Milano e la sua campagna

Due iniziative per promuovere il legame tra la città e l'agricoltura. ()

Screenshot 2021 09 22 Home   FruttaInCampo
Milano sta in mezzo a una pianura agricola piena d’acqua che le ha dato ricchezza fin dall’antichità. Ancora oggi è circondata dai campi e nelle zone di cintura si sente una speciale energia: lo sguardo può spaziare fino all’orizzonte, si può incrociare una lepre ma nello stesso tempo in venti minuti di bici si è in un cinema del centro. Queste terre sono minacciate. Le aziende agricole di piccole e medie dimensioni hanno ricavi che non coprono le spese e chiudono.

Il paesaggio di cascine, filari, campi e rogge ben tenute si trasforma in un tessuto disordinato di strade, discariche abusive, sfasciacarrozze, condomini ghetto. E’ qui che Sergio, che per decenni si è occupato della progettazione e gestione del sistema Boscoincittà-Parco delle Cave, ha realizzato con un manipolo di soci quella che prima era solo una visione nella sua testa barbuta: un frutteto dove i bambini di città possono cogliere la frutta matura dagli alberi e i genitori possono pagarla a un prezzo di mercato.
Si chiama Fruttaincampo ed è un frutteto professionale ricco di varietà che vengono anche trasformate in composte, succhi e gelati grazie alla collaborazione con altre aziende. C’è anche il sidro!
Chiaramente la disponibilità è legata alla stagione. Funziona così: si prende un cestino e si va a raccogliere dove le reti protettive per gli insetti sono alzate, segno che lì c’è la frutta al giusto punto di maturazione; poi si passa al banco a pagare. Ci si può iscrivere sul sito per ricevere una mail che avvisa dei giorni di apertura per la raccolta. La prima volta sarà necessario usare Google Maps per trovare la strada sterrata di accesso tra via Novara e Baggio. A settembre ci sono così tante varietà di mele che si potrebbe fare una macedonia solo con quelle.

Ma Fruttaincampo è il tassello di un mosaico più ampio nell’immaginazione del suo ideatore Sergio Pellizzoni. La visione è quella di un rapporto di scambi proficui tra città e campagna.
La città non ha forse bisogno della campagna per alimentare i suoi abitanti? E la campagna non ha bisogno della città per dare valore al lavoro degli agricoltori e per i servizi culturali che offre? Eppure è come se si fosse alzato un muro. L’agricoltore sbarra la strada che passa tra i suoi campi per timore che gli venga rubato il raccolto; il cittadino si lamenta magari dell’odore quando si concimano i campi.
Sarebbe bello se invece l’agricoltore potesse valorizzare il suo prodotto vendendolo senza intermediari, se il cittadino potesse riappropriarsi del percorso che fa quello che si mette in bocca prima di diventare zucchina, uova o fettina. Le aziende non chiuderebbero, non si svenderebbero i terreni per nuovo cemento, si potrebbero coltivare molte più varietà rispetto alle monocolture di cereali, si potrebbe far arrivare piste ciclabili, dare lavoro ai disabili, fare laboratori con i bambini, far girare i ragazzi in sicurezza.

Bene, da dove iniziamo? Domanderebbe un bambino. Dal territorio che amiamo e conosciamo bene risponderebbero… no, hanno risposto (!) i promotori del progetto Terredicittà, un’altra iniziativa che si sta avviando a Milano. Cosa prevede? La ricomposizione di 100 ettari tra Pero, Trenno, Boscoincittà e Parco delle Cave, un terreno che oggi appartiene al Comune e a due soggetti privati e che andrebbe a ricostituire il fondo dell’antica Cascina Melghera, oggi dismessa.
Un progetto che sta raccogliendo adesioni, risorse finanziarie e di idee, aperto a chi vuole partecipare ma già saldo nella visione. Per informazioni andate sul sito e non esitate a comunicare o chiedere le vostre curiosità. Non vi risponderà un esperto di marketing ma chi da anni si sporca già le mani di terra e riempie la testa di sogni e vuole condividere l’uno e l’altro. Una buona occasione per parlarne è proprio durante la raccolta delle mele a Fruttaincampo ma non bisogna aspettare troppo in questo caso, con ottobre si chiude il tempo delle raccolte in campo. Appuntamento mercoledì pomeriggio o sabato mattina in campo.

Questo articolo si trova anche su https://iltrenodelladomenica.altervista.org/.


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