Riparte la movida, e le proteste dei cittadini, ma si studia il problema

Il comunicato emesso dai comitati cittadini per il progetto sperimentale che servirà a caratterizzare il rumore prodotto dalla movida. A quando gli opportuni provvedimenti? ()

lazzaretto movida
Il sindaco Sala è stato denunciato per non aver tutelato i cittadini dalla piaga dagli schiamazzi notturni nelle zone della movida. Ha ricevuto ripetutamente richieste e petizioni affinché venissero prese le misure atte ar porre fine ad una situazione divenuta insopportabile a causa degli eccessi e in assenza di qualsiasi intervento da parte dell’amministrazione. Dopo aver letto la notizia che verrà avviato un progetto sperimentale per registrare il livello sonoro degli schiamazzi notturni è lecito porsi il dubbio che si tratti solo di un pretesto per prendere tempo, dilazionare ogni decisione, schivare le responsabilità e non perdere consensi, visto l'approssimarsi delle prossime elezioni amministrative.

Riportiamo qui di seguito. il comunicato stampa dei comitati.

Milano, 1 giugno 2021
Apprendiamo dalla stampa che il Comune di Milano ha intenzione di portare avanti un cosiddetto “progetto sperimentale” per registrare tramite sensori fissi l'inquinamento acustico generato dalla movida (in primis rumore antropico e musica), attività che danneggia in maniera irreparabile la salute e il riposo della popolazione residente. Le zone prescelte per il monitoraggio saranno decise dai tecnici di Palazzo Marino.
Ancora una volta si è deciso di bypassare l'apporto di quei comitati che attraverso atti formali – prima una diffida, infine una denuncia/querela – hanno lavorato per assicurare la tutela di diritti fondamentali negati ai cittadini milanesi. A pochi mesi dalle elezioni l'amministrazione si limita quindi a proporre “uno studio” che si concluderà in una maniera ovvia, confermando cioè i dati già in loro possesso tramite le rilevazioni ARPA. Se ci fosse l'intenzione di agire la posa dei sensori nelle zone della movida milanese potrebbe diventare esecutiva nel giro di poche settimane, trattandosi di una tecnologia validata già in uso, per esempio in Corso Garibaldi.
Oltre a proporre studi sulla movida sarebbe tempo che l'amministrazione proponesse soluzioni strutturali a uno scempio che colpisce ormai tutta Milano. Un fragoroso silenzio accompagna questa domanda da ben 5 anni.
ASSOCIAZIONE PROARCO SEMPIONE
COMITATO DEI NAVIGLI
COMITATO SANTAGOSTINOCOMITATO ARCHINTO (Quartiere Isola)
COMITATO DI VIA MELZO E DI VIA LAMBRO (Quartiere P.ta Venezia)
COMITATO DEL LAZZARETTO (Quadrilatero del Lazzaretto - P.ta Venezia).


Per fortuna, e finalmente, possiamo ora riprendere le consuete abitudini, ritrovarci con gli amici all’aperto, non solo nelle zone della movida, ma anche nei numerosissimi spazi messi a disposizione lungo i marciapiedi e le vie cittadine per tornare a frequentare bar e ritrovi e favorire la ripresa di uno dei settori più colpiti dalla pandemia.
Ma occorre proprio pensare ad uno studio, elaborare un progetto sperimentale, installare appositi sensori per rilevare i livelli di rumorosità che con una semplice applicazione gratuita sullo smartphone siamo tutti in grado di verificare? I livelli di rumorosità ambientale ammissibili sono normati per legge e stabiliti in base a linee guida stabilite dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per tutelare la salute dei cittadini. E’ pertanto un obbligo specifico del Sindaco provvedere in merito.

Il sindaco ha sempre dichiarato che occorre mantenere una posizione di equilibrio, conciliare le richieste delle parti e mediare tra le opposte istanze, gestori dei locali pubblici che pretendono di restare aperti sino a notte inoltrata e residenti che chiedono di poter dormire la notte.
Basterebbe la volontà di affrontare il problema, di intervenire concordando attraverso la partecipazione dei comitati cittadini e dei gestori le modalità con cui arrivare a soluzioni accettabili per tutti. Perché sprecare danaro, tempo e risorse per rinviare ancora i provvedimenti a cui il sindaco è tenuto e per cui ha ricevuto diffide e querele? Alla tutela del divertimento notturno non vengono posti limiti, per il sonno si vedrà.

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