Andar per libri: Il vino del papa

Un ameno libretto, non ce ne vogliano gli autori per il vezzeggiativo, in cui si racconta di piccoli misteri e di piccole/grandi storie in una terra di grandi vini, il tutto ambientato nei luoghi d’origine di un grande Papa. ()

il vino del papa immagine

Per scrivere Il vino del papa(eloquente sottotitolo: L’avventurosa storia del Ruché e il mistero della bottiglia scomparsa) si sono messi in tre perché, come noto, l’unione fa la forza. Non un collettivo creativo alla Wu Ming ma tre giovani giornalisti/scrittori che ci hanno messo la faccia e il nome.

I tre hanno persino un precedente (ma non è un’aggravante) con Italian cricket club. Il gioco dei nuoviitaliani (2013) in cui Giacomo Fasola (classe 1983), Ilario Lombardo (classe 1984) e Francesco Moscatelli (classe 1983) raccontavano lo strano “connubio” sportivo tra indiani e pakistani, immigrati nel nostro paese, in nome del loro gioco nazionale.

Cosa racconta “Il vino del papa”? E’ presto detto. In previsione di una visita pastorale di Papa Francesco nelle terre d’origine della famiglia Bergoglio, un giornalista argentino, anche lui di origini italiane, viene inviato dal suo giornale nel Monferrato per scrivere un pezzo di costume sui luoghi da cui partì il padre del Papa per emigrare in Argentina nel 1928 (secondo Wikipedia) o nel 1929 (secondo gli autori del libro).

Intrigante e curioso, il nostro giornalista incontra strani personaggi e strane storie: un vecchio partigiano che conserva un antico segreto, un manoscritto che meriterebbe forse pubblicazione, una vecchia lettera che forse tanto autentica non è.

Le sue indagini lo portano a interessarsi del furto da un museo locale della più antica bottiglia esistente di Ruché e sui retroscena di un curioso concorso organizzato per individuare il miglior vino della zona da offrire al Papa.

Nelle sue scorribande per le fertili colline del Monferrato alla ricerca delle presunte verità, entra in contatto, anche in senso biblico, con umanità varia che, per quanto frutto della fantasia dei tre autori, rimanda a quel mondo particolare che, in quella amena zona d’Italia, produce alcuni dei vini migliori del mondo.

Tra questi, incuriosisce la particolare vicenda del Ruché, il “vino della festa” di Castagnole Monferrato e dei paesi limitrofi, prodotto sin da tempi remoti da uve autoctone, la cui fattura era stata abbandonata per essere ripresa con successo, in purezza, da un prete del tutto particolare, don Giacomo Cauda, negli anni ’60 del secolo testé trascorso.

Per chi non lo conoscesse (il Ruché) è sufficiente recarsi in una delle migliori enoteche di Milano e prepararsi a fare un’esperienza enoica appagante e conciliante, tra effluvi di viola.

Senza morti né, tantomeno, assassini, l’agile racconto ci introduce a qualche piacevole ora di lettura di un’opera che non sarà di grandissima annata ma che si presta a una pronta e piacevole beva.

Tanto basta per apprezzarla e per consigliarne la degustazione.

Resta da dire del curioso editore:” A Wingsbert House si selezionano vini, aceti balsamici e si pubblicano libri…Chiamatela bioeditoria, se vi piace”. Per saperne di più: www.wingsberthouse.com

Niente male come approccio al mondo della cultura materiale e dell’editoria.

Una buona lettura sia con voi


, ,
Il vino del papa
L’avventurosa storia del Ruché e il mistero della bottiglia scomparsa
Wingsbert House 2014, pp. 231 € 14

(Massimo Cecconi)





Commenta

 
 Rispondi a questo messaggio
 Nome:
 Indirizzo email:
 Titolo:
Prevenzione Spam:
Per favore, reinserire il codice riportato nell'immagine.
Questo codice serve a bloccare i tentativi di inserimento automatici.
CAPTCHA - click right for audio Play Captcha