Via Botticelli 19. Dialogo tra sordi

Nessun dialogo tra comitato Botticelli e amministrazione comunale giovedì 17 gennaio scorso alla seduta del Consiglio del Municipio 3.
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occhialiniGli abitanti del quartiere sono intervenuti in buon numero in seguito alla distribuzione di un volantino e alla presentazione di una mozione presentata dai M5S e firmata da tutta l’opposizione a cui si sperava che la maggioranza aderisse.

Vi sono stati in apertura di seduta vari interventi che hanno ribadito che il progetto approvato è incompatibile con il quartiere con i suoi 9 piani più il piano terreno con intorno villette di due piani ed edifici universitari di tre piani, tra cui subito dietro la sede storica del dipartimento di Matematica, l’edificio più significativo di Città Studi che doveva diventare la sede del rettorato della Statale, condannato ad essere il retro di un condominio speculativo con appartamenti di lusso ai piani alti grazie alla bella vista.
Si può calcolare un utile per l’operatore di più di 10 milioni di euro ad appartamenti venduti e le vendite
sono già iniziate nell’ex-istituto Rizzoli destinato alla demolizione insieme all’edificio del 1927 di via Mangiagalli 18.

Gli intervenuti hanno ribadito che con la firma imminente della convenzione l’approvazione urgente della mozione era l’ultima opportunità per il Municipio di fare sentire la sua voce e quella del quartiere. La mozione chiede l’esame del progetto in Municipio e la riduzione della volumetria lasciando l’auditorium nel sotterraneo o spostandone la volumetria su un altro edificio con la perequazione urbanistica. Sono circa 2000 mq di slp sui 7.000 complessivi.
L’assessore Bruzzese ha riassunto l’iter del progetto che, dopo una prima bocciatura da parte della commissione del paesaggio e un conferimento con il progettista arch. Filippo Tartaglia, è stato modificato arretrando gli ultimi due piani a fronte dell’eliminazione di un piccolo giardino verso l’ingresso di Matematica, unica area a verde del progetto, e ha ribadito che dal punto di vista legale la proprietà ha diritto di usare tutta la volumetria esistente, anche quella sotto terra. Sull’esame del progetto ha ricordato che il rappresentante del Municipio 3 in commissione ha illustrato il progetto, ma non aveva le tavole e si è capito ben poco dell'impatto che avrebbe avuto sul territorio.
E’ stata una risposta burocratica e non politica e la maggioranza l’ha purtroppo sostenuta.

L’edificio aveva con il PRG fino al 2011 un vincolo a Servizi Intercomunali avendo ospitato l’Istituto di Arti Grafiche Rizzoli e può con l’attuale PGT essere demolito e utilizzato per qualunque funzione. Una osservazione al PGT di Masseroli per mantenere il vincolo di destinazione è stata respinta dall’allora maggioranza di centro-destra e non recuperata dal centro sinistra.

Il Municipio 3 ha abdicato al proprio ruolo di controllo delle trasformazioni del territorio e non chiede di poter dare un parere sui progetti anche rilevanti, al contrario del Municipio 1 che continua ad esaminarli.
Dall’inizio del decentramento negli anni ’80 del secolo scorso le zone hanno sempre esaminato i progetti edilizi rilevanti. Con il nuovo regolamento emanato dalla giunta Pisapia al termine del mandato gli attuali Municipi invece di avere più poteri ne hanno meno, hanno perso la possibilità di esprimere un parere socio-ambientale e hanno solo mantenuto la partecipazione di un proprio rappresentante senza diritto di voto nella commissione comunale per il paesaggio.

Se questo progetto fosse stato presentato quando c’era la zona 3 fino al 2016, sarebbe stato esaminato in zona e sarebbe stato respinto e il rappresentante in commissione per il paesaggio avrebbe potuto far valer l’opposizione della zona. Ora il rappresentante del Municipio vede il progetto all’ultimo momento, ha poco potere e nel caso specifico ha potuto ottenere solo un limitato arretramento degli ultimi due piani e una modifica dei balconi.
La commissione comunale è stata convinta dal progettista Tartaglia, ancora molto potente grazie al ruolo avuto negli anni ’90 quando fu coinvolto in tangentopoli, e dal dirigente dell’Urbanistica Zinna che ha sostenuto i diritti della proprietà. Le ragioni di un ordinato sviluppo del quartiere che invece dovrebbero essere sostenute dal Municipio 3 vengono ignorate.

Un progetto ad altissimo impatto, solo parzialmente addolcito dall’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per la riparazione della piscina Ponzio, circa 500.000 euro, intervento usato strumentalmente per far approvare il progetto in tempi rapidi ed eseguire i lavori prima della stagione estiva, cosa comunque molto difficile dato che si dovrà ricorrere ad una gara di appalto pubblica e attendere il parere della Soprintendenza, essendo la piscina vincolata.

Per riparare la piscina si rovina una piazza lontana 700 metri da essa. Da una parte si ripara, dall’altra si distrugge. La battaglia del quartiere continua.

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