Grangia di San Gregorio: un nuovo progetto di cittadinanza attiva

.Il recupero della Grangia di San Gregorio potrebbe diventare un esempio concreto per ripensare il nostro futuro, attraverso la riscoperta del valore e dello stretto legame tra tutela dell’ambiente e delle fragilità sociali. ()

20210417 GrangiaCreare nuovi spazi di socialità e incontro. Recuperare un rapporto autentico con la natura e i suoi cicli. Promuovere una modalità di produzione e distribuzione che metta al centro la giustizia sociale e ambientale. Dare spazio alla fragilità delle persone come strumento di riscatto e di costruzione di futuro.

Sono questi alcuni degli aspetti che rendono affascinante il progetto di recupero della Grangia di San Gregorio avviato da Cascina Biblioteca, un territorio vasto nella zona est di Milano e oltre, fatto di cascine, mulini, terreni agricoli (Nuova vita alla Grangia di San Gregorio - cascinabiblioteca.it).

Tanti gli interventi previsti. Come la riattivazione di 7 ettari di marcita, tecnica colturale caratteristica della Pianura Padana, che tanto contribuì alla fortuna di Milano. Ma anche la creazione di una filiera del latte da marcita: e sappiamo quanto il controllo della filiera del cibo, la vicinanza del produttore al consumatore, sia fondamentale per mantenere il valore creato all’interno delle comunità locali preservandone le specificità territoriali ("Non per filiera ma per filia", Z3XMI)

Un progetto meraviglioso sarà poi la coltivazione a bio di tutti i 38 ettari di terreno inclusi nel progetto. E non può stupire avere della produzione biologica dentro Milano: a patto che quando si fa biologico non ci si limiti a bandire la chimica ma si attivino tutti quei processi ecosistemici, dalla depurazione delle acque alla promozione della biodiversità che il professor Paolo Pileri chiama giustamente i “miracoli ecologici”.

E poi ancora la promozione di eventi partecipativi destinati alla cittadinanza che diffondano la cultura e la conoscenza di queste tematiche. Perché una delle grandi lezioni che dovremmo aver appreso da questa pandemia è che solo attraverso la cultura, in quanto brodo di coltura del pensiero critico e di una cittadinanza attiva, che passa la possibilità di immaginare e costruire un futuro nuovo e diverso.


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