Oltre l’8 marzo. Intervista a Valeria Borgese

L’Assessora alle Pari opportunità e Politiche di genere del Municipio 3 spiega la recente iniziativa "A passo di donna: energie per il cambiamento”. ()
Municipio 3 LogoD. Un programma impegnativo che, per essere approfondito, ha bisogno di più tempo che non i tre lodevoli incontri ora proposti.

Si tratta di una serie di incontri per conoscere lo sguardo femminile sulla nostra società, per promuovere una cultura paritaria, per partecipare al cambiamento nella nostra città e nel Municipio, tutti insieme, uomini e donne.
Il programma però non si esaurisce con questi primi tre incontri del mese di marzo: il femminismo, il lavoro, la città delle donne. - precisa Valeria Borgese - Abbiamo ritenuto che tutti gli assessori : territorio, urbanistica, istruzione, attività economiche … debbano essere coinvolti sui temi degli ambiti in cui si muovono le donne.

D. L’argomento necessita di essere affrontato nella vastità dei temi che lo definiscono, anche se qualcuno dirà - come è sempre quando si parla di parità di genere - che non è il momento giusto, ma non si può tergiversare difronte all’evidenza con cui emergono gli episodi di violenza, gli stereotipi patriarcali, lo sbilanciamento di possibilità.

Proprio per questo si è formato un gruppo di lavoro, fra i consiglieri e le consigliere del Municipio 3, che si occupa delle iniziative correlate alla parità di genere nella società, nell’urbanistica rispetto al territorio, nelle attività economiche e nel lavoro, nella scuola per un’educazione paritaria contro la violenza e il bullismo che colpisce in particolare le donne.
Oltre questi tre incontri di marzo sono previsti un incontro al mese e più incontri in autunno.

D. Quali temi affronterete?

Ci occuperemo del tema del territorio “amichevole” alle donne e di sicurezza nei trasporti, specie nelle periferie, valutando se sia utile collocare telecamere alle fermate dei bus in zone periferiche particolari, avere punti di ricarica per il cellulare ad alcune fermate, per una città più amichevole per le donne e gli anziani, dei quali spesso le donne si fanno carico. Questi ed altri temi.

D. È però necessario far accettare che la nostra cultura, ancora patriarcale, sia inadeguata ad affrontare la complessità delle condizioni economiche e della esistenza quotidiana delle donne. Come modificare lo sguardo?

L’istruzione deve avere la capacità di modificare e cancellare gli stereotipi. I libri di testo, la stampa, la televisione devono modificare il linguaggio, le immagini sulle donne nelle scuole. Lì si può creare, attraverso incontri e gruppi di lavoro, una dialettica che superi modelli arcaici e offra una base, un contributo per cambiare questa cultura patriarcale, che nel nostro paese si perpetua.

D. Il covid ha messo in evidenza come la perdita del lavoro e dell’indipendenza economica abbia colpito soprattutto le donne, che svolgono lavori meno qualificati, o che hanno dovuto lasciare il lavoro per occuparsi dei figli e questo ha incrementato gli episodi di femminicidio.

Al prossimo incontro sul lavoro, il 18 marzo, ci sarà Chiara Gribaudo che ha avanzato una proposta sulla parità nell’attività lavorativa in riferimento a iniziative per favorire le donne. L'incontro sarà alle 20.30 all'Auditorium Stefano Cerri, in Via Valvassori Peroni 56

Invece, nel terzo incontro, il 25 marzo, verranno trattati diversi argomenti circa la visibilità della presenza femminile nella toponomastica, nel linguaggio, nella parità di presenze femminili negli incontri, nei consessi, nei convegni. (Auditorium Stefano Cerri, h. 18.30)

D. Vediamo tuttavia che le pubblicità, pensate da uomini, presentano la figura femminile in negativo e anche certe trasmissioni televisive d’intrattenimento di dubbio gusto.

Purtroppo è così, chi ha il potere non lo cede. Le donne però sono forti, sanno affrontare le situazioni più critiche con grande coraggio, hanno uno sguardo più ampio e si occupano del bene comune. Vero che nelle associazioni di volontariato sono presenti più donne, però i capi sono spesso uomini.

D. Come si può quindi modificare lo stato delle cose?

Ci sono fattori culturali ed educativi che formano e perpetuano. Formalmente la nostra Costituzione e le leggi sono più avanti rispetto a quelle di altri paesi europei, ma nei fatti siamo più indietro, basta vedere la suddivisione dei compiti in famiglia.

Tuttavia anche le donne devono raggiungere una maggiore autoconsapevolezza.

Tanti temi da trattare in cinque anni di consiliatura!


Valeria Borgese

Assessora Cultura, Partecipazione, Politiche di genere, Attività Produttive e Turismo
Municipio 3

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