Vandalismi, che fare?

Una vicenda purtroppo all’ordine del giorno su cui un lettore ci propone una riflessione, repressione o ricerca di un percorso di approfondimento? ()
29434 392781441447 2975923 n 21Il fatto.
La mattina di sabato 24 giugno, in procinto di partire in vacanza per l’isola d’Elba, Giacomo Zerilli ha trovato lo specchietto retrovisore esterno della sua auto divelto e penzolante sulla portiera destra, lo stesso accadeva per due altre auto parcheggiate in via Sidoli prima e dopo la sua.
Arrivato a destinazione ha ritenuto doveroso denunciare il fatto presso il locale Commissariato di PS, facendo presente che l’accaduto era probabilmente stato registrato dalla telecamera di videosorveglianza del proprio condominio, davanti al quale le auto erano parcheggiate. Il lettore ha inoltre sporto querela affinché i responsabili dell’atto vandalico vengano perseguiti a norma di legge.
La querela è stata quindi immediatamente trasmessa dal Commissariato elbano e ricevuta dal Commissariato di Milano di via Carlo Poma, che ha poi richiesto il video registrato, a disposizione quindi ora delle autorità competenti.


Il nostro commento.
Innanzitutto riconosciamo al signor Zerilli un comportamento che denota un elevato senso civico: pur sapendo che ben difficilmente la denuncia e la querela potranno avere un qualche esito si è messo a disposizione della legge per l’accertamento delle responsabilità, cosa che accade raramente. Gli atti di vandalismo non sono tollerabili e di fronte ad atti di inutile, gratuita e stupida violenza quella del signor Zerilli è di certo l’unica risposta corretta e positiva, non implica alcun desiderio di vendetta, non risponde alla violenza con la violenza, ma esige il rispetto della legge.
Notiamo, per inciso, che i funzionari di PS. hanno mostrato all’occorrenza un comportamento zelante ed attento alle esigenze del cittadino.

Notiamo che, al contrario, la società attuale (ma in fondo è così da quando si è sviluppata la cosiddetta civiltà) è oltremodo incline, sia a livello individuale, che collettivo, ad assumere posizioni oltranziste, ad assumere posizioni belligeranti ed irridere le posizioni pacifiste, a far poco uso della ragione e dei principi di legalità e rispetto delle regole che la ragione imporrebbe.
Lasciamo ad altri competenti in materia trattare i temi del disagio sociale e di tutte le enormi ingiustizie che una società arrogante, avida ed immorale come la nostra crea ed alimenta e su cui ciascuno dovrebbe affrontare un percorso personale di approfondimento, anche per non restare in balia del politicante di turno pronto a strumentalizzare ogni occasione pro domo sua.

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