Verso EXPO 2015. Un convegno internazionale per riflettere

Sabato 7 febbraio in mattinata si terrà in Comune, sala Alessi, un convegno per discutere il tema di EXPO 2015, nutrire il pianeta. Abbiamo raccolto le dichiarazioni che alcuni organizzatori ci hanno anticipato. ()

expo2015 milano logo da sitoL'apertura di Expo è ormai prossima e riteniamo doveroso dare notizia del convegno, tra le tante manifestazioni, incontri, eventi in programma, che si svolgerà a Palazzo Marino, in sala Alessi, sabato 7 febbraio, dalle 9.30 alle 14.00. L'incontro invita a riflettere e discutere sul tema centrale di EXPO - nutrire il pianeta - un tema da sempre centrale per l'umanità e non meno essenziale oggi, che ci sembra sia stato svilito in questa grande kermesse da una progettualità poco attenta alla dimensione umana e sociale legata al cibo, e molto più orientata a un'impostazione eccessivamente “mercantile” che lo riduce a puro bene di consumo.
Bianca Dacomo Annoni ha raccolto in questa intervista le anticipazioni che Vittorio Agnoletto e Emilio Molinari, due relatori e organizzatori del convegno, le hanno rilasciato.

Perché questo titolo del convegno?

Perché come scriveva Jean Ziegler, quando qualche anno fa era Relatore Speciale delle Nazioni Unite per il diritto al cibo, :  “Allo stato attuale la produzione agricola mondiale potrebbe facilmente sfamare 12 miliardi di persone……. si potrebbe quindi affermare che ogni bambino che muore per denutrizione oggi è di fatto ucciso”.
Circa un miliardo di persone soffrono la fame; questa non è una disgrazia oggettiva, inevitabile, ma la conseguenza di precise scelte politiche delle quali i governi e le multinazionali portano la responsabilità.
L’accaparramento delle terre in Africa, in America Latina e in alcune regioni asiatiche da parte di grandi fondi speculativi e di potenti multinazionali al fine di utilizzarle per produrre biocarburanti, ha come conseguenza la cacciata dalle terre fertili di intere popolazioni che in tal modo perdono il lavoro, l’accesso al cibo e diventano migranti abbandonati alla disperazione.
L’uso degli OGM - oltre all’incognita di cosa potrebbero rappresentare per la salute sapendo che necessitano anche di un massiccio uso di pesticidi e diserbanti - ha come conseguenza il totale controllo dei semi da parte di pochissime multinazionali dalle quali si trovano a dipendere milioni e milioni di contadini che devono subire i prezzi imposti dalle grandi aziende; gli OGM diventano così un paradigma di un modello globalizzato di agricoltura e di produzione di cibo che inquina con i diserbanti, consuma energia da petrolio, utilizza una quantità impressionante d’acqua e contribuisce al 50% del riscaldamento climatico del pianeta.
La deviazione del corso dei fiumi, la costruzione di grandi dighe controllate da pochi potenti Stati e da un pugno di multinazionali che le utilizzano per produrre energia da esportare è un’altra delle ragioni che ha lasciato senza cibo e senza lavoro popolazioni di intere regioni obbligate a d abbandonare la propria terra.
Per non parlare della distruzione di infinite derrate alimentari al fine di provocare un aumento dei costi del cibo.
Per tutte queste ragioni troviamo veramente incredibile ed anche inaccettabile  che l’EXPO il cui titolo è: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”  abbia come partner e/o come ospiti le principali multinazionali del cibo e dell’acqua che sono una delle cause del disastro attuale e certamente non una delle soluzioni. Mentre sono lasciate in un angolo ed ignorate le grande organizzazioni contadine di tutto il mondo.
Pensate che nonostante nel nostro Paese solo pochi anni fa i cittadini, attraverso un referendum  abbiano deciso che l誕cqua deve rimanere pubblica, EXPO ha siglato una partnership con Nestl attraverso la sua controllata S.Pellegrino per diffondere 150 milioni di bottiglie di acqua con la sigla EXPO in tutto il mondo. Il Presidente di Nestl Worldwide gi da qualche anno sostiene l段stituzione di una borsa per l'acqua così come avviene per il petrolio. L'acqua, senza la quale non potrebbe esserci vita nel nostro pianeta, dovrebbe quindi essere trasformata in una merce sui mercati internazionali a disposizione solo di chi ha le risorse per acquistarla.
Di fronte a fatti simili è non solo legittimo, ma moralmente doveroso chiedersi se veramente questo EXPO, questa enorme e dispendiosa kermesse, alla fine non finirà solo per produrre qualche altisonante dichiarazione sul diritto al cibo, destinata a rimanere in un cassetto e a garantire invece ulteriori stratosferici profitti alle solite ben note multinazionali.

La vostra riflessione si colloca anche in una prospettiva concreta di intervento sui temi affrontati, verso e post Expo?

In questa nostra riflessione stiamo cercando di coinvolgere i principali scienziati che a livello mondiale si occupano di questi temi, come ad esempio Susan George che ha studiato il rapporto tra il cibo e le speculazioni finanziarie e che parteciperà al nostro convegno sabato 7 febbraio a Milano. Stiamo collaborando con Via Campesina, la principale organizzazione contadina di tutto il mondo, con il Contratto Mondiale per l’Acqua che difende in ogni continente il diritto di ogni persona di accedere gratuitamente all’acqua pubblica. E’ dal lungo, diffuso e paziente lavoro di queste realtà, e di tante altre diffuse in ogni parte del mondo, che nascono i contenuti che sono al centro del nostro incontro del 7 febbraio; loro, con centinaia di migliaia di attivisti, sono e restano i protagonisti.  A livello locale pensiamo vadano valorizzate le realtà che operano su una  “filiera corta” ossia su un rapporto tra produzione e consumo inseriti nella nostro territorio locale anche esaltando il ruolo e potenziando i GAS, i Gruppi di Acquisto Solidale. I temi del cibo, dell’acqua e dell’energia vanno affrontati legando strettamente l’attività locale, le risorse territoriali con l’impegno per un cambiamento complessivo delle regole che attualmente governano i mercati globali.
 
Ritenete che la coincidenza della data con la presenza a Milano di Renzi all'Hangar Bicocca - coincidenza in questi giorni molto strumentalizzata dai media - sia positiva/negativa/utile-indifferente? aldilà della casualità.

E’ una coincidenza che non abbiamo certo ricercato, noi abbiamo deciso la data e prenotato la sala già a novembre. Certo questa coincidenza potrebbe in teoria favorire il confronto, ma mi pare invece che alcuni dei principali media la stiano utilizzando per alimentare polemiche inutili. Inoltre la coincidenza della data potrebbe offrire l’opportunità a qualcuno dei seicento invitati alla kermesse della Presidenza del Consiglio di passare prima in mattinata al nostro convegno. Forse potrebbe trovare interessanti alcune delle riflessioni che presenteremo; ovviamente mi sto riferendo solo ai rappresentanti di tante associazioni e realtà sociali che sono state invitate da Renzi e che rischiano solo di finire, anche contro la loro volontà, a legittimare un’operazione che non sembra proprio avere al centro la preoccupazione per gli affamati e i poveri del mondo.

Ringraziamo Vittorio Agnoletto ed Emilio Molinari per questa intervista e Bianca Dacomo Annoni che l'ha raccolta.

 


Tags:
Expo 2015, mutinazionali, cibo, acqua

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Re: Verso EXPO 2015. Nutrire il pianeta o le multinazionali?
05/02/2015 Giuseppe Maria Greco
Sono un po' sorpreso dalla comparsa di questi avvertimenti di Agnoletto all'alba dell'Expo. Può darsi che vogliano lanciare il dibattito, nell'ambito della manifestazione mondiale, sulle contraddizioni che infestano la dimensione del nutrimento e del clima. Ma, in cinque anni da quando Milano ha ottenuto la fiducia per il grande evento, non mi risulta che sia stato ingaggiato il benché minimo dibattito non dico nazionale ma almeno cittadino (o metropolitano) in modo che tutta la cittadinanza potesse con interesse seguire lo sviluppo delle idee sull'argomento. Invece, Expo non finirà per essere altro che un grande spettacolo. Spente le luci, tutti torneranno a occuparsi di cibo esattamente come prima. Salvo le multinazionali, che avranno trovato nuovi interessi su cui lucrare


 
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