritti.

La stepchild adoption è più difficile da accettare per motivi culturali o religiosi?
Credo sia un insieme delle due cose. Dal punto di vista culturale in Italia c’è un rifiuto soprattutto verso i due papà. D'altronde, siamo poco abituati a vedere un uomo che spinge una carrozzina in una coppia eterosessuale, cosa normale in alcuni Paesi come Danimarca o Svezia. C’è sempre l'idea che il papà si debba occupare di alcune cose e la mamma di altre. Poi vi è la grande ingerenza religiosa, che ormai è diventata talmente sfacciata tanto da sentire l’arcivescovo Bagnasco intervenire anche sulle modalità della politica, sostenendo che l’articolo 5 avrebbe dovuto essere votato con il voto segreto.

Per auspicare un cambiamento culturale è importante partire dalle scuole?
Si è provato a farlo con tutta la questione del ruolo di genere, cercando di insegnare che, se sei una femminuccia, non devi per forza giocare ai fornelli se vuoi invece fare l’astronauta.
Si è fatta passare però questa educazione come ideologia di gender. C’è stata una controffensiva nelle scuole da parte degli integralisti cattolici che sostengono che chi insegna queste cose contribuisca a deviare le menti dei bambini non specificando bene i ruoli maschio/femmina. Secondo me è una visione antica.
Sicuramente bisognerebbe dedicare maggiore attenzione all’educazione sessuale, spiegando bene cosa significa sessualità. È anche il miglior modo per contrastare il bullismo.



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