L'Ambrogino d'oro alla cooperativa sociale Cidiesse

È possibile produrre quadri elettrici e costruire contemporaneamente percorsi educativi? Sono finalità molto diverse ma la storia del progetto “Dal bullo al bullone” e l’attività trentennale della Cidiesse ha dimostrato che si possono coniugare. ()

IMG 20190523 103628Quest’anno il Comune di Milano ha voluto riconoscerne l’impegno sociale con l’attestato di civica benemerenza dell’Ambrogino d’oro che sarà consegnato il 7 dicembre: la cooperativa sociale Cidiesse è nata nel 1989 come laboratorio artigianale finalizzato ad accogliere e formare persone con trascorsi di droga e delinquenza, per un inserimento stabile, al termine del percorso, nel mondo del lavoro. I soci, veri imprenditori sociali, hanno investito i loro capitali in una attività dove il guadagno, il valore aggiunto, non sono i soldi ma persone che passano da costo sociale a risorsa per la società, persone che attraverso il lavoro recuperano la dignità persa e, al termine del percorso, diventano cittadini onesti e autonomi.

La storia della cooperativa è intessuta di incontri, non saltuari o occasionali come possono essere quelli di un servizio sociale o di uno sportello assistenziale, ma incontri che impegnano le persone in una quotidianità operativa. Chi entra nella Cidiesse non è più considerato un utente ma un lavoratore, impara ad esserlo e ne acquisisce le competenze necessarie. Giorno dopo giorno, per nove ore al giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, nasce insieme una nuova consapevolezza; vengono messi uno sopra l’altro tanti mattoni, mattoni simbolici ma molto solidi perché fatti di cose concrete che si imparano vivendo insieme gomito a gomito. Al termine del percorso, che dura al massimo un paio d’anni, chi è entrato come utente ne esce come lavoratore ed entra nel mercato del lavoro trovando una propria occupazione.

Il lavoro è infatti una delle dimensioni principali dell’identità sociale di una persona ed è estremamente oggettivante, legato al fare e all’essere; non sono chiacchiere filosofiche. Per persone che vengono da anni di rapporti con assistenti sociali, psicologi ecc. misurarsi con il proprio saper fare e il saper essere nel fare, è un salto di qualità notevole; è in qualche modo molto più terapeutico di tante altre cure.
Negli ultimi anni la cooperativa si è aperta anche a ragazzi minorenni, già coinvolti in episodi delinquenziali, con il progetto “Dal bullo al bullone” aprendo un laboratorio all’interno dell’Istituto Penale Minorile Beccaria. I risultati sono pienamente soddisfacenti; i posti disponibili nel vecchio laboratorio sono risultati così insufficienti e quest’estate la Cidiesse si è dovuta trasferire dalla vecchia sede, nella parrocchia di Santa Croce in via Sidoli 10, alla nuova, in uno spazioso capannone industriale in viale Monza 338.

I percorsi realizzati in Cidiesse non solo hanno una ricaduta positiva sui ragazzi, che non torneranno più a delinquere, ma hanno un impatto economico sociale notevole; basti pensare che nel caso di recidiva, il commettere cioè altri reati che li portino di nuovo in carcere, il costo per il loro mantenimento è di circa 160 euro al giorno, (quasi 60.000 euro/anno). I dati ministeriali parlano chiaro, gli ex detenuti che non godono di percorsi di reinserimento socio- lavorativo, finiscono di nuovo a delinquere in percentuali molto elevate: circa il 70% torna in carcere nel giro di due anni, mentre per i soggetti inseriti in processi di inserimento lavorativo la percentuale è contenuta entro il 10 %. Ne deriva che ogni ragazzo strappato alla strada e al carcere comporta un vantaggio non indifferente per la collettività, sia in termini economici che in termini di sicurezza sociale.

Il lavoro (assemblaggio e cablaggio di quadri elettrici di automazione industriale) è alla base del progetto per la formazione on-the-job dei ragazzi ed è la principale fonte di autofinanziamento dell’attività, ma l’alto costo del turnover dei ragazzi in formazione permanente causa un fabbisogno finanziario annuo che il fatturato non può coprire e porta alla necessità di reperire in maniera continuativa risorse economiche.
Sono già passate dalla Cidiesse più di 200 persone che si sono pienamente inserite nella società come cittadini onesti e buoni lavoratori; ci auguriamo che la cooperativa continui a operare e che nei prossimi anni possa crescere ancora non solo nella produzione industriale ma soprattutto nella costruzione dei percorsi di formazione professionale e di crescita umana e civile delle persone.


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