C'era una volta: Tennis Club Miralago di via Ronchi

Riceviamo e pubblichiamo volentieri questa “cartolina” della nostra zona che si riferisce agli anni '50. Il Tennis Club infatti nacque nel 1948 e cessò nel 1963. ()

Lago e campi tennisOggi salgo sul tram - il 19 - e, attraversata la Stazione di Lambrate, vado in piazza Monte Titano a comperare i fili da ricamo che mi hanno aiutato e mi aiutano in questi lunghi mesi a cancellare la noia dell’essere “confinata”.

Ecco, ci sono e mi sento quasi smarrita, perché l’immagine spappolata della piazza non piazza mi ferisce. Quest'immagine, che tenta penosamente con rondeau verdi di mitigare lo spazio abbastanza squallido dello svincolo di traffico, non mi appartiene.

Ero abbastanza piccola, forse avevo quattro anni, dunque più di settant’anni fa, e amavo quel luogo: una campagna non proprio campagna, anche se credo ci fossero ancora campi coltivati, ricordo grano e papaveri. Arrivando in via Ronchi la campagna diventava un giardino speciale incluso in un recinto curato su via Ronchi - siepi e pioppi e un grande cancello -, che racchiudevano il Tennis Club Miralago, fondato da mio Padre con altri soci sulle ceneri del Tennis Club Monterosa, dopo le ultime vicende di guerra e gli anni tormentati della pace e della prima ricostruzione.
Parlare del perché e del come porterebbe su luoghi troppo personali, ma vorrei descrivervi il quasi mio giardino del fine settimana, dove, accompagnato dal rumore cadenzato delle palle da tennis sui campi di terra rossa, livellati con cura dal Signor Romanoni, si ergeva una lunga costruzione a mo’ di cascina restaurata, a cui, dopo il “salone” delle feste, rimaneva solo l’ultimo angolo ancora con l’aspetto del fienile, luogo proibito in cui avventurarsi con altri piccoli più scalmanati di me – il primato era detenuto dal fratellino di Gigi Silenzi, molti anni più tardi Presidente del Tennis Club, ormai Ambrosiano, con i suoi pantaloncini eternamente strappati. Era facile sottrarsi al controllo delle madri, impegnate in terrazza o all’interno in partite interminabili di canasta e di chiacchiere pettegole.

A primavera raccoglievo margherite, qualche violetta e nontiscordardime, che regalavo alle suddette signore, guardando senza toccarle le bordure di tulipani, narcisi, salvia splendens e nasturzi, mi stupivo del fiorire degli albicocchi in un viale verso il limite del confine che con una specie di argine impediva la visuale verso la cava che dava il nome al Club e fu presto prosciugata regalando due “nonne” carpa e tinca, più lunghe di me, immortalate da fotografie appese nell’ufficio , in cui potevo azzardarmi a vedere che cosa faceva Papà.

A metà del viale una fontana popolata di pesci rossi mi attirava irresistibilmente alla caccia e ci rovinai il mio cappellino preferito giallo. Tanti colori e tante persone, campioni di tennis come i fratelli Del Bello, Cucelli, Merlo e Sirola, il gigante buono, che vidi l’ultima volta dopo il mio primo esame al Politecnico, lì ad aspettarmi con Papà ai cancelli dell’ala Sud. Era un luogo concreto e bello, che credo ripagasse i soci e certo ripagava agli occhi di Papà, pittore dilettante, degli anni perduti della guerra, con la volontà di avere una vita attraente e scoppiettante, in cui anch’io , consapevole solo dei racconti di guerra, trovavo la mia piccola serenità condita dall’orgoglio che era mio Papà ad avere costruito quel luogo.

Quando l’ormai Ambrosiano, che aveva perso il suo nome originario ed acquisito quello attuale nell’idea di un improbabile sodalizio con il club calcistico dell’Inter, si spostò, o fu spostato, fu sostituito da case, lasciatemelo dire brutte, e la città, pur restando periferia e margine, non ricostituì spazi di “accelerazione” sociale, ma solo di traffico, fui triste e la tristezza, che si può ora chiamare nostalgia, non mi lascia mai quando sbuco fuori dalla stazione, anch’essa relitto di un grande piano di Stazione Orientale, prima della costruzione della Stazione Centrale e la trasformazione del margine del borgo di Lambrate verso la città.

Maria Grazia Sandri


La foto d'apertura è tratta da Urbanfile, Dodecaedro urbano.


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Re: C'era una volta: Tennis Club Miralago di via Ronchi
08/10/2021 Aldo
Vorrei segnalarvi cke la prima immagine da voi pubblicata è apparsa su internet il 14 aprile 2015 https://twbiblio.com/2015/04/14/a-proposito-delloccupazione-tedesca-del-miralago/
Inviata alla redazione dr. Francesco Ingegnoli.
Interessante articolo


 
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